Home Politica In seguito al suicidio del panettiere di Casalnuovo, Giovanni Nappi capogruppo del PD cittadino scrive a Matteo Renzi:" Noi amministratori locali non possiamo fare grandi cose, tu si. Spero utilizzerai il tuo coraggio per cambiare questo paese".

In seguito al suicidio del panettiere di Casalnuovo, Giovanni Nappi capogruppo del PD cittadino scrive a Matteo Renzi:" Noi amministratori locali non possiamo fare grandi cose, tu si. Spero utilizzerai il tuo coraggio per cambiare questo paese".


ì"Caro Matteo, ti scrivo perché oggi è stata per me e per l’intera comunità in cui vivo una giornata triste. Credo tu abbia appreso dai giornali la notizia che ha riguardato un commerciante della mia città, Casalnuovo di Napoli: si è suicidato perché avrebbe dovuto pagare una multa, stando a quanto si apprende dalla stampa, di duemila euro. Una cifra da trovare entro poche ore, al fine di evitare aggravio nella sanzione inflittagli ed ulteriori conseguenze (tra cui, probabilmente, la sospensione dell’attività o, persino, sanzioni di tipo penale). È proprio così caro Matteo. Tu sei il mio segretario. Ti accingi a formare un governo. Tu devi sapere! Tu devi conoscere qual è la reale situazione, in certi casi, dell’ordinamento giuridico italiano. L’Italia è il paese in cui se degli ispettori del lavoro (che fanno il loro mestiere, per carità!) riscontrano, in un’azienda, l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al venti per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro adottano un provvedimento di sospensione dell’attività (ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i.). E fin qui, mi permetto di affermare, non ci sarebbe nulla di sbagliato. Non sarò certo io ad istigare il lavoro nero. Ma, il dramma, non è legato a questo aspetto: per chiedere la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale si concedono all’imprenditore al massimo due/tre giorni, tempo durante il quale lo stesso deve necessariamente versare una certa somma, regolarizzare ogni posizione e, soltanto dopo, recarsi presso gli uffici preposti per presentare la richiesta di revoca. Assurdo! E ancora più assurdo è il fatto che nel caso in cui, invece, l’imprenditore non riuscisse nello sforzo arduo di adempiere a quanto sopra la sanzione raddoppia, e in qualche caso triplica. E, ancora, può produrre un arresto. Stamattina, in consiglio comunale, ci chiedevano cosa potessimo fare per evitare altre tragedie. Eddy, così si chiamava il titolare del primo elettroforno in cui da adolescente mi fermavo con i miei coetanei e che oggi ha deciso di togliersi la vita, ha voluto – forse – farci riflettere. Farti riflettere! Noi, amministratori locali, probabilmente non potremmo fare grandi cose. Tu sì, invece! Siamo quasi coetanei. Sei un giovane con coraggio, tanto coraggio. Spero lo utilizzerai per cambiare questo Paese. Partendo, se puoi, proprio dalle norme dedicate al diritto del lavoro. Troppe e spesso troppo farraginose. Norme che non favoriscono l’occupazione. Norme che terrorizzano le aziende. Norme che esasperano le aziende, proprio come hanno esasperato il povero Eddy. Approfitto per augurarti buon lavoro e spero di avere un tuo solerte e puntuale riscontro da rendere al civico consesso, all’amministrazione e all’intera città.
Ti abbraccio, Giovanni Nappi"

Ultimo aggiornamento (Venerdì 21 Febbraio 2014 14:08)

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