Home Lavoro Arzano - Stamattina altro sciopero dei lavoratori Micron contro i licenziamenti

Arzano - Stamattina altro sciopero dei lavoratori Micron contro i licenziamenti

Sit-in per contro la decisione dell’azienda di mandare in esubero 419 dipendenti italiani, di cui 52 riguardano il sito arzanese. “Non siamo merce per riciclaggio”, si legge dai cartelli appesi al collo di ognuno.

di Angelo Vozzella – Sit-in di protesta fuori all’azienda. Ancora in subbuglio i dipendenti del colosso della microelettronica “Micron Technology” della sede di Arzano, per i quali è stato annunciato un taglio netto del personale almeno del 40% che avverà ad arpile.  In Italia i posti di lavoro a rischio sono 419, di cui almeno 52 lavoratori sono arzanesi. La mobilitazionedei lavoratori Micron Semiconductors Italia dura ormai da qualche mese, oggi 7 marzo è stato indetto l’ennesimo sciopero, proprio nel giorno in cui è previsto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con le aziende della microelettronica, con lo scopo di intercettare dei fondi europei per il settore (ci sarebbero a disposizione circa 30miliardi di euro). Sono stati numerosi negli anni i cambi d’azienda, dalla STMicroeletronics alla Numonyx, fino all’acquisto della stessa da parte della Micron, azienda che produce dispositivi di memoria anche per Samsung, LG, Apple. Hanno tutti dei cartelli al collo: la materia grigia, l’intelligenza, non è riciclabile. Ci parla un lavoratore, Andrea Spiezia: “L’azienda ha un fatturato elevatissimo e in positivo, le risposte per lavoratori e sindacati non sono state finora adeguate, tantomeno l’impegno del mondo politico per salvaguardare il lavoro”. Nonostante le centinaia di milioni di euro ministeriali che hanno sostenuto le aziende della microelettronica, esse tendono alla delocalizzazione, abbandonando di fatto a un futuro incerto i tantissimi lavoratori, tra l’altro tutte figure altamente specializzate. Dal rilancio del sud grazie al lavoro di alta tecnologia, auspicato a inizio del duemila con le aziende di Catania e Arzano, si è passati all’ennesimo triste capitolo di un mercato del lavoro totalmente nelle mani dei poteri finanziari, dove i lavoratori sono alla mercé delle aziende e i cui diritti restano soggiogati al continuo ricatto della crisi. Il caso Micron ne è, con la manifestazione di oggi, la chiara dimostrazione. L’opposizione a queste logiche, però, resta dura e, nell’attesa di nuovi verdetti, i lavoratori oggi in sciopero per 8 ore promettono di continuare con ogni mezzo la propria battaglia. “Una battaglia per il proprio futuro, per i diritti e la dignità”, dicono i sindacati, “contro i licenziamenti e per la difesa del settore”. Per serio e credibile piano di rilancio del sito di Arzano: l’Europa annuncia l’importanza della microelettronica per il futuro e non si possono consentire fughe all’estero della Micron, né privatizzazioni della STMicroeletronics che è ad oggi un patrimonio nazionale e una fonte di sviluppo per il paese. Questo è quanto si legge dall’annuncio dello sciopero di oggi. Al sit-in in Via De Feo, Arzano, si respira aria di determinazione e unione, ma anche di attesa: i lavoratori provanio a conoscere in tempo reali gli esiti dell’incontro di oggi, ai quali partecipano delegati anche i propri RSU. Il 12 marzo ci sarà un nuovo incontro al Ministero, con i vertici americani dell’azienda per trovare soluzioni e alternative, finora neppure ipotizzate dai vertici italiani.

 

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 08 Marzo 2014 08:09)

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