di Rita De Angelis
Ci possiamo ritenere fortunati poiché la radio, questo meraviglioso mezzo di comunicazione, è ancora presente più che mai anche ai nostri tempi dove si vive di internet, in uno spazio virtuale, dove per fortuna, o meno, la fantasia emerge. La stessa tv, non è riuscita a soppiantarla con le sue immagini come invece è accaduto nel cinema. La radio ci trasmette musica, di ogni tipo, ha voci che narrano, raccontano notizie, interviste, spot pubblicitari, note che ci tengono compagnia anche quando siamo soli o presi dal pc intenti nel lavoro. La radio ha una lunga vita che non termina ancora e ci insegna cultura anche solo con la voce. Oggi siamo abituati a vedere più che a sentire. Ma cosa ci direbbe per esempio una "velina " se non mostrarci le sue bellezze? Non si sa, se parlando, farebbe audience. La radio non ha bisogno di mostrare, attira l'attenzione del pubblico solo con le parole e la musica. Fu Guglielmo Marconi che nel 1896 (anche se in Russia ancora ne discutono dicono che è loro creazione), iniziò a descrivere le sue idee studiate e, solo successivamente nel 1906, si iniziò a trasmettere un segnale non solo con l'alfabeto Morse ma anche per mezzo della voce. In pratica si trasmettevano impulsi, ma non suoni. Le prime trasmissioni radiofoniche destinate ad un pubblico vero e non soltanto militare, furono quelle di Frank Conrad, un ingegnere americano che intorno al 1920 iniziò a ingenerare musica dai suoi ricevitori. La radio ha così preso il via, e ben presto fu ascoltata ed entrò nelle case di tutto il mondo. Intorno al 1922, in Italia si era ancora agli albori, la radio, di fatto, era soltanto un meccanismo usato militarmente e non si pensava assolutamente di renderla pubblica. Soltanto a partire dal 1924 nacque, nel Bel Paese, la prima stazione radio e nell'epoca fascista, Mussolini, nella sua non ineluttabile presenza storica, forse in un barlume di coscienza, comprese che la radio sarebbe stata uno strumento utile per diffondere la sua popolarità. Ben presto le stazioni radio si diffusero a Roma, Torino, Firenze, Genova, Palermo e Trieste. In questo periodo però l'acquisto di una radio comportava un costo esoso, e non tutti potevano permettersi un così "grande lusso". Soltanto dopo la seconda guerra mondiale il costo, per l'acquisto di questo strumento talmente rivoluzionario, divenne più accessibile. Le trasmissioni iniziali contenevano come repertorio, musica, concerti, qualche notizia di borsa, ed un bollettino meteo. La Rai prese, nell'allora come ora deficit economico, piede, e dopo la guerra, ricostruì tutti i trasmettitori che andarono distrutti durante il conflitto e nacque il terzo programma, ma anche una rete culturale. Dopo il 1950 emersero, e acquistarono notorietà, i famosi quiz radiofonici, importati dall'America, legati all'abilità del gioco nella risposta data dai concorrenti. Cominciò così una "nuova era" che ancora oggi resiste alle mode del tempo, malgrado il cinema la faccia da padrone, ma del resto basti pensare che la cultura, si dice, non ha età se non quella della comprensione. W la dinamo, macchina generatore a corrente continua che produce energia elettrica a spese di energia meccanica a volte umana e viceversa. Tutto ha un senso anche convertire l'energia meccanica in energia elettrica soprattutto in Afghanistan, come in Vietnam e nelle allucinanti guerre del male.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 06 Agosto 2010 12:45)