Home Lavoro Il pentito Luigi Guida al processo 'Eco4': «Rifiuti tossici perfino nelle ecoballe»

Il pentito Luigi Guida al processo 'Eco4': «Rifiuti tossici perfino nelle ecoballe»

Secondo l'ex camorrista, i casalesi costringevano gli impianti di Cdr a mescolare il materiale illecito con i rifiuti della raccolta cittadina. Se quelle ecoballe venissero incendiate in un impianto a pochi chilometri dai centri abitati, cosa succederebbe?

GIUGLIANO. Rimbombano in queste ore le parole del pentito Luigi Guida detto «O’drink», pronunciate nel corso del processo "Eco4" dove è coinvolto anche l'ex sottosegretario e parlamentare Nicola Cosentino. l'ex camorrista indica i luoghi dove sarebbero stati portati i rifiuti tossici, a partire dallo Stir di Santa Maria Capuavetere dove i rifiuti venivano impacchettati per poi essere stoccati nelle "aree provvisorie", tra cui anche Taverna del re a confine tra Giugliano e Villa Literno, ma non sarà facile stabilire dove sono andati a finire tutti quei rifiuti. Si tratta di un periodo che va dal 2002 al 2003. Gli Stir si chiamavano ancora Cdr (combustibile derivato da rifiuti) e Fibe e Impregilo contavano molto sul fatto che quelle "ecoballe" sarebbero diventate combustibile per la produzione di energia elettrica. Energia che oggi si conta di produrre a Giugliano, nell'impianto di incenerimento che la Regione vorrebbe far costruire nella vecchia centrale Enel Turbogas. Bisognerebbe aprire quelle "ecoballe" stoccate nel corso di un decennio a Taverna del Re a Giugliano, a Lo Spesso di Villa Literno e a Caivano e analizzare cosa c’è dentro. Un’impresa quasi impossibile. Trovare la verità in quintali di spazzatura non era stato messo in conto. Non bisogna tralasciare le dichiarazioni rese da Gaetano Vassallo, gestore a sua volta di discariche a Giugliano dove i rifiuti speciali venivano smaltiti attraverso la commistione con i rifiuti solidi urbani. La tecnica prevedeva che i rifiuti tossici venissero mescolati con quelli provenienti dalla raccolta cittadina, così da non destare sospetti. Le perizie realizzate dalla Procura di Napoli hanno sinora accertato la compromissione della falda acquifera nei luoghi che circondano la discarica della Resit gestita, sempre a Giugliano, località Scafarea, da Cipriano Chianese, tuttora a giudizio per associazione mafiosa e disastro ambientale. Ma per ora l'attenzione si concentra sulle ecoballe. Le dichiarazioni di Luigi Guida aprono nuovi scenari. La camorra entrava ovunque imponendo che i rifiuti tossi venissero nascosti anche nelle ecoballe. Se quelle ecoballe venissero incendiate in un impianto a pochi chilometri dai centri abitati, cosa succederebbe?

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