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“La famiglia oltre la separazione. Riflessioni ed esperienze a confronto”

di Diana Santucci - Oggi, mercoledì 16 gennaio 2013, si terrà il convegno, organizzato dell’ Ordine degli Avvocati di Napoli e dall’AMI, l’Associazione (Avvocati) Matrimonialisti Italiani, previsto per le ore 12.30 presso la Sala Auditorium del Nuovo Palazzo di Giustizia sul tema: “La famiglia oltre la separazione. Riflessioni ed esperienze a confronto”

Il convegno è aperto a tutti i professionisti - avvocati, psicologi, mediatori familiari, insegnanti, assistenti e operatori sociali, componenti delle forze dell’ordine - che dovrebbero cooperare per sostenere la famiglia nel momento della crisi. Nel corso dell’incontro si discuterà della necessità di creare il Tribunale della Famiglia, un’istituzione giuridica dove possano essere affrontate in modo esaustivo e altamente specializzato le problematiche connesse al conflitto coniugale, come l’affido dei figli e le questioni patrimoniali, e si toccheranno tutti gli aspetti sociali legati alla separazione, in linea con le attività dell’AMI, che intende aprire anche a Napoli, come nelle principali città d’Italia, uno sportello di consulenza specializzata legale gratuita, in sinergia con le associazioni che si occupano di assistenza alla genitorialità, violenza sulle donne e altre problematiche che possono riguardare la famiglia separata e i suoi componenti.

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Casavatore. Max Meyer a rischio chiusura. Il Sindaco annuncia: "Non consentiremo speculazioni sulla nostra terra"

max_meyerDi Angelo Vozzella – La ex Max Meyer di Casavatore, attualmente “Materis Paints Italia”, rischia la chiusura dello stabilimento. Si preannuncia un altro dramma sociale e lavorativo per la città e per l’area nord di Napoli. L’azienda ha deciso di dismettere la struttura e concentrare la propria attività al nord, probabilmente presso l’impianto di Lucca. Sono quaranta i lavoratori che rischiano il posto di lavoro, quaranta famiglie che rischiano di aggiungersi a un quadro già pesante di povertà e disoccupazione. Le nostre terre vivono già ampi problemi e continuano a essere messe in secondo piano sugli investimenti e i piani produttivi delle grandi aziende. Il Sindaco Salvatore Sannino, appena appresa la notizia, ha di corsa iniziato un iter per comprendere le ragioni della decisione, che al momento restano ignote. La produzione della fabbrica e le soglie produttive dei dipendenti sembrano non aver registrato vistosi cali. Si tratta evidentemente di una scelta aziendale di dislocazione, per la quale a pagare saranno ancora una volta i cittadini delle nostre zone.

Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Marzo 2014 18:03)

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Arzano - Stamattina altro sciopero dei lavoratori Micron contro i licenziamenti

Sit-in per contro la decisione dell’azienda di mandare in esubero 419 dipendenti italiani, di cui 52 riguardano il sito arzanese. “Non siamo merce per riciclaggio”, si legge dai cartelli appesi al collo di ognuno.

di Angelo Vozzella – Sit-in di protesta fuori all’azienda. Ancora in subbuglio i dipendenti del colosso della microelettronica “Micron Technology” della sede di Arzano, per i quali è stato annunciato un taglio netto del personale almeno del 40% che avverà ad arpile.  In Italia i posti di lavoro a rischio sono 419, di cui almeno 52 lavoratori sono arzanesi. La mobilitazionedei lavoratori Micron Semiconductors Italia dura ormai da qualche mese, oggi 7 marzo è stato indetto l’ennesimo sciopero, proprio nel giorno in cui è previsto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con le aziende della microelettronica, con lo scopo di intercettare dei fondi europei per il settore (ci sarebbero a disposizione circa 30miliardi di euro). Sono stati numerosi negli anni i cambi d’azienda, dalla STMicroeletronics alla Numonyx, fino all’acquisto della stessa da parte della Micron, azienda che produce dispositivi di memoria anche per Samsung, LG, Apple. Hanno tutti dei cartelli al collo: la materia grigia, l’intelligenza, non è riciclabile. Ci parla un lavoratore, Andrea Spiezia: “L’azienda ha un fatturato elevatissimo e in positivo, le risposte per lavoratori e sindacati non sono state finora adeguate, tantomeno l’impegno del mondo politico per salvaguardare il lavoro”. Nonostante le centinaia di milioni di euro ministeriali che hanno sostenuto le aziende della microelettronica, esse tendono alla delocalizzazione, abbandonando di fatto a un futuro incerto i tantissimi lavoratori, tra l’altro tutte figure altamente specializzate.

Ultimo aggiornamento (Sabato 08 Marzo 2014 08:09)

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LA SCOMPARSA DI CORRADO CAPUTO, IMPRENDITORE VINICOLO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

di Rocco Sessa - Con la scomparsa di Corrado Caputo se ne va via un pezzo della storia vitivinicola della Terra di Lavoro e non solo. Corrado inizia la sua attività a Teverola dove giovanissimo prende in mano le redini dell’azienda di famiglia fondata nel 1890, portandola a successi anche internazionali. Dall’antica sede di Teverola, nella cantina scavata nelle grotte di tufo del settecentesco palazzo di proprietà della famiglia, dove viene prodotto, da oltre trenta anni, il Caputo Brut alla moderna azienda di Carinaro. Corrado che negli anni si avvale della preziosa collaborazione dei suoi figli, Nicola e Mario riesce rappresentare con i vini prodotti dalla “Capvto 1890” la sintesi tra il rispetto della tradizione enologica e l’adozione delle più moderne tecnologie, riuscendo così a concepire un prodotto di alta qualità che ha consentito all’azienda di ottenere importanti riconoscimenti in Italia ed all’estero. Fu il primo nel meridione ad utilizzare il metodo classico champenoise per spumantizzare. Grazie al pregio del suo Asprino d’Aversa ottiene ben presto la certificazione Doc. Nel 1992 realizza la nuova cantina di oltre 3500 mq coperti, dotata delle più moderne tecnologie, superando il milione di bottiglie prodotte in 1 anno ed ottenendo, primo in Campania la certificazione di qualità.

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Febbraio 2014 17:37)

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Volla, ormai imminente l'apertura del CAAN

La dirigenza ha incontrato i concessionari dell'ex mercato di via Napoli per salvaguardare i posti di lavoro

VOLLA - Dopo il summit del due gennaio scorso tra il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e la commissione consiliare con a capo il primo cittadino di Volla, Angelo Guadagno, per discutere delle condizioni e della salvaguardia di tutti i posti di lavoro di tutti gli operatori dell’ex mercato di via Napoli, si è tenuto il sopralluogo degli amministratori e dei concessionari dell'ex mercato di via Napoli al Centro Agroalimentare (CAAN). Lo scopo della visita era di soppesare gli spazi e i servizi offerti dalla dirigenza del CAAN, in vista della delocalizzazione che avverrà nei prossimi mesi. Il CAAN rappresenta un imponente intervento di riorganizzazione territoriale e di politica distributiva attuato dalla Regione. Si tratta di una struttura polifunzionale, in sostituzione delle preesistenti strutture mercatali di Napoli e Volla, per poter garantire una migliore gestione del commercio all’ingrosso e dei servizi logistici connessi. Posto nel territorio del Comune di Volla su di una superficie complessiva di 362.000 m2, Il Centro riunirà in un unico grosso spazio i settori ortofrutticolo, ittico, carni e floristico. L’altra mattina una delegazione dei concessionari dell’ortofrutta è stata ricevuta dal presidente del mega centro di via Palazziello, Lorenzo Diana, che assicura gli operatori: “Sarà un’opportunità di arricchimento per tutti - dice - non ci sarà nessuna contrapposizione con i commercianti già presenti ma integrazione”. Si è avviato contestualmente anche il tavolo di discussione con il cda del CAAN, per salvaguardare i posti di lavoro dei concessionari e dei lavoratori dell’ex mercato di via Napoli. Nei prossimi giorni dovrebbe essere trovato un accordo di mediazione.

 

Aversa. “Governo del Territorio e Reati Urbanistico – Ambientali”. Convegno all'ex macello giovedi 28 novembre

Giovedì 28 novembre, presso la Casa della Cultura V. Caianiello di Aversa (ex Macello), alle ore 15.00 si terrà un importante convegno sul tema: “Governo del Territorio e Reati Urbanistico – Ambientali”.

di MARIANO GARGIULO - L’Associazione Forense Normanna insieme con il Comune di Aversa e il Consiglio dell’Ordine di Santa Maria Capua Vetere ed il patrocinio dell’Università degli Studi Niccolò Cusano Telematica – Roma e della Seconda Università degli Studi di Napoli, ha organizzato un evento al quale saranno presenti personalità di spicco. Il Sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco, Antonio Bonajuto Presidente della Corte di Appello di Napoli, Vittorio Martusciello Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, Rodolfo Daniele Presidente del Tribunale Napoli Nord, Raffaele Marino Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, Bruno Piacci Commissario Straordinario dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, Alessandro Diana Presidente del Consiglio dell’Ordine di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Rossi Rettore della Seconda Università di Napoli, Giovanni Puoti Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Niccolò Cusano Telematica – Roma, Gianpaolo Califano Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza – Seconda Università degli Studi di Napoli, Carmine Gambardella Direttore del Dipartimento di Architettura – Seconda Università degli Studi di Napoli. Introduce Paolo Tanda Docente presso Università degli Studi Niccolò Cusano Telematica – Roma. Intervengono: Maria Alessandra Sandulli Docente presso Università degli Studi Roma Tre, Aldo De Chiara Avvocato Generale dello Stato presso Corte di Appello di Salerno, Elio Palombi Docente presso Università degli Studi Federico II Napoli, Ugo Ricciardi S. Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli. Conclude Giuseppe Abbamonte Docente presso Università degli Studi Federico II Napoli. Coordina Pasquale Fedele Presidente dell’Associazione Forense Normanna. La partecipazione all’evento prevede l’attribuzione di crediti formativi.

Ultimo aggiornamento (Martedì 26 Novembre 2013 09:10)

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EAV: in arrivo nuovi biglietti e nuovi controllori: serviranno a migliorare la situazione trasporti?

di ROSALIA GIGLIANO

 

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Kit per perparare in trenta minuti le "false mozzarelle". Denuncia della Coldiretti

"All'estero kit per preparare mozzarella, parmigiano e pecorino"
Le confezioni in vendita promettono di ottenere una mozzarella in appena 30 minuti e gli altri formaggi italiani in soli due mesi. "Un danno economico e soprattutto di immagine incalcolabile" spiega Coldiretti. I kit costano dai 120 ai 30 euro in Australia, Inghilterra e Usa. Per la prima volta sono stati messi in vendita i kit per falsificare i più famosi formaggi italiani: dal Parmigiano reggiano al pecorino romano, dalla mozzarella alla ricotta. Lo ha denunciato la Coldiretti nel corso del Forum dell’agricoltura e dell’alimentazione. Le confezioni, che promettono di ottenere una mozzarella in appena 30 minuti e gli altri formaggi italiani in soli due mesi, contengono recipienti, colini, garze, termometri, piccole presse oltre a lipasi ed altre polveri, e garantiscono di ottenere prodotti caseari ben identificati che sono una chiara contraffazione dei nostri più celebri formaggi. Un danno economico e soprattutto di immagine incalcolabile che - sostiene la Coldiretti - mette a rischio la credibilità conquistata di prodotti divenuti simbolo del Made in Italy di qualità.

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CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE FORENSE NORMANNA – SUCCESSO ANNUNCIATO

di MARIANO GARGIULO - Lo scorso venerdì 11 ottobre 2013, presso la Casa della Cultura (ex macello), si è tenuto un importante convegno sul tema: “La Legislazione dell’Immigrazione”. L’evento ha riscosso enorme successo, registrando il tutto esaurito. Il Sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco, intervenuto per apportare i proprio saluti afferma: «Sono questi momenti di coesione degli avvocati e di tutti gli operatori del diritto». Il Presidente del Tribunale Napoli Nord, Rodolfo Daniele, presente anche lui al convegno propone:«È necessario predisporre un progetto in grado di rafforzare la cultura della legalità nelle scuole secondarie». Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, ha colto l’occasione per ricordare l’importanza del nuovo Tribunale: «Il nuovo Tribunale di Napoli Nord è, ormai, una realtà irreversibile, una delle prime in Italia».

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Il pentito Luigi Guida al processo 'Eco4': «Rifiuti tossici perfino nelle ecoballe»

Secondo l'ex camorrista, i casalesi costringevano gli impianti di Cdr a mescolare il materiale illecito con i rifiuti della raccolta cittadina. Se quelle ecoballe venissero incendiate in un impianto a pochi chilometri dai centri abitati, cosa succederebbe?

GIUGLIANO. Rimbombano in queste ore le parole del pentito Luigi Guida detto «O’drink», pronunciate nel corso del processo "Eco4" dove è coinvolto anche l'ex sottosegretario e parlamentare Nicola Cosentino. l'ex camorrista indica i luoghi dove sarebbero stati portati i rifiuti tossici, a partire dallo Stir di Santa Maria Capuavetere dove i rifiuti venivano impacchettati per poi essere stoccati nelle "aree provvisorie", tra cui anche Taverna del re a confine tra Giugliano e Villa Literno, ma non sarà facile stabilire dove sono andati a finire tutti quei rifiuti. Si tratta di un periodo che va dal 2002 al 2003. Gli Stir si chiamavano ancora Cdr (combustibile derivato da rifiuti) e Fibe e Impregilo contavano molto sul fatto che quelle "ecoballe" sarebbero diventate combustibile per la produzione di energia elettrica. Energia che oggi si conta di produrre a Giugliano, nell'impianto di incenerimento che la Regione vorrebbe far costruire nella vecchia centrale Enel Turbogas. Bisognerebbe aprire quelle "ecoballe" stoccate nel corso di un decennio a Taverna del Re a Giugliano, a Lo Spesso di Villa Literno e a Caivano e analizzare cosa c’è dentro.

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