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Napoli, occupati edifici dismessi alla Federico II

L'iniziativa è partita la scorsa notte per mano degli attivisti di "Napoli Choosy Side"

di Armando Brianese - Tempo di proteste studentesche all'Ateneo Federico II di Napoli. Schizzonosi si, ma per una giusta causa. Nel cuore dell'Università napoletana è scattata infatti - la scorsa notte la mobilitazione che ha visto i ragazzi di due centri sociali ("Insurgencia" e "D.A.D.A") occupare la struttura di via Mezzocannone, 12. L'edificio - recentemente ristrutturato ma riaperto solo per un breve periodo - si presenta strutturalmente in buone condizioni dopo i lavori di manutenzione portati a termine negli scorsi anni ma - allo stato attuale - versa in condizioni di totale abbandono e degrado con polvere ovunque, intonaco a tratti distaccato, computer nuovi e mai utilizzati (ma ormai obsoleti), armadi ancora da montare e incurie varie segnate dal trascorrere del tempo. Un tempo l'edificio ospitava gli uffici amministrativi. L'obiettivo degli occupanti è quello di riappriopriarsi di spazi per cui sono stati spesi fior di milioni di euro di fondi pubblici e restituirli agli studenti e al welfare sociale, condizioni difficilmente attuabili nell'Italia neoliberista, dove il welfare state si è ormai tramutato nella "welfare society", con tutti i disagi del caso verificabili giorno per giorno in ogni parte della Penisola. Di seguito le dichiarazioni degli occupanti: ''Lo stato di abbandono della palazzina dimostra la quantita' impressionante di stabili in disuso sottratti agli studenti mentre la carenza di spazi sociali, di ricerca e' diventata una emergenza''. Sulla stessa via Mezzocannone - a pochi metri dall'edificio di cui sopra - sono stati occupate anche la mensa di Ateneo - attiva e funzionante solo grazie agli studenti improvvisatisi cuochi che offrono il pranzo alla cifra simbolica di 1 euro e desiderosi di estendere - a breve - il servizio a tutto il quartiere ed alle fascie sociali più disagiate - e l'Auditorium, struttura soggetta al noleggio ma pressochè lasciata fine a se stessa per le ingenti cifre richieste dall'A.D.I.S.U. , ente responsabile della gestione del locale. Un patrimonio collettivo inestimabile letteralmente "lasciato" nel dimenticatoio. Alle 15:00 si è tenuta la conferenza pubblica nella quale sono stati discussi i motivi dell'occupazione e gli sviluppi futuri. La situazione andrà avanti ad oltranza e si aspettano le dichiarazioni e i commenti dei diretti interessati a capo delle istituzioni competenti.

Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Novembre 2012 04:58)

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