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La Medea di Afragola

di Vincenzo Amistà - Una donna ammazza il figlio disabile e tenta di togliersi la vita con la stessa arma. Questo gesto estremo è la rappresentazione insanabile del conflitto tra individuo e società, fonte di alienazione dell’uomo-massa. Un conflitto dentro una società crudele, assente, distaccata e incapace di prendere su di se i mali esistenziali e umani dei singoli. Singoli lasciati soli a combattere contro tutti e tutto, fin quanto le forze fisiche e mentali non l’abbandonano. La Medea di Afragola, si è scontrata contro una società fredda e realistica, dove contano di più i rapporti aritmetici con i nuovi valori e culti imposti dadéi distanti che vivono nei nuovi templi delle “Borse”, dove regolano e disciplinano la vita delle persone. Tra la Medea di Afragola e la società non c’è mai stato dialogo, adesso, nel momento della resa dei conti, si sprecheranno parole. Parole che non servono più a nulla. L’amore, la morte, la disperazione, la rabbia, il rimpianto, tutto si è consumato in una allucinante freddezza. Una freddezza generata da una società che ha mutato ed obbligato l’uomo al culto dell’individualismo. Un individualismo che sguazza in una quieta piattezza del reale, dove tutto, anche la disperazione di una madre sola, viene normalizzato, ignorato e metabolizzato.. In questa società non potrà mai esserci conciliazione. Medea è la potenza archetipa della femminilità generatrice, vive in simbiosi con la terra, fonte di vita e di morte, per lei l’amore è un gesto totale, chiaro, violento, che non ammette razionalizzazioni. Questo gesto è la sconfitta di tutti noi, di questa società di cui facciamo parte, è un grido d’allarme e d’immenso dolore.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Aprile 2014 17:16)

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L’ONORE DI SCAMPIA NON E’ IN VENDITA

di Angelo Pisani (Presidente Ottava Municipalità di Napoli)

Scampia oggi rappresenta il volano di sviluppo di Napoli nord, una zona che registra il 60% di verde pubblico dell’intero comune e l’indice di raccolta differenziata più alto delle altre nove Municipalità, strade larghe e migliaia di giovani con un dna formidabile. Ma la diffusione di notizie negative, fuorvianti e connesse al business cinematografico di Gomorra 2, cancella ogni sforzo di normalità, devasta la lunga e paziente semina di valori della cultura e della legalità, che ogni giorno facciamo, senza piegarci ai poteri forti e senza accettare finanziamenti o compromessi. Il comunicato dei partner della produzione Gomorra 2, apparso ieri anche su Republica.it, si commenta da solo. Frasi demagogiche, contraddittorie, false, diffamatorie ed inaccettabili da parte di chi, nel caso fosse vero quanto scritto, anziché denunciare e fare il proprio dovere, offende gratuitamente sparando nel mucchio, mentre da rappresentante della legalità ha il principale dovere di denunciare con nomi, cognomi e fatti le ipotizzate contiguità con la camorra o le attività illegali. Ma mi rendo conto che, per fare questo, occorrono altre caratteristiche e qualità. Comunque, a proposito di serietà, ricordo che coloro i quali si ergono oggi a tutori e rappresentati di trasparenza, democrazia e sviluppo, che prima di ricevere i finanziamenti, di accettare ruoli di comparse a pagamento e di trattare accordi con i potenti produttori di Gomorra, erano tutti contro le telecamere (continuamente sul territorio solo per evidenziare il male di Scampia ed oscurarne il bene), sollecitando la Municipalità (che ha sempre tenuto una sola linea, e non ha mai accettato elemosine o compensazioni) ad intervenire, come avvenuto e avverrà sempre. Poi gli accordi con Sky e Cattleya, il protagonismo ed altri interessi hanno fatto cambiare idea ai sottoscrittori del comunicato. Così, stranamente, non hanno più contestato Gomorra ed oggi addirittura tentano di strumentalizzare e confondere la realtà delle loro stesse parole. E' quanto meno contraddittorio che proprio i sottoscrittori del documento di protesta anti-Gomorra scrivano che loro non avrebbero voluto la fiction, quando poi invece hanno stretto accordi e ricevuto finanziamenti proprio dai padroni di Gomorra 2.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Aprile 2014 16:41)

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La nostra "good news" la racconta don Carmine Schiavone attualmente responsabile del centro di accoglienza della Caritas di Aversa

"È accaduto alla mensa diocesana dei poveri. Dinanzi a decine di volontari e più di 100 assistiti".  Alle ore sedici mi chiama un sacerdote per chiedere accoglienza per una donna che dormiva per strada. Dico di si. Verso le diciotto arriva un giovane di 18 anni. Uno zaino pesante sulle spalle, mi racconta il suo dolore: un papà lontano, una mamma che da mesi non riesce più a trovare.....è giovane, ma già vecchio di esperienze!" - A parlare è don Carmine Schiavone responsabile della mensa della caritas di Aversa che continua a raccontare la sua storia - "Mi chiede di fermarsi per la notte, non ha dove andare. Dico di si. Lo faccio accomodare per la cena in mezzo a tantissimi in cerca di accoglienza. Intanto verso le diciannove arriva anche la donna che attendevo: stanca e con un po' di fame si accomoda tra tanti assistiti. Ad un certo punto succede qualcosa di grande!!! Tutti assistiamo a questa scena: la donna si alza e comincia a correre verso l'uscita mentre il giovane diciottenne, con gli occhi bagnati di lacrime ma sorridenti, si fa strada verso di lei... I due si abbracciano....piangendo!!!! Tutti guardiamo senza capire. Tutti mi guardano per capire. Mi avvicino e chiedo alla donna: "...ma vi conoscete?" E lei:" è mio figlio. Da cinque mesi lo cercavo e l'ho ritrovato qui!". E lui:" è mia mamma!" Da ieri sera sono nostri ospiti alla mensa e nell'accoglienza. Grazie a tutti i volontari e benefattori presenti per la grande commozione condivisa. Il nostro Vescovo ha definito l'accaduto: " IL MIRACOLO DELLA CARITÀ!"

Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Aprile 2014 14:13)

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“MATRIMONIO”:in chiesa o in comune?

di Anna Falco - Una scelta importantissima che segna una nuova vita;non più come singolo individuo,ma in due. Dal momento del fatidico si, si viaggia in due nello stesso vagone facendo le stesse fermate. Una scelta quella del matrimonio che richiede lo sforzo sia dei parenti che degli sposi. Al giorno d’oggi l’Italia dei matrimoni e’ divisa in due,da una parte il Sud legato a tradizioni che vedono la chiesa sempre al primo posto e il Nord che sceglie il rito civile.La domanda che ho rivolto alle molteplici coppie in procinto di dire si era questa:perché avete scelto il comune o viceversa? La risposta di tanti e’che il rito ovunque sia celebrato rappresenta l’unione della coppia in tutte le sue forme. Mi sarei aspettata altro in realtà. Si sceglie la chiesa perché si rispettano i sacramenti e perché si crede in Dio, non per sfoggiare l’abito nuziale più fastoso che magari ricopre un pancione. L’abito bianco dovrebbe rappresentare per i credenti il simbolo del candore e della verginità. La risposta di una sposa da me intervistata di cui non faccio il nome per motivi di privacy dopo mesi di interviste e’stata la più esauriente ed onesta;lei ha scelto il rito civile perché non credeva nella chiesa.

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“Un uovo in cambio di un sorriso”, io sono perché noi siamo.

Casoria e Casavatore: iniziativa di solidarietà organizzata per Pasqua dai giovani de “La Mescolanza”

uovaDi Angelo Vozzella – “Io sono perché noi siamo”. Dall’Africa sub-sahariana alle strade di Casoria e Casavatore, la filosofia “ubuntu” unisce e s’iscrive sui visi degli uomini, si esprime nella solidarietà e nell’impegno di volontariato di un gruppo di giovani, nei luoghi del disagio, dell’emarginazione, del degrado sociale ed economico. Tutto questo è “La Mescolanza”, attiva già da tempo nell’area a nord di Napoli su tante tematiche e in numerose iniziative di sostegno alla povertà e di lotta all’esclusione sociale. Corsi d’italiano per gli immigrati, doposcuola e volontariato con i bambini a rischio della città, attività d’informazione e sensibilizzazione sui temi dell’antirazzismo, dell’ambiente, dell’anticamorra e tanto altro. La prossima iniziativa, “per restare ancora umani e per condividere un sorriso con chi non ne ha le possibilità”, è la raccolta di uova di cioccolato per le imminenti festività pasquali. L’obiettivo dell’edizionemescolanza 2014 di “Un uovo in cambio di un sorriso” è quello di raccogliere cinquanta uova di pasqua: “Secondo i calcoli”, ci spiegano Bruna, Alberto, Ester e gli altri volontari, “ne servono almeno cinquanta per coinvolgere nell’iniziativa di beneficenza i bambini del nostro progetto di recupero scolastico, quelli delle famiglie di Casavatore e Casoria da noi seguite, i figli dei membri del Movimento dei disoccupati di Casoria e gli anziani ospiti della casa di riposo del Madrinato San Placido”.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Aprile 2014 07:05)

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Sigma-Protezione Civile a Casavatore, “Servono più strumenti e più spazi”

Parla il presidente Antonio Fiorillo: “Continua il nostro impegno per il bene di Casavatore, importante collaborare con le altre associazioni, ma serve maggiore apertura”

sigmaaDi Angelo Vozzella – Sono quelli sempre presenti. Sono quelli che da ventuno anni “danno una mano”, “collaborano”, “s’impegnano”. Quelli che in ogni iniziativa organizzata a Casavatore prestano servizio di protezione e prevenzione. Quelli che lo fanno per puro spirito di volontariato, per migliorare la propria città. Quelli “sotto al palco”, quelli dietro ai gigli durante la festa, quelli all’ingresso della biblioteca, del Comune, in piazza, per strada, fuori al cimitero, ai banchetti per promuovere raccolte di beneficenza con l’Ail o con l’Aism, o in rete con tutte le associazioni del territorio , quelli che distribuiscono materiale informativo, quelli che sacrificano tanto tempo per il bene collettivo. Sono quelli che con qualsiasi amministrazione non si sono mai schierati, ma hanno sempre ricercato sostegno e cooperazione. Sono sempre loro. Sono quelli che si sono sempre accontentati dei ringraziamenti, delle pacche sulle spalle, delle targhe. Ma sono anche quelli che, evidentemente, meritano di più: più spazi, più strumenti, più apertura.  Lo richiede l’obiettiva legittimità che questi giovani hanno sul territorio, e lo sanno tutti. A fare notizia è che lo richiede a gran voce anche il loro presidente, Antonio Fiorillo. “Confidiamo in una maggiore collaborazione con l’amministrazione comunale per la progettualità messa in campo per il bene collettivo”, ci dice e aggiunge: “Speriamo di essere gratificati maggiormente e di costruire sempre più iniziative e  attività utili per i cittadini, per la sicurezza e per la vivibilità del territorio”. Uno dei progetti che Antonio Fiorillo spera di realizzare presto è nelle scuole cittadine, con il proposito di fare educazione civica e costituire un simbolico corpo di “piccoli della protezione civile”. Intanto, si lavora con le associazioni del territorio: “Sigma-protezione civile di Casavatore è ben lieta di aver conosciuto tante realtà associative che operano costruttivamente in città, come Legambiente e tante altre, è per noi importante unire le forze e continuare sulla strada che ormai da anni abbiamo intrapreso”.sigma

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Aprile 2014 01:39)

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L’Arzano anticamorra si mobilita, verso il 21 marzo

Dopo i vari episodi di matrice camorrista, le associazioni lanciano un percorso di lotta che partirà da un corteo il 21 marzo. Si uniranno a loro anche i familiari di Vincenzo Ferrante.
di Angelo Vozzella - L’area nord di Napoli vive un momento di grande tensione a causa di svariati episodi legati alla malavita organizzata. Bombe contro gli esercizi commerciali e diversi omicidi, tra cui un innocente arzanese, Vincenzo Ferrante di 29 anni. L’inizio di marzo di ogni anno apre il percorso delle associazioni verso una delle date più importanti per i movimenti antimafia: il 21 marzo, giornata nel ricordo di tutte le vittime innocenti e d’impegno contro tutte le mafie. Quest’anno ad aprire le manifestazioni verso la primavera è stata la camorra stessa, tra molotov, auto bruciate, colpi di pistola e intimidazioni varie. Avranno ancor più senso, quindi, e richiederanno ancor più partecipazione e impegno, le manifestazioni contro le mafie di quest’anno, soprattutto ad Arzano, dove le associazioni cittadine intensificano il proprio lavoro sul tema dell’anticamorra sociale. Alcune associazioni arzanesi sono state intervistate dalla nostra redazione e, nella figura dei loro portavoce, hanno sostenuto la loro preoccupazione per gli ultimi eventi in città e hanno lanciato con grande convinzione le prossime date di mobilitazione. Facendo appello a scuole, parrocchie, movimenti, cittadini tutti, hanno indetto per venerdì 21 marzo un corteo per le strade di Arzano.

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Nel ricordo e nell’impegno di Dario Scherillo, vittima innocente di camorra

Il fratello Pasquale: “Che Dario sia un simbolo per Casavatore, vorrei gli s’intitolasse lo Stadio Comunale”. Al Sindaco piace l’idea.

di Angelo Vozzella - Dicembre 2013. C’è Striscia la Notizia a Casavatore, per l’iniziativa “facciamo un pacco alla camorra” e per il ricordo di Dario Scherillo, cui è già intitolata la sala consiliare. Una targa col suo nome fu scoperta dall’ex-sindaco Pasquale Sollo e l’auspicio di tutti è che essa non resti solo una targa... La necessità di sapere e ricordare ci fa, però, fare un passo indietro. 6 dicembre 2004. Un sicario distratto, un colpo sparato alla persona sbagliata, il giovane Dario diventa suo malgrado un eroe, una vittima innocente di camorra. Qualcuno l’ha già dimenticata, in troppi non l’hanno mai conosciuta, molti l’hanno usata per le proprie passerelle politiche, ma la storia di Dario Scherillo è anche la storia di Casavatore. Una storia che muore nell’oblio e che vive nella memoria e nel fare quotidiano. Vive il 21 marzo, nella giornata dedicata al ricordo delle vittime innocenti e all’impegno contro le mafie (quest’anno manifestazione nazionale a Latina). Vive il sei dicembre: quello del 2014 sarà il decennale e a quasi dieci anni dalla sua scomparsa c’è ancora tanta voglia di fare. La si legge negli occhi di Pasquale Scherillo, il fratello di Dario.

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FRATTAMAGGIORE. ORGANIZZAZIONI EUROPEE SI CONFRONTANO SULL'EDUCAZIONE PER L'INCLUSIONE SOCIALE

SESTO INCONTRO INTERNAZIONALE 20-23 Febbraio 2014, Centro Il Cantiere, Frattamaggiore

Dal 20 al 23 febbraio 2014, Cantiere Giovani ospita a Frattamaggiore il sesto incontro multilaterale del progetto EPAEMSI (European Partnership on Adult Education and Mobility for Social Inclusion).
Il progetto co-finanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma di Apprendimento Permanente ha lo scopo di sfruttare l’esperienza delle sette organizzazioni partner (Italia, Spagna, Malta, Romania, Polonia, Slovenia e Regno Unito) per confrontare metodologie educative a livello europeo. L’esperienza verrà raccolta in un documento di sintesi sul ruolo dell’educazione non-formale e la mobilità internazionale nell’educazione continua degli adulti, e sull’efficacia di queste metodologie relativamente all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

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Avvia i lavori l'Agenzia di Cittadinanza della VI municipalità

Presentato questa mattina il progetto “Tutti per uno, ognuno per gli altri”

NAPOLI - Questa mattina è stata presentata nella Sala Nugnes del Consiglio comunale di Napoli, in Via Verdi, il Progetto Agenzie di Cittadinanza "Tutti per uno, ognuno per gli altri" per la VI Municipalità di Napoli (Ponticelli-Barra- San Giovanni a Teduccio). Alla conferenza stampa erano presenti Roberta Gaeta, assessore per il Welfare del Comune di Napoli, Giuseppe De Stefano, presidente CSV Napoli, Gianluca Maglione, presidente della Commissione Politiche Sociali. Il “Bando 2012 - Agenzie di Cittadinanza” si proponeva di rafforzare i legami territoriali e valorizzare le molteplici espressioni di cittadinanza attiva a servizio delle comunità locali. Il bando è finalizzato appunto alla creazione di “Agenzie di cittadinanza”, territorialmente distribuite in ciascuna municipalità. Le Agenzie rispondono ad una strategia volta a creare coesione sociale, a sensibilizzare i cittadini sulle problematiche più rilevanti della comunità e a proporre mete comuni di azione, ad utilizzare le risorse e le competenze del territorio per sostenere ed incrementare la partecipazione, la cooperazione, le esperienze di auto mutuo aiuto e ad attivare forme di aiuto leggero a fasce sociali a rischio. Assistenza leggera agli anziani ed integrazione, banca del tempo, iniziative di "mutualismo" tra cittadini sono alcuni degli obiettivi che si pone di raggiungere il progetto. Si tratterà, almeno nelle intenzioni, di rendere gli anziani e i disabili non più destinatari passivi dei servizi , ma essi stessi portatori di un valore aggiunto e di un dovere civico nei confronti del quartiere di appartenenza e delle istituzioni di prossimità. Utenti che si trasformano in volontari, e scambiano reciprocamente prestazioni volontarie e gratuite utilizzando la Banca del Tempo. Un’attenzione particolare è rivolta in ogni caso alle marginalità sociali, alle persone colpite da gravi disagi non soltanto economici, destinatarie invece di percorsi di auto-mutuo-aiuto, la cui logica è quella di rendere gruppi di persone che condividono un problema capaci di progettare una soluzione condivisa dello stesso. Saranno parte del progetto laboratori per l'integrazione di disabili e l'invecchiamento attivo, tra cui arte, ballo, ginnastica leggera, cucina, presepe, la distribuzione di aiuti alimentari agli indigenti, un orto urbano e un mercatino a km 0, la spesa a domicilio, percorsi di orientamento al lavoro e qualifica professionale.

 

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