I partiti si spaccano ulteriormente. I dati se si andasse a votare oggi

Di ROSALIA GIGLIANO

Dopo giorni di "fumate nere", di votazioni per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, PD/PDL/Scelta Civica sono riusciti a convergere su un solo nome, quello di Giorgio Napolitano.
Il presidente della Repubblica uscente aveva, già più volte dichiarato, di non voler dare la disponibilità per un suo secondo mandato, per ragioni anagrafiche ma anche "per dare spazio a un nuovo presidente".
Purtroppo, eccessivi contrasti fra il centro destra e il centrosinistra, le votazioni che non hanno raggiunto il quorum e che vedevano candidati Franco Marini, Romano Prodi e Stefano Rodotà (quest'ultimo, votato anche in ultima seduta, dal M5S e da SEL), ha visto portare Napolitano ad "accettare nuovamente l'incarico per senso civico e per il bene del paese".
Una scelta accettata non da tutti positivamente ma, forse, l'unica possibile.
Perché non tutti gli elettori e i cittadini non hanno accettato queste nuove mosse politiche? Di preciso non possiamo saperlo, ma ci possiamo fare un'idea guardando uno di quei sondaggi che ogni giorno portano gli italiani verso la loro "possibile scelta di voto".
Ci eravamo lasciati lo scorso 24/25 febbraio, dopo la tornata di elezioni politiche, con un' Italia politicamente spaccata in tre: una vittoria risicata del PD, un inseguimento del PDL e un boom del M5S.
E se si andasse a votare oggi?
Come si può vedere dalla FOTO, la situazione sembra in parte ribaltata:
- PD al 26,2%
- PDL al 27,8%
- Scelta Civica al 5%
- M5S al 23%
Poco è cambiato dal precedente turno di voto ed ancora cambierà fino alle prossime elezioni.
Intanto, il presidente della Repubblica Napolitano è già al lavoro e, quanto prima, darà "incarico per la formazione del nuovo governo"- fanno sapere fonti del Quirinale.
Una nuova macchina politica è partita: sperano dia risultati concreti.