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Una stanza singola per cantare da soli

di Carmela Fiorentino

A tutti gli appassionati di musica, o meglio di canto. Vi piace il karaoke ma siete timidi e vi vergognate che gli altri vi sentano cantare? È arrivata la soluzione per voi. L'ultima invenzione, quella delle stanze singole da karaoke. l'unico contro è quello che almeno per il momento, per chi volesse usarne una deve fare un piccolo salto fino in Giappone, ma è un primo passo.

Il karaoke, per i giapponesi, è una sorta di hobby nazionale, e se la caratteristica del karaoke dovrebbe essere proprio quella di “improvvisare” in pubblico senza farsi troppi timori di stonare (anche perché spesso sia chi canta sia il pubblico ha bevuto abbastanza da non rendersene conto…), c’è anche chi non digerisce molto questo approccio così “alla buona”.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 08 Giugno 2012 16:20)

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4 marzo 1943…. Secondo tempo!

di Isabella Emione

Anticonvenzionale ma animato da una fede purissima; la sua immagine inconfondibile legata ad un’idea di libertà. È così che ci piace descrivere Lucio Dalla in questa giornata in cui si partecipa tutti insieme al suo saluto. Ad accogliere intere generazioni è stata Piazza Maggiore a Bologna, “ piazza grande” nota ai più. Tanti gli applausi e tanta la commozione ma anche tanta la compostezza della folla visibilmente partecipe. Vip, politici, fans, tutti in fila per ore ed ore per salutare quell’ “omino piccolo così” che nel giorno del suo compleanno ha festeggiato il suo ingresso nella nuova dimensione.

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OHM: In uscita un nuovo video del brano ‘Ho una macchina consumata’

Un estratto da ‘Smettila di ridere’, incentrato sulla teatralità dell’esecuzione a sottolineare aspetti sociali, culturali e fenomeni di costume dei nostri tempi


Gli OHM della alternative music provengono da Manfredonia (Fg) e stanno per lanciare un nuovo video del brano ‘Ho una macchina consumata’ estratto da ‘Smettila di ridere’. Particolarmente incentrata sulla teatralità d’esecuzione, la musica degli OHM mira anche dal punto di vista dei contenuti a sottolineare aspetti sociali, culturali e fenomeni di costume dei nostri tempi non disdegnando comunque nella composizione dei brani il fattore ironico.
Novità per il futuro?
“Stiamo cominciando già a lavorare ad un nuovo album che stravolgerà ancora una volta tutti i nostri standard”.

Con Daniele Carmone- Nemy Wolff, autore e rapper, Marco Carmone, Dj Capa tastierista a dj,Angelarita Ferrandino, Dea Voce, Dario Mione, San Vito Chitarrista, Alessandro Robustella- Xander Scorza Bassista, gli OHM prendono vita nel 2004 all’interno di una scena musicale prettamente underground. Le prime esibizioni in pubblico e i primi demo già lasciano presagire ciò che gli OHM saranno in grado di dimostrare in futuro: la piena consapevolezza nel tracciare un percorso originale proponendosi come valida alternativa in un genere già di per sè alternativo. Di lì a poco il sound della band si evolve virando verso soluzioni più acustiche che valorizzino il notevole impatto live delle loro esibizioni, vero punto forte degli OHM. Particolarmente incentrata sulla teatralità d’esecuzione, la musica degli OHM mira anche dal punto di vista dei contenuti a sottolineare aspetti sociali, culturali e fenomeni di costume dei nostri tempi non disdegnando comunque nella composizione dei brani il fattore ironico. Numerose negli anni sono state le manifestazioni, concorsi ed esibizioni alle quali gli OHM hanno preso parte, eventi fondamentali per la crescita artistica

Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Gennaio 2012 12:59)

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Un ‘Diavolo a quattro’ on the road: La musica è arte fino in fondo!

Qualsiasi cosa faccia rumore come le sedie della parrocchia o le scatole del caffè e i secchi di plastica, Frank Dedo dimostra che il suono è in ogni cosa e sensazione

di Roberta Valeriani


Frank Dedo dopo aver ‘suonicchiato’, come afferma, da adolescente a destra e a manca con qualsiasi cosa che facesse rumore , tipo le sedie della parrocchia, scatole del caffè e secchi di plastica, si ritrova, ed è una storia che inizia nel 1982 grazie ad un amico, alle percussioni del gruppo Last Gonzo Band. “ Un gruppo serio - ci dice - con il quale ho avuto per la prima volta in assoluto il piacere di suonare dal vivo davanti ad pubblico vero e di registrare un paio di brani inediti in sala di incisione , di essere recensito su Il Mattino di Napoli e su alcune riviste musicali dell’epoca, ma come tutte le cose belle, dopo qualche anno, la band si sciolse e le strade si divisero”. 
Cosa accadde dopo?
“Qualche anno dopo mi ritrovo con gli Hot Roads , anzi dapprima chiamati ‘Asterisco.Blues’con cui ho suonato per circa otto anni crescendo musicalmente insieme , e suonando in giro per i locali e registrando una demo in studio. Nel 2007 ci fu’ la svolta , mi stacco dagli Hot Roads e fondo creando dal nulla il progetto rock/blues Without Shame, grande successo di serate in giro per la Campania, e nel giugno del 2009 pubblichiamo un CD ‘Parallel situation’ di otto brani inediti e lo immettiamo sul mercato digitale dove ancora oggi è regolarmente ascoltato e scaricato specialmente negli USA, con grande soddisfazione da parte mia e dei componenti della band”.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Gennaio 2012 08:10)

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Il meglio della nuova musica di Napoli in “Il Mondo è fuori”, il nuovo lavoro di Jovine

Un ponte che riunisce le nuove tendenze e le storiche sonorità napoletane

di Roberta Valeriani

Valerio Jovine è riuscito, in una mission impossibile, ad amalgamare nel suo nuovo lavoro discografico, quarto album in studio della Band “Reggae” napoletana, i 99 Posse (riuniti nella formazione originaria, con l’inconfondibile voce di ZULU), la cultura Hip Hop di Speaker Cenzou su ‘Passann Pe’ lla’, i Cor Veleno “Un Giorno Ideale”; le percussioni di Tony Esposito “Sto in Love”, Cico, Jah Sazzah, Don Skal e Itaiata de Salsa (la Crew degli Aretuska) in “Contrabbandieri Dammore” e “Guarda la Paranza”, la nuova generazione dell’Underground partenopeo con Miase Pmk su “1000 Se”, Boom Buzz e Reddog (Torreggae Sound) “Sient” e “Guarda la Paranza”, il calore della voce e delle percussioni di Ciccio Merolla,.insomma un disco mozzafiato, pieno d’amore e di voglia di raccontare. Il mondo è fuori” è quindi la somma delle esperienze e delle emozioni accumulate in oltre 500 concerti tenuti negli ultimi 4 anni da Jovine? “Si, racconta il mondo che stiamo vivendo, spiega la condizione mentale di apertura verso il mondo esterno che, oltre la frenesia tecnologica , continua ad esistere e a stimolare. Apertura che in questo disco trova espressione in tutte le sue collaborazioni, nello scambio tra le varie culture della musica italiana e, nella ricerca di nuove sonorità”.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 09 Gennaio 2012 14:50)

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Nasce a Napoli una nuova etichetta discografica si chiama: SuonidelSud

Intervista a Peppe Ponti: “Sta per uscire una compilation ‘Napoli strizza l’occhio al rock’ con vari artisti napoletani tra cui Edoardo Bennato, 99 Posse, gli Osanna, Enzo Gragnaniello, Alan Sorrenti, Daniele Sepe. E’ in produzione ‘M’briana e Munaciello’, il nuovo singolo e video dei Sud Espress”

di Roberta Valeriani

 Una collana fatta di tradizione e innovazione, di libertà espressiva e di contaminazione contenente i profumi d’aria e la luce del mediterraneo. Protagonisti artisti legati alle vecchie e nuove tendenze culturali dell’Italia del Sud a partire da Napoli: magico crocevia in cui ritmi e sonorità del mediterraneo di inseguono, si congiungono. L’estrema varietà dei componenti di questa collana discografica garantisce poi uno sguardo in avanti e, precisamente, in quella direzione che oggi è innegabilmente l’unico punto di contatto tra il grande pubblico e la necessità di un evento culturalmente interessante. “La scelta artistica, infatti - spiega il coordinare del gruppo Peppe Ponti - è un po’ lontana dalle leggi di mercato e bada essenzialmente alla qualità e alla conservazione della cultura del nostro Sud”. La collana discografica si avvale della direzione artistica di Antonio De Gugliuelmo

La collana di “Suonidelsud”cosa contiene?

“ Contiene – spiega Ponti - il rock progressive mediterraneo degli Osanna, il basso delle meraviglie di Rino Zurzolo nel suo cd ‘Wundkmer’ (special guest Andrea Parodi), la tradizione partenopea dei Popularia, l’hip-hop dei vicoli all’ombra del Vesuvio di Ciccio Merolla, la grande voce di Brunella Selo, la chitarra di Antonio Onorato (special guest Joe Amoroso) , la musica del M° Roberto De Simone che si sposa con la musica jazz del M° Bruno Tommaso e l’orchestra Jazz A Majella e la storia della vita di James Senese con il suo libro “Je stò ccà” (uscita a maggio). Il cd di Daniele Sepe, il sound degli Almamegretta. Contiene, inoltre, l’ultimo lavoro di Tony Esposito il cd ‘Sentirai’, il disco dei Sud Express ‘L’ultimo Apache’, i Blueaddiruse e il reggae napoletano del gruppo Juvine”. 

Ultimo aggiornamento (Martedì 20 Dicembre 2011 15:56)

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Disco Science o Bee Gees? La musica giusta per far ripartire un cuore

Un brano può aiutare i soccorritori a mantenere il giusto ritmo nel massaggio cardiaco. L’esperto: “Quel che conta è che con defibrillatori e una persona su 20 capace di praticare le manovre si salverebbero 15-20mila vite l’anno”

di Roberta Valeriani

La proposta più suggestiva era senza dubbio quella dell’inno dei Bee Gees: Stayin’ Alive, ovvero, non a caso, Restiamo vivi. Uno studio dell’università dell’Illinois l’aveva eletta miglior brano da tenere a mente per praticare un massaggio cardiaco efficace. L’idea, apparentemente stravagante, è semplice: usare musiche orecchiabili per aiutare il soccorritore a imprimere con il ritmo giusto le compressioni toraciche che possono salvare la vita di una persona in arresto cardiaco. Un articolo sull’Emergency Medicine Journal ha riaperto la questione. Perché serva a far ripartire un cuore ‘in avaria’, il massaggio cardiaco deve essere praticato con ritmo ed energia: 100 compressioni al minuto e spinte tali da abbassare di 5 o 6 centimetri il torace dell’infartuato. Il tutto per un lasso di tempo che può essere anche molto lungo. Per non perdere il tempo può essere utile un tormentone musicale? Nel corso di un meeting di operatori di ambulanze in Australia, volontari, medici, infermieri e studenti hanno messo alla prova alcuni brani. Come pubblicato dai ricercatori, Disco Science (di Mirwais, colonna sonora del film Snatch, di Guy Ritchie) è risultato più efficace di Achy Breaky Heart di Billy Ray Cyrus.

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Musica: ‘Stiamo Uccidendo le Nostre Anime’ è uscito il nuovo lavoro degli Atman

Tra i brani ‘Ti Odio’, un urlo da brivido!

di Roberta Valeriani

“Dopo tre album e tre EP in inglese gli Atman, il noto gruppo lucchese, passano all’italiano e il risultato è sorprendente. Questo nuovo EP è un condensato innovativo per l’eccellente amalgama di musica e parole che propone. Devid Winter ha saputo sfruttare a pieno le sue capacità vocali e compositive e intrecciando la poesia dei suoi testi con quella delle sue melodie è riuscito ad esprimere pienamente le proprie emozioni. Il nuovo lavoro degli Atman “Stiamo Uccidendo le Nostre Anime” è un platter innovativo, in particolare per gli accaniti fans dell’alternative che cercano un po’ di aria fresca, ma rappresenta anche l’ennesima conferma di una realtà tra le più solide nel panorama tricolore, lontana dai trend. Scelta azzeccata e approvata il cambio di lingua! La voce: semplicemente ottima, controllata ma emozionante. Musicalmente gli Atman avevano già confermato il loro valore, ma la scelta di puntare sull’italiano è decisamente ben riuscita. I brani, tirati in pieno stile alternative rock, pieni di fuoco, lirismo, inquietudine, scatti adrenalinici, melodia e malinconia lasciano soddisfatti già dal primo ascolto del coctail ideale di musica e parole del gruppo toscano.

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BELZER: L’ultimo giorno d’inverno

Quando l’inverosimile diventa realtà. Creare musica che sappia comunicare emozioni, pensieri e stati d’animo che nascono da esperienze personali, ma che possono toccare tutti, oggi è possibile ce lo dimostrano i Belzer

di Roberta Valeriani

Belzer è il nome di un progetto che unisce Giulio Belzer (voce, chitarra, tastiere), Guido Bruzzone (basso, cori) e Luciano Zambito (batteria), tre artisti mossi dall’intento di creare musica in grado di comunicare emozioni, pensieri e stati d’animo interiori scaturiti da esperienze personali, ma che possono toccare tutti attraverso un tessuto sonoro che intreccia un sound inglese con una sensibilità melodica italiana. La band genovese crea un linguaggio che, alternando delicati passaggi melodici ad energiche impennate dinamiche, tenta di entrare in risonanza con le corde più profonde dell’ascoltatore.

Sembra, ascoltandoli, di rivivere un déjà vu con la scuola genovese, quella che attraverso i suoi cantautori molto influenzati da Charles Aznavour, Jacques Brel, George Brassens, Bob Dylan, Leonard Cohen, trasmetteva emozioni. Gran parte di questi cantautori hanno avuto molto successo negli anni ‘60, per alcuni il successo è proseguito difatti si inseriscono nella scuola genovese dei cantautori come Umberto Bindi, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli, inoltre subirono influenze dalla scuola genovese dei cantautori come l’ex cantante dei Delirium, Ivano Fossati legato anche da un’amicizia con Fabrizio De André, Max Manfredi, Federico Sirianni, Sergio Alemanno e Francesco Baccini.

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‘L’Ultimo Apache’ dei Sud Express, un cd che sa di vinile!

Intervista a Franco del Prete: “E’ importante comunicare perché da soli non siamo nessuno!”

di Roberta Valeriani

Sud Express è il nuovo progetto musicale di Franco Del Prete, figura centrale nella storia della musica napoletana che con gli Showmen, prima, e i Napoli Centrale, poi, ha fatto da battistrada al cosiddetto Neapolitan Power. Batterista dal drumming potente ed espressivo e, allo stesso tempo, paroliere raffinato, Franco Del Prete ha dato vita a questo nuovo progetto con rinnovata energia ed ispirazione mettendo in piedi una band che ne asseconda alla perfezione il suo talento di artigiano della musica.

Cosa rappresenta questo cd?

 

“L’ultimo apache” è l’album d’esordio dei Sud Express, fotografia fedele ed appassionante della nuova avventura di un ragazzino di sessant’anni dove abbiamo inserito  tredici canzoni per tredici storie di vita quotidiana descritte con la sensibilità di chi ama raccontare di uomini e donne che vivono lontano dai riflettori”.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Novembre 2011 14:03)

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