Home Lavoro In Italia disoccupazione al 9,6 %, Mezzogiorno sempre più penalizzato

In Italia disoccupazione al 9,6 %, Mezzogiorno sempre più penalizzato

In Campania la percentuale sfiora il 50 %. Cala il numero delle donne occupate

di Maurizio Cerbone

Disoccupazione record in Italia in questo periodo di crisi economica. Nel quarto trimestre 2011 il tasso di disoccupazione è pari al 9,6% (+0,9 punti percentuali rispetto a un anno prima). Ma il quadro diventa critico se passiamo a valutare i dati riferiti al Mezzogiorno e, in particolare, alla Campania. In provincia di Napoli, giusto per fare un esempio, la percentuale sale con picchi che superano il 50%. La media nel Mezzogiorno tocca quota 14,9% (era il 13,6% nel quarto trimestre 2010) ed è un risultato che sconta l'incremento del tasso di disoccupazione degli uomini (dall'12,6% al 13,4%) e quello particolarmente significativo delle donne (dal 15,4% all'attuale 17,4%). Al dramma, si aggiunge il dramma. Il tasso di disoccupazione degli stranieri si porta al 14,8% a fronte del 12,2% del quarto trimestre 2010. «Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge il 32,6% (era il 29,8% un anno prima). L'indicatore aumenta per gli uomini in tutte le ripartizioni, in misura più intensa nel Mezzogiorno. Nella classe tra i 20 e i 24 anni il tasso di si attesta al 28,7% (era 25,8% nel quarto trimestre 2010)», continua l'Istat. «La discesa del numero degli inattivi è sintesi di andamenti molto differenti per tipologia. Alla crescita di quanti non hanno cercato lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (81.000 unità, +6,1%) e a quella degli individui che non hanno svolto azioni di ricerca attiva di un impiego, anche se si dichiarano interessati a lavorare qualora se ne offrisse l'opportunità (72.000 unità in più in confronto al quarto trimestre 2010, +5%), si associa il modesto incremento nei valori assoluti di quanti hanno cercato lavoro ma non sono disponibili (16.000 unità, +6,7%). Per altro verso, si assiste alla forte riduzione degli inattivi che non hanno cercato un'occupazione e non sono disponibili a lavorare (-3%, pari a -352.000 unità). Tra i dati più preoccupanti resta quello delle donne occupate, che scende di 44 mila unità rispetto a gennaio, quindi in un solo mese. Lo rileva l'Istat in base a dati provvisori e destagionalizzati, aggiungendo che nel complesso si contano a febbraio, su base mensile, 29 mila occupati in meno. Infatti, il calo riguarda solo la componente femminile.

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 31 Maggio 2012 20:16)

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