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Cronache del tempo veloce

s7302645Il nuovo lavoro di Aldolfo Fattori

di Sara de Balsi

È appena uscito per la casa editrice Liguori, collana Mediologie, il volume Cronache del tempo veloce di Adolfo Fattori, poliedrico intellettuale napoletano che annovera tra i suoi interessi le scienze sociali, il cinema, la fantascienza, la tecnologia, ma soprattutto ed essenzialmente l'insegnamento, attività con la quale si confronta da molti anni. Con successo, vista la massiccia presenza di suoi alunni di oggi e di ieri alla presentazione del libro lo scorso 14 aprile presso la libreria Ubik in via Benedetto Croce.
Cronache del tempo veloce contiene riflessioni dell'autore – oggi dottorando di ricerca in Sociologia e ricerca sociale presso l'Università Federico II – in parte già apparse in Quaderni d'altri tempi, la rivista bimestrale online di sociologia e comunicazione di massa di cui Fattori è fondatore insieme a Fabio Berrettini e Gennaro Fucile.

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IL LAVORO FLESSIBILE

foto lavoro flessibiledi Sara De Balsi
Scrivere del lavoro, con chiarezza ed esattezza, e farlo oggi, in un momento di confusione e sfiducia non solo pratica, ma anche epistemologica. Ci provano, riuscendo brillantemente, Fabio Corbisiero, Antonello Scialdone e Antonio Tursilli, nel volume Lavoro flessibile e forme contrattuali non standard nel Terzo settore, uscito nella collana "Sociologia" della Franco Angeli Editore.
La ricerca parte da un'analisi teorica – storica e giuridica – del lavoro nella sua evoluzione dalle forme protocapitalistiche della prima Rivoluzione Industriale alle forme di lavoro flessibile – flessibilità è uno dei termini chiave dell'intero volume – della società odierna.
Il volume raccoglie contributi sociologici, giuridici, economici, riuscendo a dare una visione globale ma non per questo approssimativa dell'evoluzione del lavoro, con un occhio di riguardo ai mutamenti delle condizioni contrattuali, dagli anni Settanta a oggi, in particolare del Terzo Settore. È l'ambito, quest'ultimo, delle associazioni e degli enti non profit, tradizionalmente legati al volontariato, ma che oggi offrono un forte contributo al mercato del lavoro (532.000 i dipendenti retribuiti nel Terzo Settore secondo il censimento del 1999). Corbisiero, in particolare, interpreta questo settore come un "ponte" tra le diverse dimensioni dell'agire sociale, che crea da un lato posti di lavoro e attività economiche, e dall'altro ha lo scopo di "realizzare l'interesse generale della collettività". Il sociologo non manca di far notare al lettore le contraddizioni che – evidenti soprattutto in Italia – destabilizzano questo settore, perennemente diviso tra l'inclinazione imprenditoriale e quella filantropica.
Le nuove normative hanno coinvolto soprattutto dagli anni Novanta anche il Terzo Settore. Esse vengono analizzate nel dettaglio nel terzo capitolo, a cura di Maria Cristina Cimaglia e Antonello Scialdone; nel quarto capitolo, invece, lo stesso Scialdone insieme a Corbisiero analizza con lucidità la situazione attuale dei lavoratori non standard del Terzo Settore, mettendo in luce ancora una volta le debolezze dell'organizzazione attuale. Gli autori si servono nella loro ricerca di interviste a soggetti scelti nell'intero territorio nazionale: ciò che emerge è soprattutto una ricca indagine, dall'interno, della trasformazione del lavoro da "fisso" a flessibile.
Il volume, ben lungi dal proporre soluzioni definitive, ma aprendosi invece a problematiche sempre più vaste, apre una finestra su quelle che Corbisiero chiama "metafore che descrivono nei discorsi e nelle pratiche il lavoro (adattabilità, flessibilità, mobilità, occupabilità)": sviscerata la metafora per estrarne il contenuto reale, vengono fuori le conseguenze sociali e psicologiche di questa rete, che ha i suoi risultati estremi nella discriminazione di molti (quanti hanno poco da offrire in termini di mobilità e adattabilità, come le donne, per le quali la famiglia diventa un vincolo) e nell'indebolimento delle prospettive future dei giovani.
 

Le fotocopiatrici della discordia

biblioteca-brauAbusi e malfunzionamento alla BRAU, Biblioteca di Ricerca dell'Area Umanistica

di Sara De Balsi

Il 13 gennaio scorso, gli studenti che si sono recati presso la biblioteca sita in piazza Bellini hanno trovato una brutta sorpresa. Il sistema di fotocopia dei libri è cambiato, senza alcun preavviso. Le vecchie schede prepagate, acquistabili all'ufficio prestiti, sono state eliminate, a favore di fotocopiatrici "a gettoni", che funzionano inserendo i centesimi di euro e non dando resto. Nessun dispositivo per cambiare i soldi è stato predisposto, quindi gli studenti devono presentarsi in biblioteca muniti dei centesimi necessari; inoltre, le vecchie schede non esaurite non sono rimborsabili. Se si aggiunge che il costo delle fotocopie è passato da 0,03 centesimi (la scheda prepagata del costo di tre euro era valida per cento fotocopie) a 10 centesimi a fotocopia, ci si rende conto delle dimensioni dell'abuso che ha colpito gli utenti di una struttura già per molti versi mal funzionante.

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Radiorientale va in onda su Radio 3

radio-orientaleLa web radio dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” in diretta sul terzo canale radiofonico della Rai

di Angela D'Antò

Attualità, gastronomia, poesia, musica, intrattenimento, questi gli ingredienti della puntata che  andrà in onda sabato 23 gennaio sulle frequenze di Radio 3. Alle ore 19:00 Il Cantiere di Radio 3 proporrà agli ascoltatori il lavoro realizzato da Radiorientale, la web-radio dell’Ateneo campano, attraverso le voci degli studenti de “L’Orientale” e dei corsi di Italiano L2 del CILA, provenienti da Bulgaria, Cina, Francia, Giappone, Iran, Italia, Lettonia, Moldavia, Perù, Russia, Spagna, Turchia e  Ucraina.

Ultimo aggiornamento (Sabato 23 Gennaio 2010 16:33)

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Intervista al preside della Facoltà di Sociologia di Napoli

gianfranco-pecchinendaProf. Pecchinenda: "La facoltà non rischia di chiudere, ma la prospettive non sono rosee"

di Domenico Caiazza

L'allarmismo, in questi ultimi mesi, invade la facoltà di Sociologia di Napoli. Il motivo è un'ipotetica chiusura, o il possibile accorpamento ad altre facoltà, che aleggerebbe a causa degli effetti della riforma Gelmini. Effetti che coincidono con tagli vistosi alla ricerca e al sapere. A farne le spese dovrebbero essere, in modo particolare, le facoltà socio-umanistiche, e in effetti Sociologia rientra in questo gruppo. Per chiarire meglio la reale situazione abbiamo scambiato due chiacchiere con il preside della facoltà, Gianfranco Pecchinenda.
Pecchinenda, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, è preside da appena un anno, dopo aver svolto in precedenza anche il ruolo di direttore del Dipartimento di Sociologia. "L'unico dato certo sulla questione sono gli enormi tagli nei finanziamenti ed una situazione di caos generalizzato, generato dalla cattiva e talvolta pretestuosa divulgazione di questa riforma - afferma subito Pecchinenda.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 15:58)

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