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L’ONORE DI SCAMPIA NON E’ IN VENDITA

di Angelo Pisani (Presidente Ottava Municipalità di Napoli)

Scampia oggi rappresenta il volano di sviluppo di Napoli nord, una zona che registra il 60% di verde pubblico dell’intero comune e l’indice di raccolta differenziata più alto delle altre nove Municipalità, strade larghe e migliaia di giovani con un dna formidabile. Ma la diffusione di notizie negative, fuorvianti e connesse al business cinematografico di Gomorra 2, cancella ogni sforzo di normalità, devasta la lunga e paziente semina di valori della cultura e della legalità, che ogni giorno facciamo, senza piegarci ai poteri forti e senza accettare finanziamenti o compromessi. Il comunicato dei partner della produzione Gomorra 2, apparso ieri anche su Republica.it, si commenta da solo. Frasi demagogiche, contraddittorie, false, diffamatorie ed inaccettabili da parte di chi, nel caso fosse vero quanto scritto, anziché denunciare e fare il proprio dovere, offende gratuitamente sparando nel mucchio, mentre da rappresentante della legalità ha il principale dovere di denunciare con nomi, cognomi e fatti le ipotizzate contiguità con la camorra o le attività illegali. Ma mi rendo conto che, per fare questo, occorrono altre caratteristiche e qualità. Comunque, a proposito di serietà, ricordo che coloro i quali si ergono oggi a tutori e rappresentati di trasparenza, democrazia e sviluppo, che prima di ricevere i finanziamenti, di accettare ruoli di comparse a pagamento e di trattare accordi con i potenti produttori di Gomorra, erano tutti contro le telecamere (continuamente sul territorio solo per evidenziare il male di Scampia ed oscurarne il bene), sollecitando la Municipalità (che ha sempre tenuto una sola linea, e non ha mai accettato elemosine o compensazioni) ad intervenire, come avvenuto e avverrà sempre. Poi gli accordi con Sky e Cattleya, il protagonismo ed altri interessi hanno fatto cambiare idea ai sottoscrittori del comunicato. Così, stranamente, non hanno più contestato Gomorra ed oggi addirittura tentano di strumentalizzare e confondere la realtà delle loro stesse parole. E' quanto meno contraddittorio che proprio i sottoscrittori del documento di protesta anti-Gomorra scrivano che loro non avrebbero voluto la fiction, quando poi invece hanno stretto accordi e ricevuto finanziamenti proprio dai padroni di Gomorra 2. Non è vero, inoltre, che questi signori cercavano di impedire quella che chiamavano speculazione mediatica da parte dei produttori di Gomorra – dei quali oggi sono partner – visto che poi non li hanno contestati, come invece ha fatto solo il presidente della Municipalità. Dichiarano di aver evitato rapporti tra la stessa imprenditoria da cui sono stati finanziati e la camorra - come priva avveniva, dicono – e di aver assicurato la legalità. Ma non risulta che questi signori abbiano denunziato alle autorità competenti le gravi situazioni di cui parlano. Infine, la Municipalità che rappresento, pur contestando esclusivamente la fiction Gomorra, compresi i finanziamenti a chi prima denunciava questa ennesima speculazione mediatica, aveva comunque apprezzato ed autorizzato pubblicamente la presentazione dei 6 corti prodotti dagli incolpevoli ragazzi di Scampia, da non confondere con le propagande di Gomorra. Tuttavia sono stati gli stessi sottoscrittori del comunicato che, forse per ottenere maggiore e strumentale visibilità, non si sono più presentati all'appuntamento, fatto saltare senza neanche un giorno di preavviso e montando una pretestuosa polemica, che non fa certo il bene del nostro territorio. Ma Scampia, dove da trent'anni la cattiva politica è la prima responsabile del degrado, rendendosi complice di quella malavita che esiste in ogni angolo del mondo, da tempo ha voltato pagina. Io personalmente e la mia giunta siamo solidali con i cittadini dell’Ottava Municipalità e con tutte quelle persone intellettualmente oneste che si sono schierate contro “le artiglierie pesanti” di Gomorra 2. E ci batteremo con tutte le nostre forze contro questo scempio mediatico di un quartiere che è in piena ripresa ed ha grandi potenzialità, frenate solo dalle istituzioni malate, un territorio dove vive il 99% di cittadini onesti. Il quartiere più ricco di verde non può essere sempre sotto i riflettori della cronaca nera e giudiziaria per dare spazio alla produzione di fiction che diffondono una cultura di morte e propagandano falsi modelli da emulare. Ci stiamo attrezzando affinché venga tutelata la cittadinanza attiva di un zona di Napoli che sta mettendo in campo tutte le energie positive per uscire fuori dal fango provocato da decenni di una politica sorda ed ostile, che non costruisce l'università e non abbatte le vele della illegalità, scenario delle precedenti fiction che hanno già determinato in Italia e nel mondo una strumentalizzazione esclusivamente negativa, senza senso e priva di esempi positivi da seguire per i più giovani. Dobbiamo avere la forza di bloccare questo ulteriore danno, prima che sia troppo tardi, per scongiurare il rischio che vada ad aggiungersi alla vergognosa immagine diffusa tra i giovani con le ultime fiction su “Santa” Pupetta Maresca o su quel “galantuomo” di Sandokan.

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Aprile 2014 16:41)

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