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Il processo accusatorio

di Diana Santucci - Carrara tra i modelli processuali ritiene migliore il processo accusatorio dal punto di vista della tutela delle libertà del cittadino. Sottolinea il giurista lucchese come, nel periodo in cui il diritto privato primeggiava nel delitto e nella pena, era l’ unica forma processuale possibile, in quanto esso ha come principio base che . Inizialmente la facoltà di accusare spettava soltanto all’offeso e ai suoi congiunti, ma l’ evoluzione della società e il riconoscimento dell’ offesa sociale portò l’ estensione di tale facoltà a tutta la popolazione, salvo l’ esclusione di casi particolari, come incapaci fisici o morali. Il processo accusatorio è caratterizzato da: pubblicità di tutto il procedimento, libertà personale dell’accusato fino alla definitiva condanna, parità assoluta di diritti e di poteri tra accusa e difesa, raccolta delle prove, pro e contro l’accusato, che spetta alle parti e non al giudice, sintesi di tutto il procedimento. Si tratta, per l’autore, di un sistema che da una parte, dà assolute garanzie e diritti civili agli accusatori, ma, dall’ altra, non tutela allo stesso modo il diritto dei consociati, cosa inaccettabile in un sistema corretto e giusto. È a partire da questo concetto, evidenzia Carrara, che si sviluppò l’idea del processo misto; esso, però, non ebbe conseguenze favorevoli data l’ inclinazione inquisitoria degli uomini che tendeva a sopprimere le garanzie del processo accusatorio.

In Italia, il sistema adottato fino all'approvazione del nuovo codice di procedura penale nel 1989 era di tipo misto, derivante cioè dalla combinazione di alcune caratteristiche del sistema inquisitorio con altre del sistema accusatorio. Oggi, in accordo con quanto previsto dalla Costituzione e da convenzioni e trattati internazionali, il sistema può essere considerato di tipo “prevalentemente accusatorio”.

 

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