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Il prete agli studenti: "Perdonateci"

Don Patriciello incontra gli studenti di Ercolano.
di Valentina Ferrante
“Dobbiamo vergognarci e chiedervi perdono in ginocchio”. Queste sono le parole che Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano in prima linea nella lotta contro roghi tossici e devastazione ambientale nelle province di Napoli e Caserta, ha rivolto agli alunni dell’ Istituto Superiore Tilgher di Ercolano, durante un incontro sulle problematiche ambientali e sulla salute dei cittadini prevalentemente campani.
Parole che fanno riflettere quelle usate da don Patriciello, più conosciuto come il prete delle “Terra dei fuochi”, ha poi proseguito dicendo: “Dio ha donato all’umanità intera questo meraviglioso giardino per coltivarlo e custodirlo come bene fondamentale per la vita, ma in 30 anni abbiamo mangiato i suoi frutti e inquinato il territorio […] siamo arrivati ad un punto di non ritorno e non possiamo aspettarci risposte dal Governo in carica, ma possiamo sfruttare il fatto di esserci ormai resi conto della disastrosa situazione in cui ci troviamo”. Don Patriciello non può fare a meno di sottolineare anche gli incredibili aumenti di casi di persone malate di cancro, spesso anche bambini, numeri che dovrebbero tener svegli la notte i cittadini e i nostri governanti.
Il prete incontrerà martedì prossimo a Roma i ministri Alfano e De Girolamo, ha poi aggiunto. “ Non possiamo più nasconderci dietro ad un dito, non possiamo dire che non ci sono i mezzi per fermare questa ondata di veleni, non spetta a noi! A me, come a voi, spetta di continuare questa lotta per portare avanti il nostro grido e dargli sempre più voce”.

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 10:24)

 

DON LUIGI CIOTTI A CESA PER RICORDARE GENNARO DE ANGELIS L’AGENTE UCCISO PER VOLERE DI CUTOLO NELL’82. GUARDA IL VIDEO

di Rocco Sessa - Don Luigi Ciotti a Cesa per ricordare Gennaro De Angelis l’agente penitenziario ucciso nel 1982 dalla camorra. “Ricordare Gennaro De Angelis – spiega il presidente di Libera ai giovani presenti alla commemorazione -  vuol dire ricordare a tutti noi cosa è il coraggio”. Gennaro era in servizio presso il carcere di Poggioreale negli anni 80, fu proprio il suo rifiuto di piegarsi alle richieste della “nuova camorra organizzata” di Raffaele Cutolo che imperava nel penitenziario, come è emerso anche dalle indagini, a condannarlo a morte il 15 ottobre 1982. La manifestazione "Tra Impegno e Memoria" è stata organizzata da Libera, Comitato Don Diana, Cooperativa “Carla Laudante”, Coordinamento familiari vittime innocenti, Fondazione Polis, in collaborazione con le associazioni locali “Pro Loco”, “Labor Mentis”, Interforze “Vinci”, “Cesa Rinasce” e “Attiviamocinsieme”.

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Ottobre 2013 11:02)

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Roghi di rifiuti nella provincia di Napoli

La gente è stanca, domani 20 settembre ci sarà un convegno per discutere di questo fenomeno

 

di Biagio Mellone

"Vogliamo vivere" questo è il titolo del convegno che si terrà domani 20 settembre alle ore 20 nella chiesa del Parco Verde di Caivano. Il tema trattato sarà quello dei roghi di rifiuti che emettono fumi tossici per la salute umana, un fenomeno molto diffuso nel napoletano ed anche nel casertano. A questo convegno interverranno l'ing. Albo, il dott. Marfella oncologo del Pascale di Napoli e il vescovo della diocesi di Aversa, il monsignor Spinillo.

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:46)

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Corteo contro l'inceneritore di Giugliano

In prima linea Padre Zanotelli e don Maurizio Patriciello

GIUGLIANO – Una marcia di protesta, lo scorso martedì 8 ottobre, ribadisce l'opposizione di movimenti e comitati territoriali all'inceneritore di Giugliano. Il corteo, partito dalla Stazione di Aversa nel pomeriggio, è terminato in serata a Giugliano in Piazza Annunziata. I manifestanti hanno percorso i circa 10 km sotto una pioggia battente. I comitati si oppongono al bando di gara pubblicato ad agosto a firma del commissario straordinario Carotenuto, che individua Giugliano come sito per un impianto di incenerimento, come stabilito dalla legge 123 del 2008 e dal piano regionale dei rifiuti che prevedono nuovi inceneritori oltre a quello già attivo ad Acerra. I costi dell'appalto si aggirano intorno ai 450 milioni di euro e l'impianto sarà ultimato nel giro di 3 anni. In base a quanto previsto dal bando di gara, i cantieri dovrebbero aprire entro dicembre. Nel circondario di Giugliano, ricordano i manifestanti, sono disseminate 45 discariche abusive (tra cui la famigerata "Resit"), e peraltro si tratta di uno dei comuni dell'hinterland napoletanto maggiormente funestato dai roghi tossici. L'incidenza di patologie tumorali tra la popolazione è arrivata ben oltre i livelli di guardia, come ha evidenziato anche la Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti della scorsa legislatura. Ad aprire la manifestazione c’erano il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, il sindaco di Aversa e gli immancabili sostenitori della battaglia Don Maurizio Patriciello e Padre Alex Zanotelli che ha chiuso la manifestazione con il suo discorso in Piazza Annunziata sottolineando l’importanza della bonifica ambientale non solo per la salute dell’uomo ma anche per la possibilità di sbocchi occupazionali. “Di fronte ad una popolazione falcidiata dai tumori”, dice Don Patriciello, “spendere centinaia di milioni di fondi pubblici per la costruzione dell'inceneritore e per gli incentivi Cip 6, invece di utilizzare gli stessi soldi per le bonifiche e per i piani di monitoraggio dei roghi tossici, costituisce un affronto che difficilmente i cittadini potranno digerire”. I comitati di protesta hanno chiesto la revoca del bando, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati dagli sversamenti illeciti avvenuti negli anni passati.

 

Non si ferma ad un posto di blocco ed investe un pedone

Un giovane casandrinese semina il panico con la sua smart

 

di Biagio Mellone

E' successo a Melito di Napoli, i carabinieri della caserma locale insieme a colleghi della compagnia operativa del battaglione campania hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, G. C., 28 anni, residente a Casandrino in via de Gasperi, già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è stato notato sul corso Europa mentre era alla guida di una smart.

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:45)

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Ponticelli: rom rischia il linciaggio per un equivoco

Furgone di un 22enne rom viene colpito da un sasso e lui incolpa un ragazzino di passaggio con in braccio la cuginetta.
di Valentina Ferrante
La situazione poteva degenerare trasformandosi in un linciaggio per il 22enne nomade che insieme al suo fratellino stavano raccogliendo rifiuti nei pressi di via dei Bronzi di Riace, nel lotto zero a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, zona che ospita un  grande campo rom. Mentre i due nomadi erano intenti a raccogliere spazzatura qualcuno ha lanciato una pietra colpendo il furgone dei due. Il rom ha pensato che l’autore del gesto fosse stato un ragazzino che passava di lì in quello stesso momento e che aveva in braccio la sua nipotina di due anni. Quando il rom gli si è avvicinato, il ragazzo impaurito ha creduto volesse rapire la piccola e ha iniziato ad urlare attirando così l’attenzione di un gruppo di residenti.
Immediatamente il giovane rom è stato assalito, testimonianze raccontano di schiaffi e calci; spaventato il 22enne si è subito rifugiato nel furgone insieme al fratello ed è scappato via. I Carabinieri hanno iniziato subito le indagini su quanto accaduto, riuscendo ad identificare il veicolo su via Argine. Il rom è stato fermato e a quel punto ha dovuto rispondere alle domande dei militari, spiegando loro la dinamica dei fatti.
L’episodio riporta alla questione della sempre più difficile convivenza tra la popolazione di Ponticelli e il campo rom, come ha poi precisato il leader regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: “ La convivenza con i nomadi si sta facendo sempre più sofferta, soprattutto per la paura dei residenti che temono gli vengano rapiti i bambini. Non è infatti la prima volta che gli abitanti di Ponticelli lamentano tentativi di rapimenti da parte dei rom”.
 

EMERGENZA LAVORO: IN ARRIVO ANCHE TAGLI PER AUCHAN

A rischio i dipendenti dei centri commerciali di via Argine - Ponticelli, Nola e Giugliano
di ROSALIA GIGLIANO

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Interrogazione Parlamentare sulla Circumvesuviana

Primo firmatario il grillino Luigi Di Maio, che ha denunciato anche l'incidente di Saviano di mercoledì

ROMA - Il deputato grillino Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, ha presentato come primo firmatario un’interrogazione a risposta scritta sulla Circumvesuviana al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. Con questa mozione il parlamentare ha inteso denunciare la situazione di grave disagio in cui versa l'importante servizio di trasporto ferroviario della provincia di Napoli. La Circumvesuviana rappresenta per molti cittadini della Provincia l’unico mezzo, o comunque il più accessibile per i loro mezzi, per raggiungere il centro cittadino. Per effetto di un ingente buco di bilancio, da più di un anno ormai si assiste ad uno stillicidio quotidiano di disservizi, treni soppressi senza preavviso, ritardi ingiustificati, condizioni di grave sovraffollamento dei vagoni, e come se non bastasse, maggiorazioni ingiustificate nei prezzi dei biglietti. Nell'interrogazione viene evidenziato anche il caso dell’incendio scoppiato mercoledì sera intorno alle 18.30 su un treno della Circumvesuviana diretto a Nola, vicino alla stazione di Saviano. Le fiamme sono state fronteggiate inizialmente con gli estintori dal capotreno e dal personale di bordo. Successivamente, si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Nella circostanza, fortunatamente, non ci sono stati feriti. Nell'interrogazione si chiede quindi "quali siano le informazioni in possesso del ministro interrogato circa l'incidente verificatosi il 18 settembre" e "quali provvedimenti intenda assumere il Governo per fornire risposte a cittadini e lavoratori su una situazione che non solo impoverisce la qualità della vita degli utenti della linea circumvesuviana, ma che rappresenta anche un pericolo per la pubblica incolumità".

 

Napoli. Scontri in piazza Matteotti per la protesta dei lavoratori dei consorzi regionali di bacino

Dopo la protesta presso l'inceneritore di Acerra (leggi l'articolo) di ieri oggi i lavoratori dei consorzi regionali di bacino sono passati a bloccare il traffico e a protestare a piazza Matteotti a Napoli nei pressi della provincia di Napoli. Vi sono stati anche momenti di forte tensione con le forze di polizia in tenuta antisommossa. In particolare un gruppo di manifestanti ha bloccato un autobus di linea mettendosi sotto il mezzo e scaraventato i cassonetti dell'immondizia per starda Uno dei manifestanti e riuscito ad entrare nella sede della Provincia minacciando di lanciarsi dal balcone di uno degli uffici dell'ente. I manifestanti esasperati dalla mancanza di stipendio e dalle trattative interistituzionali bloccate hanno accusato i vari organi istituzionali di averli abbandonati nella disperazione piu' totale.

Ultimo aggiornamento (Martedì 24 Settembre 2013 18:37)

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Delitto Simonetta Lamberti. Il killer cutoliano si pente e confessa l' omicidio della bambina dopo 31 anni.

Verdi Ecologisti e Don Manganiello: " come si può chiedere di ridurre il 41 bis al boss sanguinario Raffaele Cutolo protagonista di tanti assassinii sanguinari anche di innocenti e bambini?
Cava, delitto Simonetta Lamberti. Il killer cutoliano si pente e confessa l' omicidio della bambina dopo 31 anni. Verdi Ecologisti e Don Manganiello: " come si può chiedere di ridurre il 41 bis al boss sanguinario Raffaele Cutolo protagonista di tanti assassinii sanguinari anche di innocenti e bambini? Sarà il gup Sergio De Luca, il prossimo 9 ottobre, a valutare la posizione di Antonio Pignataro, il pentito che si è auto accusato di aver partecipato all’agguato nel quale morì la piccola Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni. Per il sostituto procuratore dell’Antimafia, Vincenzo Montemurro, al momento è lui l’unico indagato per il quale ha chiesto il rinvio a giudizio, 31 anni dopo l’efferato omicidio della figlia undicenne del procuratore Alfonso Lamberti. Originario di Nocera, 55 anni, Pignataro faceva parte allora del gruppo cutoliano della camorra nell’agro nocerino-sarnese.

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