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Cioccolato fondente alleato contro l’ictus?

di Roberta Valeriani

Il cioccolato è amico o nemico della scienza, a giorni alterni. Se da un lato serve da eccitante contro la depressione, dall’altro è un grasso dannoso per le arterie, se è un toccasana per il cervello pigro dall’altro è il nemico della dieta. Nell’immenso mare confuso di tante dichiarazioni, si aggiunge oggi la novità proveniente dal Karolinska Institutet di Stoccolma: il cioccolato, soprattutto se fondente, è un alleato contro l’ictus! O almeno lo sarebbe per le donne, perché su di esse è stato condotto uno studio lungo 10 anni. Un campione di pazienti conduceva una vita normale con una dieta normale e poca assunzione di cioccolato. Un altro campione assumeva, insieme ai pasti, due barrette di cioccolato fondente a settimana. Il risultato mostra che le donne che consumavano poco cioccolato avevano avuto un’impennata di casi di ictus (8 casi su 1000 pazienti) mentre le consumatrici costanti di cioccolato arrivavano appena a 2 casi su 1000. Forse è merito dei flavonoidi, preziosi antiossidanti, in grado di combattere l’effetto dei radicali liberi, responsabili dell’ossidazione delle cellule e dei vasi sanguigni, alla base di diverse patologie.

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Il segreto per combattere le rughe? Secondo la Coldiretti, mangiare carciofi, peperoni e succo d’uva…. Ma un sorriso è sempre importante!

La Coldiretti, nell’ambito della Biodomenica 2011, ha presentato ed esposto le ricette antirughe della cucina biologica con la ‘top ten’ dei cibi che aiutano l’organismo a difendersi dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento della pelle. Accanto a carciofi e peperoni utili anche le melanzane, le pere e i kiwi

di Roberta Valeriani

Carciofi e pere, riso integrale o succo d’uva nera e le rughe, afferma la Coldiretti, dovranno aspettare. “Non c’è bisogno di farsi torturare - asserisce - per diventare più giovani e belli. Basta mangiare sano e scegliere cibi che contengano quelle sostanze benefiche per la nostra pelle ovvero gli alimenti con elevatissimo potere antiossidante che rappresentano preziosi alleati per contrastare l’invecchiamento della pelle. Ma a chi si riferisce la Coldiretti quando dichiara:“non c’è bisogno di farsi torturare?”. I consigli arrivano da Coldiretti che, nell’ambito della Biodomenica 2011, ha presentato ed esposto le ricette antirughe della cucina biologica con la ‘top ten’ dei cibi che aiutano l’organismo a difendersi dai radicali liberi, responsabili della formazione delle tanto temute rughe. “I radicali liberi - sottolinea -sono favoriti, nella loro proliferazione, da una dieta sbagliata, dall’inquinamento e dal fumo”. “Importantissimo quindi – afferma - il ruolo del buon cibo per contrastare l’invecchiamento della pelle anche a tavola.

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Tacchi alti, sesso e odori fattori scatenanti mal di testa

Attenzione a svolgere una vita ‘spericolata’ fatta di poche ore di sonno

di Roberta Valeriani

Una vita ‘spericolata’ fatta di poche ore di sonno, in bilico su tacchi alti e con frequenti visite dal parrucchiere per la messa in piega è l’anticamera della cefalea per le quarantenni italiane. Lungi dall’essere un pretesto, per le donne tra i 30 e i 40 anni, il mal di testa è un vero problema provocato da fattori precisi: sesso, stress, ciclo mestruale, odori, posture scorrette e tensione dei muscoli di testa e collo. Li hanno individuati gli esperti della Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), che hanno presentato i dati di uno studio realizzato dal Centro Cefalee dell’università di Padova su mille pazienti, al congresso nazionale, in corso a Riccione. “Nel 75% dei casi, l’elemento che scatena il mal di testa è lo stress quotidiano - afferma Luigi Alberto Pini, presidente della Sisc - in una percentuale analoga, soprattutto quando la cefalea è di tipo tensivo, la causa è una postura scorretta.

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Obesità: È emergenza: un italiano su due è in sovrappeso

Sono 46 su cento quelli sopra il peso giusto. E aumentano ogni anno. Si comincia a parlare di una vera e propria epidemia dibesità:. due nuovi diabetici su tre sono obesi. Ogni giorno 13 persone chiedono aiuto al bisturi. Per la Coldiretti è anche colpa dello scarso consumo di frutta

di Roberta Valeriani

Anno dopo anno, la corsa all’ingrasso degli italiani sembra inarrestabile: nel 1990 gli adulti con eccesso di peso erano meno di 36 su cento, nel 2009 se ne contavano ben 46 ogni cento. E non si vede ancora un’inversione di tendenza. Pare proprio che non ce la facciamo a fare pace con la bilancia. Non da soli, almeno. Si spiega così il rinnovarsi dell’appuntamento con ObesityDay il 10 ottobre: per un giorno gli esperti dei centri Adi, l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, si metteranno a disposizione, gratuitamente, in molti ospedali in tutta Italia per dare consigli a chi combatte la battaglia con il peso (gli indirizzi su www.obesityday.org). “La crisi ha portato, loro malgrado, i consumatori ad affinare le proprie strategie di acquisto – dice Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione Adi e coordinatore del Progetto ObesityDay - e ad adottare un comportamento più virtuoso. Anche se qualche problema rimane. La necessità di inseguire la migliore offerta porta i consumatori a rivolgersi soprattutto alla grande distribuzione, ai supermercati. Alla fine è impossibile resistere e, come al solito, si compra troppo.

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Salute: zaini troppo pesanti, mal di schiena per 1 bambino su 2

di Roberta Valeriani

Tra i bambini delle elementari cinque su dieci soffrono di lombalgia. Il doppio, rispetto ai loro genitori quando avevano la stessa età. Attenzione quindi a costringere i bambini per troppe ore di seguito a rimanere seduti: a sostenerlo sono gli esperti dell’A.I.Fi, l’Associazione Italiana dei Fisioterapisti, in congresso fino a domenica a Pacengo del Garda. Proprio tra i sei e i dieci anni è la fascia d’età più importante per lo sviluppo muscolo scheletrico e in cui la schiena dei bambini è più delicata: nasce per questo “La schiena va a scuola: prime regole per rispettarla”, un volumetto a testo e fumetti, messo a punto dagli esperti dell’A.I.Fi. Tra le novità proprio questo volume che, con linguaggi diversi, per una corretta informazione sulla schiena dei bimbi e sulla corretta postura da mantenere quando si sta al banco di scuola, si rivolge ai genitori e agli insegnanti delle scuole elementari, ma anche agli stessi bambini. “Ci siamo focalizzati sulla fascia d’età tra i sei e i dieci anni perché è la più delicata per lo sviluppo dell’apparato scheletrico - spiega Antonio Bortone, presidente AIFi -. Una vertebra sottoposta a forti pressioni che agiscono solo su una parte di essa tende ad assumere la forma di un cuneo, e più vertebre a cuneo danno luogo a un dismorfismo, cioè a un’alterazione della forma della colonna”.

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Immunoterapia: la nuova strada per combattere il melanoma

Attraverso l’immunoterapia raddoppia la sopravvivenza al melanoma metastatico, un tipo di cancro particolarmente aggressivo, che ogni 12 mesi, nella sola Italia, fa registrare 7000 nuovi casi e 1500 decessi. Agire potenziando il sistema immunitario è la chiave per sconfiggerlo. Speranze anche per i malati con metastasi cerebrali

di Roberta Valeriani

Una terapia destinata ad aprire una nuova era nella lotta al melanoma metastatico. Stiamo parlando dell’immunoterapia, approccio innovativo per questo genere di tumore, che ha contribuito a raddoppiare il tasso di sopravvivenza alla malattia e di cui si è parlato al recente Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) a Stoccolma. Il melanoma è un tumore della pelle la cui incidenza è cresciuta maggiormente negli uomini. “È un tipo di cancro particolarmente aggressivo - dichiara il professor Paolo Marchetti, direttore dell’oncologia Medica all’ospedale Sant’Andrea di Roma - che ogni 12 mesi, nella sola Italia, fa registrare 7000 nuovi casi e 1500 decessi. Negli ultimi 30 anni si è registrato un incremento del 237% delle diagnosi. Se preso negli stadi di sviluppo iniziale il melanoma è un tumore facilmente guaribile.

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E’ proprio vero, gli uomini pensano al sesso piu’ dellle donne

di Carmela Fiorentino

 

Gli uomini sono da sempre stati visti, tra i due sessi, come quelli maggiormente legati quasi in maniera inscindibile al concetto di sesso. Se prima c’erano soltanto supposizioni,adesso grazie ad uno studio, diventano certezze, gli uomini pensano al sesso piu’ spesso delle donne e reputano importanti anche altri bisogni biologici, quali il mangiare e il dormire. E’ proprio una ricerca dell’Ohio State University, secondo la quale gli uomini pensano al sesso ogni sette secondi, ovvero piu’ di 8mila pensieri sul sesso ogni 16 ore di veglia. Le donne invece hanno una media di dieci pensieri al giorno. Gli uomini pensano al cibo 18 volte al giorno, ed 11 se pensano al dormire, le donne invece pensano 15 volte al giorno al cibo e solo 8 volte al ben amato letto e cuscino. Il professor Terri Fisher, docente di psicologia presso l’Ohio State University e capo della ricerca, afferma: "va corretto questo stereotipo sui pensieri sessuali degli uomini, la frequenza dei pensieri a 'luci rosse' varia a seconda di specifiche variabili biologiche e psicologiche".

Ultimo aggiornamento (Martedì 12 Giugno 2012 12:44)

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Scoperti più di settanta geni chiave nella rigenerazione delle connessioni neurali

Li hanno identificati i ricercatori della University of California di San Diego. I sei geni che inibiscono la riparazione degli assoni sono forse i più importanti

di Roberta Valeriani

La ricerca, promossa dai biologi della University of California di San Diego, è durata più di due anni e ha riguardato 654 geni che gli scienziati hanno ritenuto in qualche modo coinvolti nella rigenerazione degli assoni neurali, responsabili della connessione tra le varie cellule nervose e via principale della trasmissione degli impulsi elettrici. Al termine del biennio, gli studiosi californiani ritengono di avere individuato 76 geni che favoriscono la ‘riparazione’ degli assoni e sei che invece la inibiscono. Per riuscire a individuare i geni che davvero hanno un ruolo nella ricostruzione degli assoni, i biologi statunitensi si sono avvalsi dellìinvolontaria collaborazione di 10 mila Caenorhabditis elegans, vermi nematodi della lunghezza di circa un millimetro e tra gli organismi modello più utilizzati nello studio della biologia dello sviluppo. Il primo passo è stato quello di creare mutazioni genetiche di questi vermi trasparenti per ognuno dei 654 geni sotto esame. In seguito i neuroni di questi nematodi sono stati evidenziati grazie all’uso di una proteina fluorescente verde e quindi, tramite l’impiego di un precisissimo laser chirurgico, è stato danneggiato un assone specifico.

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Aids: colla sintetica intrappola Hiv e blocca l’infezione

di Roberta Valeriani

Ricercatori della University of Utah sono riusciti a realizzare in laboratorio un composto chimico che “intrappola” il virus Hiv e blocca l’infezione. Si tratta di una classe di sostanze simili alle lectine, composti che si trovano in natura, derivati da alberi e piante, che si legano agli zuccheri. Queste lectine sintetiche, quelle naturali sono troppo costose da purificare, si attaccano al rivestimento di zucchero del virus dell’Aids e ne bloccano la replicazione, il meccanismo con cui l’Hiv si moltiplica e infetta nuove cellule. I ricercatori americani hanno sviluppato dei polimeri di lectine sintetiche basati su un composto chiamato benzoboroxolo (BzB). “I polimeri sono così attivi contro l’Hiv - dice Patrick F. Kiser, che ha coordinato la ricerca pubblicata su Molecular Pharmaceutics - che basta scioglierne circa il peso di un cubetto di zucchero nell’acqua di una vasca da bagno per inibire l’infezione”. A questo punto, viste le notizie emerse in queste ultime ore, l’Aids si combatte con la colla sintetica o con i videogame? Tutto sembra strano, ma è proprio così sembra infatti che buone notizie sul fronte della lotta all’Hiv arrivino, in parte, dai ricercatori della University of Utah, capitanati dal dottor Patrck F. Kiser, in parte da un videogioco online, dal nome Foldit, inventato dall’università di Washington nel 2008.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 28 Settembre 2011 05:42)

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A cosa serve l'orgasmo?

La scienza non molla e l’interrogativo di tanto in tanto riaffiora: l’orgasmo femminile è puro piacere o, come quello maschile, è anche funzionale?

di Roberta Valeriani

L’orgasmo questo sconosciuto. Clitorideo o vaginale? Multiplo o irraggiungibile? Dove accidenti è il punto G? Gli uomini e le donne rischiavano già di impazzire così prima che la scienza ci mettesse il carico da undici: l’orgasmo femminile serve o non serve ai fini riproduttivi? Questo è il dilemma. Questa versione hot di Amleto ancora non ha trovato una risposta definitiva. Secondo la filosofa della scienza della Indiana University Elisabeth Lloyd: “il piacere femminile altro non è se non un sottoprodotto accidentale dell’evoluzione maschile (per la serie: siamo simili e quindi abbiamo un orgasmo)”. Di contro, secondo i biologi dell'Università del Queensland e della Abo Akedemi University, in Finlandia tutto questo non sarebbe affatto vero. Stando alle loro recenti ricerche, infatti, non c’è alcuna spiegazione biologica evolutiva nell’orgasmo femminile dato che le coppie di gemelli di sesso diverso da loro prese in considerazione, a parità di patrimonio biologico, non erano affatto simili nel loro modo di provare piacere.

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