Home Università Sesso per un bel voto? "Ci sta" il 57% delle studentesse e il 39% dei ragazzi

Sesso per un bel voto? "Ci sta" il 57% delle studentesse e il 39% dei ragazzi

di Maurizio Cerbone
Aspiranti matricole, amanti delle scorciatoie facili. Il sesso come arma segreta da sfoderare per centrare l'obiettivo dei test di ammissione? Il 48% dei candidati in corsa per ottenere un posto sicuro nelle facoltà a numero chiuso dichiara, superando senza esitazione tentennamenti morali e comune senso del pudore, di essere disponibile a scendere a compromessi di varia natura: più disinibite le donne (57%) ma "elastici" anche gli uomini (39%). L'esito dell'indagine-choc, che non disdegna a diventare hot, giunge proprio in contemporanea all'avvio, oggi, delle prove obbligatorie. A promuoverla è UniversiNet, il portale italiano di riferimento per la preparazione gratuita ai test: ogni anno si collegano ai suoi server più di 450.000 diplomati delle scuole superiori per esercitarsi gratuitamente, con i quesiti assegnati negli anni precedenti e discutere nei forum, pronti a fare il grande salto e iniziare il percorso accademico. Se non fosse per quel collo di bottiglia, l'esame che certifica il bagaglio culturale e autorizza ufficialmente l'ingresso tra il popolo delle matricole. Del nutrito campione di partecipanti al questionario proposto on line - cui hanno risposto 16.218 ragazzi e ragazzi residenti da Nord a Sud - ben 556 sono di Padova e provincia e anelano a diventare studenti e studentesse del palazzo del Bo. Non sempre entrandovi dalla porta principale, però, se alla domanda: «Secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di ammissione?», appena il 13% risponde l'ovvio (stare chini sui libri) mentre l'86% punta senza indugio all'"aiutino". Così declinato: il 35% non esisterebbe a intessere una relazione fisica, il 15% punterebbe sul pressing di un parente professore, un altro 13% coinvolgerebbe i propri genitori (medici, architetti o ingegneri) capaci di vantare amicizie influenti, un ulteriore singolare 13% si rivolgerebbe a un prelato, il 12% a un politico. Per ottenere la fatidica intercessione, il 48% dei giovani sarebbe pronto a intrattenersi in prestazioni intime, il 19% a iscriversi a un partito politico, il 6% a pagare chi può certificare l'accesso garantito.
Per il social network dell'informazione UniversiNet diretto da Renato Reggiani, «i risultati del 2011 mostrano un dato contraddittorio: i ragazzi non si fidano più dei politici neppure per una raccomandazione - il politico scende dal 18 al 12% rispetto ad analogo sondaggio svolto nel 2010 - e neppure dei parenti calati dal 18 al 15%. Cresce di poco la preparazione sui libri (+1%) mentre a balzare in avanti sono gli escamotage sessuali che passano dal 39 al 48%». Per intercettare una raccomandazione più di un terzo degli universitari di domani offrirebbe un favore "di letto", percentuale che sale al 57% (contro il 45% del 2010) per le ragazze e al 39% per i ragazzi, dato in fortissima crescita rispetto all'anno scorso.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 01 Giugno 2012 05:41)

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