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Crisi. Aperti per ferie?

Anche gli alberi non vanno in vacanza...Respirano...se possono
di Rita De Angelis

Strabiliante, ma non troppo! Nel mese di agosto i negozianti, non tutti, ma molti, espongono il cartello "Aperti per ferie". Visto il deficit mondiale ogni situazione, quasi anomala, risulta verosimile. La crisi incombe, soprattutto nelle metropoli, e, come scrisse Charlie Boxer nel suo libro "Una volta, una sola" (forse sòla, non è dato sapere), a dire stop, non per loro voce, se non trasmessa attraverso condizioni forse inconcepibili di "esistenzialismo", non sono solamente i negozianti, ma anche la natura che, cosa curiosa, si esprime attraverso se stessa ed in primis con la propria voce interiore e gli alberi ne trasudano grida. L'Italia consta di molti quartieri nei quali sono sorti i "volontari del verde", cittadini che accudiscono i parchi abbandonati soprattutto nel periodo estivo. Una messa a punto, un piano di emergenza, che consente, innaffiando di dare ristoro agli alberi dei giardini pubblici, alle aiuole ed al verde bisognosi di cure. Sono per così dire "cittadini da tutelare", compagni per sempre, si spera, gli alberi e le persone, con la propria storia, pronti a dedicare qualche ora del loro tempo, per dare acqua ad alberi di una certa età oppure infanti appena piantati, per non vedere andare in fumo quel poco di verde che ancora resiste nello sfacelo urbano del 2000. Saranno ancora i comuni mortali che, come oggi, armati di taniche di acqua,e buona volontà, innaffieranno il mondo? La storia ci insegna che l'essere umano ha imparato a scendere dagli alberi ed ad osservare, scoprendo un mondo quasi perfetto, splendido per l'incoscienza, coscienza dell'io. Purtroppo nel corso del tempo si è passati alla fase di tagliarli gli alberi, i nostri ricordi, e bruciarli, proprio li dentro e fuori di noi, in parte anche grazie alle speculazioni edilizie, si dimentica il passato. Ora, chi lo osserva, l'ambiente, e torna vagamente indietro nel tempo, si rende conto che c'è bisogno di natura e che gli alberi, fonte di ossigeno necessario alla vita, sono effettivamente troppo pochi.

Inutile piangere sul latte versato. Ma versato da chi? Armati di pazienza e senso civico, occorre salvaguardare almeno ciò che si ha, come la natura da cui si trae vita, e non mandando in malora .

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