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Dal 15 aprile farmaci generici scontati

Oltre 4mila prodotti a costo ridotto. Sul web la lista e i prezzi.

di Roberta Valeriani

Sul sito dell’Aifa si può trovare l’elenco completo degli oltre 4mila prodotti a costo ridotto. La “lista di trasparenza” è disponibile anche come app per smartphone. Sull’uso delle medicine ‘senza marca’ l’Italia resta indietro rispetto all’Europa. Un clic per confrontare in pochi minuti prezzi e nomi dei farmaci generici. Dopo aver approvato la riduzione dei prezzi fino al 40% per i medicinali ‘senza marca’, l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) pubblica sul suo sito l’elenco completo dei 4.189 prodotti scontati della lista di trasparenza. Un modo per raccogliere informazioni utili, in attesa della data di entrata in vigore del nuovo tariffario, il 15 aprile. Fare confronti e informarsi è possibile anche dal proprio smartphone o tablet, con un’applicazione di nuova generazione. Si chiama ‘Wikipharm’ e permette agli utenti di trovare notizie sul singolo medicinale, i suoi principi attivi, le interazioni e l’esistenza di farmaci equivalenti corrispondenti. Per ogni prodotto è disponibile l’intera monografia ufficiale, l’indicazione del tipo di ricetta necessaria, la casa farmaceutica, il singolo prezzo.  WikiPharm è completamente gratuita per il download sull’App Store, per iPhone e iPad. La decisione dell’Aifa di dare il via libera al taglio dei prezzi punta a un rilancio del generico, più economico e quindi più appetibile per i consumatori. Fra i produttori “senza brand” c’è comunque chi teme di scomparire di fronte a margini troppo bassi. L’Aifa ha deciso di obbligare le case farmaceutiche ad abbassare le tariffe degli equivalenti, anche del 40%.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 15 Aprile 2011 11:48)

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L'Europa: i trattati fasulli e l' unione fra stati membri..che non esiste.

di Giovanni Ciuonzo
Le crescenti manifestazioni di nervosismo e irritazione di vari esponenti della maggioranza verso l’Unione europea, incalzati dall’esodo nordafricano in corso che ci vede in prima linea perlomeno geografica nel fronteggiarlo, hanno almeno avuto il merito di svelare un altro interessante tassello del puzzle che compone la variegata strategia governativa nostrana. Ossia, ormai apertis verbis, o l’Europa ritocca Shenghen o “è meglio per noi italiani dividerci da essa”. Già, l’Europa delle multe per gli eccessi di produzione latteocasearia che tanto fanno ridere e innervosire gli agricoltori (così tanto che quelle multe le paghiamo noi tutti..), o quella delle multe per Retequattro e Raitre, con quel suo modo di pensare così calvinista, bianco o nero senza possibilità di equivoci,l'Europa delle multe sul peso delle banane sud-americane,dei marchi contraffatti,del vino francese al metanolo ancora in commercio,della carne inglese infestata di ormoni che ha scatenato un'epidemia(mai multati gli inglesi)della carne suina tedesca alla diossina(in parte distrutta e in altra importata da una famosa ditta italiana che fa prociutti di "qualità"....)che ha scatenato una polemica europea infangata e coperta dallo strapotere economico tedesco che va oltre la salute e la vita dei cittadini stessi europei. Quest’Europa (che ha pure i suoi limiti, come i suoi pregi)non può andare a genio a coloro che dell’arte del possibile fanno la loro fonte principale se non unica di nutrimento.

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Il mondo è ancora degli uomini. Poche donne nei CdA.

di Roberta Valeriani

Da un’indagine condotta dalla SDA Bocconi (Scuola di Direzione Aziendale Università Bocconi di Milano), è ancora l’uomo nella percentuale del 94% dei casi, laureato, che per lavoro ha cambiato mediamente due città, ad essere a capo dei consigli d’amministrazione delle aziende. L’uomo è ancora il protagonista indiscusso, che ha capacità di “networking”, essendo visibile nei circuiti delle aziende che contano. Si crea così l’identikit dei membri dei CdA (Consigli di Amministrazione) delle aziende italiane quotate in borsa, prendendo a campione 300 curricula di consiglieri di questo tipo di società. Si nota nettamente che ancora una volta le donne sono praticamente quasi escluse da questi ruoli. Si evince un modello assolutamente “maschile” predominante nell’alta dirigenza aziendale. Le donne dovrebbero quindi entrare a far parte dei consigli d’amministrazione non per questioni di “uguaglianza”, ma perché hanno sufficienti competenze e mansioni necessarie alle aziende ed al funzionamento di un CdA.

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NAPOLINORD.IT - Frattamaggiore. "La politica dei fatti si fa con i numeri: a colloquio con l'assessore al Bilancio, avvocato Rocco Spena"

Assessore Spena:" a nome di tutta l'amministrazione e del Sindaco Francesco Russo posso assicurare che utilizzeremo le risorse per aumentare la spesa sulla politica sociale" - Guarda il video cliccando sull'immagine

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Ottobre 2010 08:44)

 

Confcommercio: Campania con il PIL in fondo alla classifica. In Valle d'Aosta il Pil più alto d'Italia.

 
di Teresa Petrellese
 
 
Per la Campania il valore non raggiunge la metà di quello valdostano. Il governatore Caldoro pensa al Patto per il Sud e lo propone a Vendola

Il Pil pro capite della Regione meno produttiva d'Italia - la Campania - non raggiunge il 50 per cento del reddito prodotto dalla regione che si trova sul gradino opposto della classifica - la Valle d'Aosta. E' questo uno dei dati presenti nella ricerca dell'Ufficio Studi di Confcommercio sul Pil delle regioni italiane. Lo studio evidenzia, come spesso accade, una Italia divisa in due, dove le regioni del Nord producono una ricchezza quasi doppia rispetto a quelle del Sud. Il Pil pro capite più alto (anno 2007) è in Valle d'Aosta (33.496). Seguono Lombardia (33.447), Trentino alto Adige (32.438), Emilia Romagna (32.156), Lazio (30.327) e Veneto (30.268). La parte bassa della classifica, come detto, è invece occupata dalle regioni del Sud Italia: Campania (16.894), Calabria (16.894), Puglia (17.106), Sicilia (17.170), Basilicata (18.693) e Molise (19.885). Le realtà poste geograficamente al centro della penisola si trovano a metà anche della classifica. "La crisi ha colpito i territori in modo differente e con qualche articolazione di non facile interpretazione - analizza Confcommercio -. La dimensione del crollo delle esportazioni si vede bene dalle riduzioni di Pil tanto nel 2008 quanto nel 2009, che ha interessato le Regioni dell'ex triangolo industriale e quelle maggiormente orientate ai mercati esteri".

Ultimo aggiornamento (Venerdì 11 Marzo 2011 18:24)

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Crisi. Aperti per ferie?

Anche gli alberi non vanno in vacanza...Respirano...se possono
di Rita De Angelis

Strabiliante, ma non troppo! Nel mese di agosto i negozianti, non tutti, ma molti, espongono il cartello "Aperti per ferie". Visto il deficit mondiale ogni situazione, quasi anomala, risulta verosimile. La crisi incombe, soprattutto nelle metropoli, e, come scrisse Charlie Boxer nel suo libro "Una volta, una sola" (forse sòla, non è dato sapere), a dire stop, non per loro voce, se non trasmessa attraverso condizioni forse inconcepibili di "esistenzialismo", non sono solamente i negozianti, ma anche la natura che, cosa curiosa, si esprime attraverso se stessa ed in primis con la propria voce interiore e gli alberi ne trasudano grida. L'Italia consta di molti quartieri nei quali sono sorti i "volontari del verde", cittadini che accudiscono i parchi abbandonati soprattutto nel periodo estivo.

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Mutuo. Un'illusione a breve termine

di Rita De Angelis

Siamo senza ombra di dubbio il popolo del mattone. Una costatazione popolare, visto che circa l'80% della popolazione italiana possiede una casa di proprietà. Una vera è propria febbre, ispirata molto similmente a quella dell'oro, la cosiddetta corsa alla casa degli ultimi anni. Questa febbre allarmante ha colpito migliaia di cittadini che però non riescono più a pagare le rate del mutuo aperto per l'acquisto del loro bene immobile. Negli ultimi mesi, si è ricorso sempre di più alla sospensione delle rate del mutuo previsto da un piano denominato "piano famiglie", che raggiunge attualmente e supera i 2,3 miliardi di euro. Una somma spaventosa, un salto nel buio, che da la sensazione di un temporale improvviso, magari che si manifesta in piena estate, in cui si sino viste coinvolte moltissime famiglie. Circa il 90% dei nuclei famigliari hanno fatto ricorso alla sospensione dell'intera rata per tutti i 12 mesi previsti dal piano. Un risparmio medio di circa 6.800 euro.

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Due considerazioni sul costo della vita a Napoli

di Antonio Di Gennaro *
La Regione cambia nome, ed a sostegno del rigore dei conti, impone nuove tasse e balzelli o taglia i servizi! Siamo anche penalizzati dal governo per non aver "rispettato" il patto di stabilità! I prezzi crescono più che altrove e spesso sono più alti che altrove, soprattutto nei generi alimentari. Una famiglia che vive ad Arezzo e nella sua provincia sicuramente per nutrirsi spende di meno che a Napoli! Come da sempre paghiamo la benzina più che al centro - nord, ed è una cosa che sanno tutti quelli che viaggiano in autostrada per lo Stivale, gravata anche da tasse più alte, come subiamo una RC Auto che "nessuno" riesce a limitare ed una Tarsu stratosferica! Abbiamo le tassazioni aggiuntive più alte in Italia su ogni fatturazione di servizio fornito! Tutto questo si ripercuote a cascata nelle nostre tasche, ma non riesco a trovare reazioni di alcun tipo, da partiti , sindacati e associazioni consumeristiche! Vorremmo capire perché e se ci sarà mai fine a tutto questo. Se qualcuno ha sbagliato in politica nel governo di questa regione, la colpa è dei cittadini, di chi stringe la cinghia sempre di più ogni giorno per raggiungere la fine del mese?

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Kimbo: il lato amaro dell'espresso. Rilancio, ma la famiglia è divisa

di Armando Brianese

Dimissioni «forzate» per Michele Rubino. L'ad Mazzuoccolo: «L'azienda ha grandi potenzialità»

NAPOLI - Più che una crisi è stato un ripiegamento su posizioni consolidate. Senza conti in rosso nè debiti. Però l'appannamento di Caffè Kimbo, marca di punta della napoletana Cafè do Brasil, secondo produttore nazionale dopo Lavazza, è bastato a incrinare l'unità di vedute della famiglia che ne è proprietaria da mezzo secolo. I cugini Rubino si sono posti il problema del rilancio del loro espresso, divenuto simbolo del caffè partenopeo grazie agli spot con Gigi Proietti e Pippo Baudo. Ma, come a volte capita nelle dinastie del capitalismo, non sono riusciti a trovare una soluzione che accontentasse tutti. Perché il piano di rilancio avrebbe dovuto tagliare di netto con la tradizione per portare il marchio simbolo del caffè napoletano ben oltre i confini della Campania. E perché il progetto disegnato da un manager esterno avrebbe finito per mettere in discussione la vecchia gestione famigliare.  Tanto da convincere, alla fine, gli otto eredi dei tre fondatori (i fratelli Francesco, Gerardo ed Elio) a fare il classico passo indietro. Ma non senza traumi. Traumi Le divergenze hanno portato alle di missioni forzate di Michele Rubino, il primogenito di Francesco che ha guidato la Cafè do Brasil per 11 anni e alla decisione, non unanime, di affidare il gruppo proprio al manager che aveva disegnato il piano di rilancio. Ora Raffaele Mazzuoccolo, 62enne con un passato in Lavazza è presidente e amministratore delegato, mentre solo tre membri su sette della famiglia azionista (Alessandra, Paola e Mario), tutti e tre rappresentanti della seconda generazione, sono rimasti in consiglio di amministrazione.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 06 Aprile 2012 08:44)

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Il turismo termale conferma i suoi dati in crescita

Ischia con il 30 per cento del PIL regionale ha un peso rilevante nell'economia, ne parliamo con Rosanna Marrazzo, albergatrice napoletana
di Armando Brianese

In un momento di crisi che non risparmia certo il turismo i numeri del comparto benessere cui è collegato il termalismo sono in controtendenza. Infatti secondo l'Associazione Italiana Centri Benessere sono 30mila le imprese legate al benessere in Italia. Di queste circa il 78 per cento si trova nelle regioni del nord. Gli esercizi nelle località termali sono circa 3800 e registrano un 4,2 per cento delle presenze alberghiere ed extralberghiere. Gli italiani spendono 21 miliardi di euro per bene e servizi legati all'igiene della persona con 4 miliardi di euro spesi nelle attività delle SPA, la metà situatenegli alberghi. L'anno scorso sono stati 1 milione gli italiani che hanno fatto vacanza legata al benessere.  A fornirci tutti questi dati è Rosanna Marrazzo, imprenditrice napoletana che l'isola la conosce bene, (nella foto in compagnia del cantante Sting) nel 1995 ha rilevato con la sua famiglia l'albergo Punta Imperatore. Una passione la sua ed una ricerca sfrenata per creare condizioni di massimo relax alla selezionata clientela che ospita nel suo complesso a 4 stelle a pochi metri dai Giardini di Poseidon nella splendida baia di Citara. "Ischia produce il 30 per cento del PIL della regione Campania ed una politica più attenta alle esigenze del territorio sarebbe auspicabile da parte di tutti gli attori istituzionali della nostra regione, bisogna andare verso i consorzi di imprese del settore per progettare meglio l'offerta turistica" - Sostiene la Marrazzo che aggiunge concludendo

Ultimo aggiornamento (Venerdì 06 Aprile 2012 08:40)

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