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Lavoro

Carriere rosa. Il tetto di cristallo. Una lastra invisibile, quasi infrangibile

di Rita De Angelis

Stipendi inferiori del 25% rispetto agli uomini é un dato di fatto per le donne e i loro colleghi maschili, ma è attuale e risaputo che le donne in genere ma anche le manager hanno stipendi più bassi dei colleghi uomini. Da un'indagine condotta dall'Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) percepisce il mondo femminile rispetto al maschile in busta paga dal 7% al 25% in meno dei colleghi maschi solo perché si è donne. Sollevare. il tetto di cristallo che le donne hanno virtualmente sopra la loro testa non è sempre impossibile ma difficile.. Arrivate ad un certo punto della carriera, questa lastra invisibile, ma tenace, impedisce di progredire ed andare avanti. Ovviamente tutto dipende dalla conciliazione tra la vita professionale e la vita privata. Il divario contributivo tra donne e uomini pone i riflettori su oltre 9.000 nuclei familiari. Il gap (la differenza) del salario medio orario si aggira oltre il 17%.

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NAPOLINORD.IT - Casoria. Comune e Sindacati si incontrano per discutere di politiche del lavoro

 
di Teresa Petrellese
 
 
Il Sindaco Ferrara scrive all'assessore al Lavoro Severino Nappi
In seguito alle preoccupazioni mosse dall'Unione Sindacale di Base di Casoria per i problemi legati alle politiche occupazionali, il Sindaco Stefano Ferrara ha voluto incontrare, insieme alla forze politiche di governo del territorio, una delegazione del coordinamento dei disoccupati organizzati per ascoltare le loro istanze e lavorare sulle nuove ed emergenti misure da adottare. Nel corso dell'incontro, il primo cittadino ha ribadito l´impegno dell'Amministrazione Ferrara di mettere in campo una serie di progetti di utilità sociale per affrontare con determinazione l'emergenza lavoro; nel contempo è già stato chiesto, infatti, con una lettera inviata all'Assessore al Lavoro regionale Severino Nappi, di prendere parte ai tavoli tecnici - istituiti presso la Regione Campania a seguito del varo del Piano straordinario per il lavoro -, per porre all'attenzione del governo campano le richieste e le urgenze dei disoccupati presenti sul territorio casoriano. «L'obiettivo della nota scritta all'onorevole Nappi - illustra il Sindaco Ferrara -,

Ultimo aggiornamento (Venerdì 11 Marzo 2011 17:17)

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Protestano gli Anestesisti dell'Ospedale di Nola

ìA rischio gli interventi chirurgici di elezione
di Francesco Celiento

Un altro fronte di crisi nel più ampio quadro del disastro della Sanità in Campania. Dopo che la scorsa estate il Reparto di Chirurgia Generale era stato costretto a chiudere per diversi giorni sempre per le gravi carenze di personale medico, ora sono gli Anestesisti del Complesso Operatorio dello stesso Presidio Ospedaliero "Santa Maria della Pietà" di Nola ad essere in agitazione, perché da molti mesi costretti a lavorare in condizioni di stress determinate soprattutto dalle ormai croniche carenze di specialisti. Attualmente gli Anestesisti che effettuano i turni in sala operatoria sono di fatto sette e per assicurare lo svolgimento degli interventi chirurgici hanno dovuto finora rinunciare in larga parte al godimento di ferie, riposo biologico e aggiornamento professionale. Di fatto, non hanno nemmeno la libertà di ammalarsi, perché l'assenza per malattia di uno di loro graverebbe ulteriormente sulle spalle dei colleghi.

Ultimo aggiornamento (Martedì 19 Ottobre 2010 18:16)

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NAPOLINORD.IT - Afragola. Le forze della sinistra ed i cittadini dell'area a nord di Napoli si incontrano nella sede di Rifondazione Comunista.

Lo scopo della cena sociale di ieri sera, è stato quello di avviare la costruzione di un progetto unitario, il Comitato 16 Ottobre, che ponga le basi sulle necessità di dare risposte concrete a quelle che sono le istanze che nascono dai nostri territori.

di Antonio Testa

 

Con grande entusiasmo molti giovani, provenienti dalle più diverse esperienze politiche e partitiche, ha sentito l'esigenza di incontrarsi dopo un momento di partecipazione così imponente che è stata la manifestazione della FIOM del 16 ottobre a Roma. Un momento, quello della manifestazione di sabato, in cui, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare i diritti dei lavoratori, come ha sostenuto lo stesso segretario nazionale della FIOM Landini dal palco di piazza San Giovanni a Roma: "oggi possiamo dire che è successa una cosa straordinaria, che c'è una novità in questo paese, che il lavoro è tornato al centro della discussione sociale e politica", il segretario continua specificando che il motivo di questo non è stata l'opera della FIOM o della CGIL, "se non c'erano i lavoratori di Pomigliano che votavano no a quell'accordo, se non c'erano i tre delegati di Melfi, se non c'era questo scatto di dignità non c'era questa manifestazione".

Ultimo aggiornamento (Domenica 24 Ottobre 2010 11:50)

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Oggi Precario...Domani pure.

di Giovanni Ciuonzo
Sottopagati,sfruttati,insicuri e con pochissime speranze di strappare,dopo anni di precariato,un contratto stabile.Se le riforme del mercato del lavoro con l'introduzione di forme contrattuali atipiche - promettevano di creare occupazione cancellando un pò di ingiustizie,si può dire che la promessa non è stata mantenuta.Anzi le cose sono peggiorate.Secondo una ricerca dell'Università La Sapienza che mette il dito nella piaga proprio del precariato.Le riforme (si legge nella ricerca)hanno progressivamente ridotto i vincoli per i datori di lavoro ad assumere lavoratori con contratto a termine,senza tuttavia modificare la legislazione relativa all'occupazione dipendente a tempo indeterminato.Questo di sicuro ha accentuato le caratteristiche di dualità del mercato del lavoro,dove nel corso degli anni è un segmento maggiormente protetto si è venuta a contrapporre una componente(numericamente non irrilevante) di lavoratori le cui prospettiva in termini di stabilità lavorativa,retribuzione,trattamento pensionistico,accesso al credito e alla formazione appaiono notevolmente peggiori.Un prezzo altissimo pagato soprattutto da giovani e donne.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 13 Ottobre 2010 00:49)

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High-tech. Technomadness. Siamo tutti tecnomadi?

Trasformazioni: i "tecnomadi" avanzano come zombi
di Roberta Valeriani
Chi è il tecnomade? Non è un vacanziere, che semplicemente va in vacanza e non è un turista, perché non è li per vedere qualche cosa (diceva Chesterton che il viaggiatore vede ciò che vede, il turista vede ciò che è venuto per vedere). E non è neppure un semplice nomade cioè qualcuno che ha smesso definitivamente di pensare in termini di dolce casa "home sweet home". Il tecnomade è tutto questo e qualche cosa di più. Alcune definizioni lo inquadrano come una persona che viaggia sulla terra utilizzando energia umana e contando su risorse altamente tecnologiche al fine di rendere concreta la propria localizzazione fisica forse irrilevante. Il che sottolinea alcune delle sue caratteristiche più importanti: l'assenza di uno scopo o di una meta che ne farebbe un turista o uno sportivo da guinness, l'apporto fondamentale della tecnologia, che manca al nomade, l'erranza perpetua che lo separa dal nomade urbano, quello, per esempio, delle riterritorializazioni da costituzione temporanea (T.A.Z. zone temporanee autonome) a tutti gli effetti di banlieues simboliche come squatt, centri autonomi o centri sociali autogestiti tutti intrensicamente politicizzati ma sempre legati alla città. I

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Napoli. Città della scienza in collasso

I Giovani Democratici della Campania schierati a sostegno dei diritti costituzionali violati

di Nicoletta Lanzano

Sono ormai mesi che Città della scienza, uno dei più celebri centri culturali della Campania, versa in una crisi finanziaria tale da impedire ai suoi 200 dipendenti il pagamento dello stipendio. E' una crisi che stenta a rientrare e per questo i lavoratori hanno dichiarato ufficialmente lo stato d' agitazione . Sembra ormai che tutti i progetti afferenti il complesso scientifico rischino di non decollare. Di fianco all'ingresso di "Città della scienza" vi è, infatti, un enorme padiglione che in futuro dovrebbe ospitare il museo del corpo umano "Corporea", la cui struttura è quasi completa. Il museo, però, potrebbe non essere mai finito dato che la Fondazione Idis-Città della scienza rischia di chiudere per motivi finanziari. Contro il rischio chiusura alcuni lavoratori hanno affisso dei cartelli di protesta per informare l'opinione pubblica. In cassa non ci sono fondi. Dal 2008 la fondazione, presieduta dal prof. Vittorio Silvestrini, attende dalla Regione Campania il pagamento di 8 milioni di euro di crediti per attività già svolte in passato da ricercatori e lavoratori della struttura.

Ultimo aggiornamento (Domenica 05 Settembre 2010 20:27)

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Attualità. Tra tradizioni e mestieri: lavorare il rame per il pc

di Rita De Angelis

Tra gli antichi mestieri che fanno parte della tradizione italiana, uno è la lavorazione del rame, che ancora oggi viene tramandata, seppur con fatica, di padre in figlio. La lavorazione a mano, ha sempre il sopravvento sulle macchine, anche se oggi vengono utilizzate principalmente, attrezzature e macchinari di moderna concezione. Gli oggetti creati sono quindi il frutto dell'antica sapienza e conoscenza, tutta artigianale di lavorare questo materiale, quando è possibile, rispettando la tradizione che esige il buon artigiano, custode degli insegnamenti appresi negli anni dal suo maestro, ma che ne migliora il metodo e l'esecuzione, per ottenere così dalle sue mani un prodotto unico nel suo genere. Il rame si sa, è stato il primo metallo usato dall'uomo, anche per le sue proprietà, che permettono di lavorarlo a freddo mediante la battitura. Per la sua capacità di condurre il calore, offre l'opportunità di un notevole risparmio energetico.

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IL LAVORO E' UN MIRAGGIO. I GIOVANI RISCHIANO E PAGANO PIU' DI TUTTI.

di Antonello Palazzo

Non sono giovanissimi, ma nemmeno adulti. Sono i protagonisti della "generazione perduta", coloro che, messi alle spalle gli anni dell'adolescenza vedono gradualmente ed inesorabilmente allontanarsi la possibilità di realizzare le proprie ambizioni, non riuscendo a portare alla luce le capacità ancora inespresse. Colpa del lavoro che non c'è, di una società sempre più "instabile" che, piuttosto che creare, sottrae opportunità. Per i giovani italiani il rischio di ritrovarsi disoccupati è tre volte superiore rispetto al rischio corso da persone più anziane. La situazione è decisamente allarmante ed i dati emersi dal "Rapporto sul mercato del lavoro 2009 – 2010" redatto dal Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) sono tutt'altro che rassicuranti.  Nel nostro Paese i giovani senza lavoro sono quasi il triplo rispetto alla media mondiale, ed in ogni caso nessun paese del blocco Euro può sorridere perché il tasso di disoccupazione è mediamente doppio rispetto al dato globale. Inoltre la crisi economica dell'ultimo biennio ha fatto sentire gli effetti peggiori proprio sui giovani: tra il 2008 e il 2009 si sono persi 485mila posti di lavoro per persone fino ai 34 anni.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Luglio 2010 08:03)

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I GIOVANI E IL LAVORO CHE NON C'E'

Un futuro quasi impossibile. Un aiuto? L'agenzia del lavoro

di Rita De Angelis

E' trascorso un po' di tempo dal 1° maggio, giorno della festa dei lavoratori, ed e' proprio per questo che si può affermare che il lavoro ed i giovani registrano un record negativo. Da una statistica nel 2009, in sei regioni, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 ed i 24 anni è risultato superiore al 30%; in Sardegna è al 44,7% in Sicilia al 38,5% in Basilicata al 38, 3% in Campania al 38,1% in Puglia al 32,6%, in Calabria al 31,8%, e nel Lazio al 30,6%. Sul versante inverso le regioni che hanno la percentuale più bassa di disoccupazione sono la Toscana con il 17,8%, la Valle d'Aosta con il 17,5%, il Veneto con il 14,4%, ed il Trentino Alto Adige con il 10,1%. A fotografare la disoccupazione giovanile è la Confartigianato. Se si prende in considerazione l'occupazione in otto regioni di riferimento si riscontra una media del tasso del 20%, in Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna,, Molise, Abruzzo e Puglia. I tassi di occupazione più alti si registrano in Val d'Aosta, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Ci si potrebbe domandare come mai esista un così grande divario tra le regioni del nord e del sud.

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