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Dall’individuo alla società : Costruiamo il benessere psicologico

di Francesco Zanfardino

Giunge quest’anno alla Seconda Edizione la manifestazione “Settimana Del Benessere Psicologico” organizzata dall’Ordine Professionale degli Psicologi della Regione Campania in collaborazione con L’Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani) che vede coinvolti tantissime organizzazioni comunitarie cittadine delle cinque grandi provincie. Tanti gli Psicologi impegnati in conferenze, corsi di aggiornamento, work-shop e tanto altro ancora nei differenti ambiti d’intervento in cui si richiede tale professionalità. Oggetto del tema di quest’anno è La famiglia, quale dimensione nucleare basale dello sviluppo psichico dell’essere umano per sottolineare la grande responsabilità dei differenti attori istituzionali, sia primari  che secondari, nell’importante compito della crescita. Processo che  assume connotazioni transgenerazionali attraverso consegne matriarcali e patriarcali che vedono i piccoli dell’uomo depositari di funzionamenti psicologici preesistenti all’interno delle organizzazioni sociali (Famiglia, Scuola, Gruppi) nel quale essi vengono al mondo. Pertanto un processo di crescita che vede coinvolti tutti quanto noi che nel quotidiano interagiamo con gli altri e nel quale assumono significazione vitale i riferimenti identitari al  fine di permettere a coloro che verranno di rispondere a quesiti irrinunciabili che immancabilmente si affacciano e si affacceranno per sempre alla mente di ogni essere umano nel suo viaggio di costruzione strutturale : Da dove vengo? Chi sono? Cosa potrò essere?

Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Novembre 2011 12:11)

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I nostri sogni possono essere spiati

Un gruppo di neuroscienziati del Max Planck Institute of Psychiatry di Monaco ha studiato i ‘sogni lucidi’ ossia quelli in cui abbiamo la consapevolezza di sognare

di Roberta Valeriani

Sono intimi, dentro ci vanno a finire tutte le nostre paure, a volte, i nostri segreti più nascosti e anche i nostri desideri. Sono i sogni. Ma cosa potrebbe accadere se qualcuno riuscisse a spiarli? Non è una possibilità poi così remota. Oggi, a quanto pare, basta una risonanza magnetica. Un gruppo di neuroscienziati del Max Planck Institute of Psychiatry di Monaco ha studiato i ‘sogni lucidi’ ossia quelli in cui abbiamo la consapevolezza di sognare. Quante volte ci sarà capitato di avere un ruolo ‘attivo’ nei nostri sogni? Quante volte ci rendiamo conto, in corso d’opera, che stiamo sognando? Secondo gli esperti, nonostante la difficoltà nel controllare sperimentalmente l’attività onirica spontanea, si è una riusciti ad avere una dimostrazione diretta dei contenuti del sogno con metodi di neuroimaging del cervello combinati alla polisonnografia e sfruttando lo stato di ‘sogno lucido’. Si nota allora che un compito motorio predefinito eseguito durante il sogno provoca l’attivazione neuronale nella corteccia sensomotoria. Nei sogni lucidi, il soggetto è a conoscenza dello stato in cui si trova ed è quindi in grado di eseguire azioni predefinite.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 31 Ottobre 2011 17:59)

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Bambini insonni: se contare le pecore non basta

Un bimbo su 3 ha disturbi nel sonno fino ai 3 anni e il problema si ripresenta nel 15-20% degli adolescenti. Occorre intervenire con riti e regole e nel caso dei più grandi con una severa proibizione: fuori dalla stanza da letto televisore e viedogiochi

di Roberta Valeriani

Bambini e insonnia, un capitolo aperto. Un bambino su 3 ne soffre nei primi 3 anni di vita. Il disturbo si presenta poi nell’adolescenza per il 15-20% dei ragazzi. Sostenute da varie indagini, si tratta di percentuali non da poco. E alla fascia intermedia, quella dei 5-10 anni, cosa succede? Risponde il presidente dell’International Pediatric Sleep Association, Oliviero Bruni, professore associato di neuropsichiatria infantile all’Università La Sapienza di Roma: “L’età scolare è il periodo in cui si dorme meglio di tutta la vita. Proprio la struttura del sonno è potente”.

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Stalking, come riconoscere il molestatore per difendersi

Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stalking il fenomeno riguarda un italiano su cinque. L’80% delle vittime è donna, mentre le richieste di aiuto da parte degli uomini sono passate dal 10 al 25%. Ecco le mosse giuste contro un fenomeno sempre più diffuso e che ha effetti seri sulla psiche

di Roberta Valeriani

“Ecco come muore un uomo”. Sono le ultime parole pronunciate al telefono da un quarantenne alla sua ex ragazza prima di suicidarsi. E’ accaduto nei giorni scorsi a Padova: così un uomo ha messo fine alla sua vita in diretta. La donna, trentaduenne, lo aveva già denunciato per molestie. Il 29 settembre scorso Veronica, trentaquattro anni, viene uccisa a coltellate dal suo vicino di casa. Succede a Cinisello Balsamo, nell’hinterland milanese. I due erano stati amanti, poi la rottura, le molestie e la denuncia, successivamente ritirata. Sono in continua crescita gli episodi di stalking che ogni giorno si guadagnano l’attenzione delle cronache. Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stalking il fenomeno riguarda un italiano su cinque. L’80% delle vittime è donna, mentre le richieste di aiuto da parte degli uomini sono passate dal 10 al 25%. Ma chi è lo stalker? E’ un conoscente o un ex fidanzato che agisce solitamente a seguito dell’interruzione di una relazione affettiva.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 24 Ottobre 2011 11:44)

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Cataratta: cure più sicure ed efficaci

E’ uno dei più frequenti disturbi della vista, arriva a colpire 6 anziani su 10. Sono oltre 450mila gli italiani che ogni anno vengono operati di cataratta. Presentate a Milano le più recenti novità chirurgiche, compreso un nuovo dispositivo laser che sostituisce bisturi e ultrasuoni

di Carmela Fiorentino

La cataratta colpisce soprattutto dopo i 65 anni. Sono passati i tempi in cui la si considerava un’ineluttabile scotto da pagare all’età che avanza. La cataratta, quel velo davanti agli occhi che ipoteca pesantemente la qualità di vita degli ultrasettantenni, oggi si cura, con tecniche chirurgiche sempre più efficaci e ben tollerate. Sono oltre 450mila gli italiani che ogni anno vengono operati di cataratta. Esistono delle forme giovanili (come quelle legate al diabete o quelle congenite), ma la malattia resta prevalentemente un problema della terza età. Si calcola che, in forma lieve, riguardi circa il 60% delle persone dopo i 70 anni ed è una fra le cause più frequenti di ricovero per gli anziani. Secondo i dati Istat relativi al 2001, dopo i 65 anni la cataratta colpisce 126,5 maschi e 172,6 femmine su mille. Secondo l’Oms è la prima causa di cecità e ipovisione nel mondo, anche se, almeno nei paesi in via di sviluppo, quasi sempre reversibile.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 08 Giugno 2012 13:52)

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Mani poco pulite per medici ed infermieri

Il 40% dei medici non si lava le mani a sufficienza sul luogo di lavoro. Anche i camici utilizzati non sono un esempio di igiene. E secondo uno studio statunitense sono le donne ad avere le mani più sporche. Il 15 ottobre è il Global Handwashing Day

di Roberta Valeriani

Chi l'avrebbe mai detto che anche una semplice operazione come lavarsi le mani necessitasse di una giornata ad hoc? Ebbene si, sabato 15 ottobre si celebra la quarta edizione del Global Handwashing Day, la giornata mondiale per il lavaggio delle mani. Un evento quanto mai necessario viste le statistiche degli ultimi mesi. Se una recentissima indagine britannica ha sottolineato quanto poco la gente si lavi le mani, rilevando che nel Regno Unito un cellulare su 6 è contaminato da Escherichia coli (il batterio intestinale protagonista, in una forma particolarmente virulenta, di una grave serie di infezioni in Europa), a destare maggiormente scalpore è il dato, pubblicato all’inizio del mese di settembre, riguardante le mani dei medici. Sorprendentemente emerge un quadro abbastanza singolare. Sono ancora pochi i medici e gli infermieri che si lavano le mani: circa il 40%, secondo uno studio statunitense. Ma l’allarme non è solo oltre Oceano. Anche gli ultimi dati dell’Oms che riguardano l’Italia non sono confortanti: una volta ogni cinque contatti con il paziente.

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C’è sempre un male peggiore? Italiani, non rassegnatevi al dolore!

Molti credono che la sofferenza vada sopportata: invece le cure esistono e in Italia c’è una Legge che fa scuola

di Roberta Valeriani

Le cure necessarie ci sono, la legge per garantirle a chi ne ha bisogno pure, ma la battaglia contro il dolore cronico non è affatto vinta. Lo dimostrano i numeri: in Italia ne soffre più di un cittadino su quattro (il 26 per cento), circa 15 milioni di persone in tutto, e si arriva a punte del 40 per cento fra gli over 65, fino a sfiorare la metà delle casalinghe. Mal di schiena, emicrania, artrosi, nevralgie, osteoporosi, lombosciatalgie, dolori alle articolazioni, fuoco di Sant’Antonio sono alcuni esempi di malattie caratterizzate da dolore che, se non diagnosticato in tempo e curato in modo adeguato, può cronicizzarsi. E poi c’è il dolore oncologico, legato alla presenza di un tumore e assai diffuso soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia. Più di un interessato su quattro però (il 26 per cento) aspetta più di tre mesi prima di chiedere una visita, come testimonia un’indagine condotta a fine 2010 dall’Associazione pazienti vivere senza dolore, in collaborazione con la Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative. Si calcola poi che nel 2007 siano stati spesi più di tre milioni di euro a cui va aggiunta, per l’economia nazionale, la perdita di oltre tre milioni di ore lavorative. “Un problema che ha anche un forte impatto sociale – sottolinea Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale Terapia del Dolore e Cure Palliative – ed economico, visto che negli ultimi anni è aumentata la spesa nazionale per prestazioni e farmaci riconducibili a patologie dolorose.

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Quando non è il caso che il telefonino sia anche video!

Contaminati da batteri fecali 1 cellulare su 6

di Roberta Valeriani

Intolleranze, allergie e batteri nel secondo millennio la fanno da padrone si arriva persino a separarsi Alla base del rifiuto certo da parte del marito nel fare sesso con la sua donna infatti potrebbe risiedere una grave allergia al semplice contatto col corpo della partner, responsabile di una grave crisi di tachicardia, prurito e bolle diffuso sul corpo. Imputata, chiaramente, non la donna, semmai il polietilene glicolico usato da tante donne come ingrediente di creme e lozioni utilizzate per la cura della pelle. In Usa, dopo il matrimonio, la sposa ha scoperto di essere allergica allo sperma del marito Sognavano di sposarsi e di avere molti figli, ma dopo il matrimonio, per una coppia americana il sesso si è trasformato in un incubo. Lei ha scoperto di essere allergica allo sperma del marito e dunque di non poter rimanere incinta. I due, Mike and Julie Boyde, hanno scoperto l’incompatibilità soltanto dopo le nozze, quando hanno interrotto i rapporti protetti e hanno iniziato a fare sesso privo di preservativo.

Ultimo aggiornamento (Sabato 15 Ottobre 2011 16:27)

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Spot solo per cani stimola la fame di fido e ‘fa fuori’ il padrone

Ora la tv parla alla pancia degli amici a quattro zampe. Una pubblicità sulla rete televisiva austriaca emette un suono che colpisce lo stimolo dell’appettito del cane. E il padrone viene ignorato dalla tecnica comunicativa

di Roberta Valeriani

Quando si fa uno spot per sponsorizzare un marchio di croccantini per cani si punta sempre ad attrarre l’attenzione del padrone e non quella dell’animale. Overro l’attenzione comunicativa principale deve essere quella di chi compra e non di chi mangia. Secondo la Netslé non c'è nulla di più sbagliato. Bisogna colpire l’immaginazione e soprattutto la fame di fido. Così è nata l’idea di fare uno spot per una volta davvero per cani. La multinazionale svizzera che produce anche prodotti per la Purina (Friskies, Fido, Felix) ha pensato di far studiare ai propri esperti una pubblicità che stimoli l’attenzione del cane. Sulla tv austriaca è andato in onda uno spot di 23 secondi in cui c’è un cane davanti alla ciotola con i croccantini e il suo padrone. Nell’audio dello spot c’è un sibilo appena udibille dall’orecchio umano e ben chiaro invece all’amico a quattro zampe. I cani hanno un udito due volte più sensibile a quello dei loro padroni e quindi sono più sensibili ad alcuni stimoli sonori.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 14 Ottobre 2011 19:31)

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Usa: La fine del mondo il 21 ottobre? Parola di reverendo

Un predicatore, Harold Camping, ha pronosticato che la Terra così come la conosciamo sparirà tra una decina di giorni, quando sarà devastata da terremoti e maremoti. Ma è la terza volta che predice una cosa simile. Forse un nuovo flop?

di Roberta Valeriani

Nostradamus, i Maya, persino Newton. Sono tanti quelli che avrebbero pronosticato la fine del mondo. Tra scetticismo e scaramanzia le reazioni sono diverse e in molti aspettano la data più vicina tra quelle vaticinate, il 20-12-2012. Ma ora un nuovo ‘vate’ stabilisce una data ben più prossima. Secondo il reverendo Harold Camping, infatti, la Terra così come la conosciamo scomparirà tra una decina di giorni, il 21 ottobre, quando in California saranno le 18. Sarà allora che si verificherà quello che il reverendo chiama ‘Secondo Avvento’ e, a suo dire: “circa il 2% della popolazione mondiale andrà in Paradiso, mentre gli altri dovranno rasssegnarsi ad atroci sofferenze sulla Terra, colpita da continui maremoti e apocalittici terremoti”. Negli Stati Uniti, emittenti radiofoniche e cartelloni pubblicitari stanno diffondendo il messaggio, come racconta il quotidiano The International Business Times, tanto che ormai sembra diventato impossibile ignorare la data. Camping, 89enne ex ingegnere, sostiene di aver sviluppato un sistema matematico per interpretare le profezie bibliche: “Se la data della Crocifissione è stabilita al primo aprile del 33 d.C., quindi, moltiplicando per due volte fra di loro i tre numeri sacri 5, 10 e 17 si ottiene 722.500.

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