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FUMATA NERA AL CONSIGLIO DI MUNICIPALITA'

Il gruppo dei consiglieri si stalla sul regolamento d'uso del locali municipali

di ROSALIA GIGLIANO

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Luglio 2013 14:08)

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SCENDE IN CAMPO IL P D DI NAPOLI CONTRO LA Z T L

(Documento del coordinamento provinciale contro il sindaco De Magistris)

Di ROSALIA GIGLIANO

Anche il P D si mobilita contro il sindaco De Magistris e questa volta lo fa attraverso un comunicato uscito anche su Face book.
A parlare è il coordinamento provinciale del P D di Napoli attraverso una semplice affermazione: "L a città è al collasso e serve una svolta".
In realtà il nesso dello scontro politico fra il P D e De Magistris è, ancora una volta) la questione Z T L. "La mobilità a Napoli sta assumendo contorni drammatici" – si legge dal comunicato.
In effetti, i dispositivi di traffico proposti dalla giunta De Magistris, hanno completamente rivoluzionato la mobilità cittadina, forse non tenendo conto, dall'altro lato, della grave crisi del trasporto su gomma e su ferro.
Ma cosa chiede il Partito Democratico? In primis "esprime un parere fortemente contrario a questa politica di mobilità, basata solo sull'esclusiva istituzione di enormi ed ingestibili Z T L"; in secondo luogo chiede "la sospensione di ogni ulteriore provvedimento di limitazione della mobilità e l'istituzione di un tavolo di confronto per immediati provvedimenti correttivi".
Le modifiche che chiede con forza il P D sono tutti per la Z T L, specie quella del Centro Antico (per ripristinare un collegamento fra la zona del Museo e di Piazza Dante) e quella del lungomare (da abolire, dopo le regate di Coppa America, per ripristinare il collegamento primario fra Piazza Sannazaro e Piazza Vittoria).
Il P D si adopererà in tutte le sedi istituzionali e, in caso di non risposta da parte del sindaco e dell'assessore alla Mobilità, si farà , addirittura, promotore di un referendum consultivo per dare la parola direttamente ai cittadini sulla questione, come prevede lo statuto del Comune di Napoli.

 

“IL COMUNE E’ A RISCHIO BANCAROTTA”. – L’ALLARME DI DE MAGISTRIS

Il Sindaco all'ANCI: "Serve subito l'erogazione del prestito".

Di ROSALIA GIGLIANO

Un'altra tegola sta per abbattersi sul Comune di Napoli e sulla giunta De Magistris: "C'è assoluta necessità di liquidità economica, altrimenti il Comune è in bancarotta".
È questo l'ultimatum dato dal sindaco De Magistris venerdì 21 marzo a Roma, alla riunione dell'ANCI.
"La situazione è drammatica, è a rischio la tenuta sociale. Sunza liquidità sono a rischio le imprese, i lavoratori e la liquidità stessa dei Comuni". La carenza di risorse economiche, per la città di Napoli, è un vero dramma.
Dopo i recenti tagli agli Enti Locali, e il relativo aumento di tutte le tasse locali, la città di Napoli è sull'orlo della bancarotta: "Abbiamo l'assoluta necessità che venga erogato subito il fondo di anticipazione che, specie il Comune di Napoli, attende dal mese di febbraio".
Una situazione drammatica alla quale il sindaco De Magistris sta cercando di trovare una tempestiva soluzione, prima del fallimento.

 

Marano. Parte la campagna elettorale: Palladino candidato del centrosinistra apre con una lunga dichiarazione alla città

Michele Palladino, candidato Sindaco a Marano e sostenuto da una Civica, Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologica e Libertà e Centro Democratico apre con le seguenti parole la sua campagna.
"Sono Michele Palladino, maresciallo del gruppo interforze del Ministero della Difesa a Roma.
Ho vinto le primarie di coalizione del centrosinistra qui a Marano: molti hanno creduto alla forza del progetto della nostra coalizione ed ora l'immensa gioia di aver smosso nuovamente la fiducia di tanti cittadini è pari al senso di responsabilità forte che sento di fronte a questa candidatura a sindaco. Sono da sempre impegnato e vicino alle istanze del territorio e ai bisogni dei cittadini: vivo a Marano da venti anni, ma sono originario del San Giovanni Rotondo in Puglia. Ho scelto quindi proprio di vivere qua, a Marano; ho deciso di candidarmi alla guida amministrativa affinchè i diritti dei cittadini non vengano fatti più percepire come favori e scambi. Di fronte ai continui disagi sociali e ai disservizi ho deciso di onorarmi di restituire finalmente la città all'onestà e alla legalità.
Sono stato già consigliere comunale nella scorsa consiliatura: ho difeso a spada tratta i diritti dei cittadini, garantendo sempre le regolari procedure amministrative. E' di qualche mese fa la sentenza del Tar che mi ha dato ragione sull'illegittimità della C4: mi sono battuto in ogni sede affinchè fosse sospesa ottenendo tale risultato. Oggi la magistratura certifica il mio percorso. Credo nella buona ed onesta politica, nella gestione amministrativa trasparente. Le commissioni che ho presieduto hanno registrato sempre ottimi risultati e il mio senso di lavoro di squadra è stata la marcia in più.

Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Aprile 2013 12:28)

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RAFFAELE TOPO ELETTO NUOVO CAPOGRUPPO P D ALLA REGIONE

"Cercheremo di dare risposte effettive ai nostri cittadini"

Di ROSALIA GIGLIANO

Continuano le tattiche di cambiamento per il Partito Democratico, anche a livello regionale. In Campania, infatti, cambio al vertice per il maggior partito di opposizione in Consiglio.
Al posto dell'uscente Umberto Del Basso De Caro (eletto, alle scorse politiche, alla camera dei Deputati) entra in scena Raffaele Topo.
Eletto ieri mattina all'unanimità come nuovo capogruppo P D, Topo ha dichiarato: "Ringrazio i colleghi per la fiducia, e il mio predecessore Del Basso. Viviamo un tempo in cui vi è la necessità di risposte decisive e rapide alla crisi drammatica che investe il Paese e la regione Campania".
"La nostra opposizione" – ha detto Topo – "non può che tenere conto delle aspettative di cambiamento che da più parti si reclamano. Importante sarà il rapporto con l'insieme del partito, i gruppi parlamentari e il governo nazionale".
L'intento del neocapogruppo è quello di "costruire proposte che non siano solo semplice declamazione di volontà, ma anche possibilità concreta di migliorare le condizioni di vita dei cittadini campani".
Attestati di auguri per la neoelezione sono arrivati anche dai rappresentanti della maggioranza e dagli altri partiti di opposizione.

 

RIMPASTO NELLA GIUNTA DE MAGISTRIS

Il sindaco cerca alleanze col P D

Di ROSALIA GIGLIANO

L'aria di cambiamenti, dal punto di vista politico, si fa sentire anche al Comune di Napoli. De Magistris, infatti, si prepara a un nuovo rimpasto nella sua giunta comunale.
Il rimpasto, annunciato per il giorno 10 maggio, vedrebbe il cambiamento di ben 4 assessori, agitando così gli animi di tutti gli assessori.
Chi sono gli assessori in sfratto? Nessuno accenna a fare nomi o altro; una cosa è certa: se a livello nazionale il P D è cambiato, vuol dire che è necessario ricucire i rapporti anche col P D campano e di Napoli, per dare una forza maggiore alla squadra di governo comunale.
A proposito di nomi: c'è in lizza quello di Marco Rossi Doria che mette d'accordo tutti (anche se, l'ancora sottosegretario all'Istruzione, non ha detto il suo sì alla nuova giunta De Magistris).
Dall'altro lato c'è Tommaso Sodano, attuale vicesindaco: ma anche qui, De Magistris ha fatto sapere di non volersi minimamente privare del suo vice ed anche perché Sodano "accetterebbe di restare in giunta solo con il suo ruolo attuale" – annuncia De Magistris.
C'è poi il possibile nuovo alleato, il P D. I democratici aspettano le mosse del sindaco, le prime "convocazioni" del sindaco: la sostanza è che De Magistris non si fida del P D, e il partito ricambia il sentimento.
Il punto sembra essere uno: come si può giustificare anche l'ipotetica caduta della terza città d'Italia governata da una coalizione di centrosinistra, anche alla luce delle intese nazionali?
Il P D stimola la giunta arancione e a far da tramite per possibile alleanze è Andrea Orlando, ex commissario provinciale del P D.
Ora si aspetta il 10 maggio.

 

IL 25 APRILE ALLA SESTA MUNICIPALITA’

Il programma e le foto delle celebrazioni

Di ROSALIA GIGLIANO

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Luglio 2013 15:12)

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NAPOLITANO ELETTO DI NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

I partiti si spaccano ulteriormente. I dati se si andasse a votare oggi

Di ROSALIA GIGLIANO

Dopo giorni di "fumate nere", di votazioni per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, PD/PDL/Scelta Civica sono riusciti a convergere su un solo nome, quello di Giorgio Napolitano.
Il presidente della Repubblica uscente aveva, già più volte dichiarato, di non voler dare la disponibilità per un suo secondo mandato, per ragioni anagrafiche ma anche "per dare spazio a un nuovo presidente".
Purtroppo, eccessivi contrasti fra il centro destra e il centrosinistra, le votazioni che non hanno raggiunto il quorum e che vedevano candidati Franco Marini, Romano Prodi e Stefano Rodotà (quest'ultimo, votato anche in ultima seduta, dal M5S e da SEL), ha visto portare Napolitano ad "accettare nuovamente l'incarico per senso civico e per il bene del paese".
Una scelta accettata non da tutti positivamente ma, forse, l'unica possibile.
Perché non tutti gli elettori e i cittadini non hanno accettato queste nuove mosse politiche? Di preciso non possiamo saperlo, ma ci possiamo fare un'idea guardando uno di quei sondaggi che ogni giorno portano gli italiani verso la loro "possibile scelta di voto".
Ci eravamo lasciati lo scorso 24/25 febbraio, dopo la tornata di elezioni politiche, con un' Italia politicamente spaccata in tre: una vittoria risicata del PD, un inseguimento del PDL e un boom del M5S.
E se si andasse a votare oggi?
Come si può vedere dalla FOTO, la situazione sembra in parte ribaltata:
- PD al 26,2%
- PDL al 27,8%
- Scelta Civica al 5%
- M5S al 23%
Poco è cambiato dal precedente turno di voto ed ancora cambierà fino alle prossime elezioni.
Intanto, il presidente della Repubblica Napolitano è già al lavoro e, quanto prima, darà "incarico per la formazione del nuovo governo"- fanno sapere fonti del Quirinale.
Una nuova macchina politica è partita: sperano dia risultati concreti.

 

Marco Travaglio e il becchino Napolitano. Editoriale al vetriolo del vice direttore del Fatto quotidiano sul nuovo mandato al Capo dello Stato

Nell'editoriale di oggi sul Fatto quotidiano, intitolato "Funeral party", con la consueta ironia Travaglio demolisce Napolitano, rieletto Presidente, appellandolo "becchino".
Di seguito, il testo dell'articolo:
"La scena supera la più allucinata fantasia dei maestri dell'horror, roba da far impallidire Stephen King e Dario Argento. Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall'interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza: un presidente coetaneo di Mugabe, voltagabbana (fino all'altroieri giurava che mai si sarebbe ricandidato) e potenzialmente ricattabile (le telefonate con Mancino, anche quando verranno distrutte, saranno comunque note a poliziotti, magistrati, tecnici e soprattutto a Mancino), che da sempre lavora per l'inciucio (prima con Craxi, poi con B.) e finalmente l'ha ottenuto. E con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori "mai al governo con B." va al governo con B., ufficializzando l'inciucio che dura sottobanco da vent'anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s'infila nelle fauci del Caimano e si condanna all'estinzione, regalando proprio a Grillo l'esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai "rottamatori" più decrepiti di chi volevano rottamare).

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CONDANNATO A 6 ANNI E MEZZO DI RECLUSIONE, EX CONSIGLIERE COMUNE DI NAPOLI

La condanna inflitta ad Achille De Simone per violenza privata

Di ROSALIA GIGLIANO

Dopo 4 anni di indagini, finalmente la sentenza: l'ex consigliere del Comune di Napoli, Achille De Simone (appartenente al gruppo misto) è stato condannato a 6 anni e mezzo di reclusione per violenza privata, aggravata dal fatto che ha agito per conto del clan camorristico dei Sarno, attivo nella zona di Ponticelli.
La sentenza, emessa dal tribunale penale di Napoli ieri mattina ma arrivata alla ribalta di tutti i giornali online solo nella tarda serata, ha inflitto all'ex consigliere una condanna più grave di quella che era stata precedentemente richiesta dal pm Vincenzo D'Onofrio (6 anni di reclusione – ndr).
Tutta la vicenda è partita nel 2009: un nipote del consigliere comunale aveva intenzione di aprire uno sportello antiracket a Cercola (luogo di residenza del De Simone). Il clan Sarno, venendo a sapere del progetto, convocò De Simone e il nipote per cercare di convincere il ragazzo o a desistere dall'apertura di tale sportello, o alla comunicazione (di volta in volta) dei nomi di coloro che denunciavano i propri aguzzini.
Lo sportello non fu aperto, ma il giovane denunciò lo zio ex consigliere che fu subito arrestato.
Oggi, a distanza di 4 anni, la sentenza di condanna definitiva.

 

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