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Cronaca

Chiede aiuto su Facebook, il padre la picchia

Appello disperato sul social network dopo l’ennesimo pestaggio.
di Valentina Ferrante
Pubblica una disperata richiesta d’aiuto su Facebook, dopo l’ennesimo pestaggio che il padre, un uomo di 51 anni, aveva inferto a lei e alla madre. Succede ad Afragola,  lui, il padre Giuseppe P. rompe il naso alla figlia infuriato dopo essersi accorto dell’appello fatto pubblicamente sul social network. Le due donne decidono allora di scappare e chiedere aiuto ai loro parenti, rifugiandosi nell’androne del palazzo dove questi abitavano, ma lui le insegue e raggiunge a bordo della sua Smart e in preda alla follia tenta più volte di investire i presenti fino a quando ad essere travolta dall’auto è la sorella della moglie, che resta esanime sull’asfalto fino all’arrivo del 118; alla donna trasportata in ospedale, viene riscontrato un trauma cranico, ma nonostante questo decide di lasciare la struttura dove era stata ricoverata.
Il cognato, invece, dopo essersi barricato nel suo appartamento minacciando il suicidio, è stato arrestato dagli agenti della polizia municipale e trasferito nel carcere di Poggioreale su richiesta del Pm di turno con l’accusa di tentato omicidio. Secondo quanto poi accertato dai vigili al comando del maggiore Luigi Maiello, il 51enne sottoponeva ripetutamente moglie e figlia a continui maltrattamenti, provocando loro gravi lesione in diverse occasioni.
 

Minaccia il padre per avere dei soldi

Nei guai, un 33enne di Caivano

 

di Biagio Mellone

Tenta di estorcere denaro al padre minacciandolo con una pistola. L'uomo, un 33enne di Caivano, è stato subito bloccato nella sua abitazione dai carabinieri, guidati dal tenente Giovanni Palermo, dopo aver minacciato il padre per l'ennesima volta, tentandoli di estorcergli solamente 100 euro.

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:55)

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Acerra, allarme in una scuola primaria

Trovati materiali contenenti amianto durante un ispezione

 

di Biagio Mellone

In seguito ad un sopralluogo, effettuato dal personale dell'ufficio ambiente del Comune di Acerra il 18 aprile scorso, è stato trovato amianto nella scuola primaria "Carlo Petrella" situata in via Diaz; ritenuto giustamente un pericolo per la salute degli alunni, il Comune si sta adoperando per rimuoverlo. L'intervento delle autorità, avvenuto sotto la sollecitazione di alcuni cittadini, ha portato alla luce due serbatoi di eternit, materiale ritenuto pericoloso non solo per i bambini ma per l'uomo in generale.

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:54)

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Terremoto di magnitudo 4.9. Gente per le strade a Napoli e provincia, tanta paura ai piani alti.

Tanta paura, gente in strada e qualche danno soprattutto ad alcune chiese del Casertano. Alle 18.08 la terra ha tremato tra le province di Caserta e Benevento, nella zona a ridosso del Matese, seminando il panico però anche in pieno centro a Napoli dove il terremoto si è avvertito distintamente essendo stato un evento superficiale, a 10,5 chilometri di profondità: in tanti, ai piani alti, hanno pensato con terrore al Vesuvio o a una riedizione del terribile sisma del novembre '80 che colpì la Campania e la Basilicata. Il sisma ha avuto una magnitudo di 4.9 ed è stato preceduto poco prima da un'altra scossa di magnitudo 2.7. I comuni più vicini all'epicentro sono stati Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico in provincia di Caserta e Cusano Mutri in quella di Benevento. Il Presidente del Consiglio Letta ha seguito l'evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione civile. Muri e lampadari hanno 'ballato', mentre nel Vesuviano chi abita ai piani alti ha visto cadere l'albero di Natale a terra. Verifiche e sopralluoghi attivati subito dopo il sisma hanno consentito di accertare che i danni sono stati abbastanza limitati, in particolare concentrati in alcune chiese di Piedimonte Matese (dove si è registrata anche la caduta di alcuni cornicioni), Alife e San Gregorio Matese.

Ultimo aggiornamento (Domenica 29 Dicembre 2013 22:36)

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Tra moglie e marito, il triangolo è servito

Il triangolo spezzato dalla gelosia.
di Valentina Ferrante
Che questa sia l’era degli accordi scritti, l’era della diffidenza “per cui io mi tutelo” lo si sapeva già, ma che addirittura si potesse firmare una scrittura privata, un patto, in cui i protagonisti della vicenda: lei, la moglie, lui, il marito e l’altro lui, l’amante, hanno sostenuto e accettato questo: “ Accetto la situazione”. Succede a Casoria, nel napoletano, dove i tre hanno suggellato il loro patto lasciando che la donna divisa tra due “amori” si prendesse tutto il tempo necessario per decidere quale delle due storie vivere. Tutto è andato bene, fino a quando la gelosia non ha fatto capolino e nel loro accordo sono entrati a farne parte anche calci e pugni. La shakespeariana storia è stata raccontata anche dal quotidiano Il Mattino. Lei, 29 anni, durante i primi giorni dell’ insolita “alleanza” ha potuto chiamare indisturbata il suo amante, meccanico più giovane di dieci anni, senza più essere costretta a chiamarlo Annamaria, con il marito consapevole della situazione. Tutto tranquillo, fino al giorno di Natale, quando qualcosa è andato storto: sembra che il marito non sia riuscito a sopportare l’ennesima telefonata fatta al suo “legittimo rivale” e dopo dieci minuti di carinerie telefoniche abbia cominciato ad offendere prendendo a  schiaffi la sua consorte, la fedigrafa scappando via è stata oltretutto difesa dal figlio 14enne, che ha accusato il padre di esser venuto meno ai patti scatenando ulteriormente l’ira dell’uomo che ha deciso di picchiare anche lui.
La strana storia non finisce qui, la donna riuscita a divincolarsi dalle grinfie del marito, fugge dal suo amato, quello giovane, raccontandogli dell’ accaduto e come in ogni dramma che si rispetti, arriva la sorpresa: l’ Otello nostrano, si materializza ripetendo la scena delle botte. L’ epilogo della storia vede la moglie finire in ospedale con 15 giorni di prognosi, trasformando il loro patto d’amore in un esposto denuncia. Stavolta non si può davvero dire “ e vissero felici e contenti”.
 

Il ricordo di Giuseppe Veropalumbo, ucciso per sbaglio a Capodanno 2007

Torre Annunziata ricorda l’operaio che morì per sbaglio con un proiettile vagante l’ultima notte dell’anno.
di Valentina Ferrante
Fu ucciso dalla follia criminale. Morto per mano di un “pazzo” che preferì un’arma da fuoco ai peraltro pericolosissimi petardi di Capodanno. Una pallottola vagante. Una sola bastò a strappare di colpo la vita al giovane operaio di Torre Annunziata. Giuseppe Veropalumbo fu ucciso nella notte dell’ultimo dell’anno, senza riuscire a salutare il 2008; il suo cuore smise di battere mezz’ora prima della mezzanotte del 31 dicembre, colpito al fianco mentre si trovava seduto nella sala da pranzo della sua abitazione al nono piano di corso Vittorio Emanuele III. Il colpo, entrato attraverso il vetro degli infissi del balcone, gli si conficcò nella parte bassa della schiena fermandosi all’altezza dei polmoni. Gravi lesioni e asfissia polmonare, queste furono le cause a determinare il decesso di un uomo che non aveva mai avuto guai con la giustizia. Lasciava una moglie, Carmela, e una bimba, che all’epoca aveva appena nove mesi.
Oggi la città di Torre Annunziata ha voluto ricordare l’operaio trentenne; si tratterà di una giornata all’insegna dei valori e dello sport con la partecipazione di tanti giovani. Questo il senso del Memorial, giunto alla quinta edizione, che porta il nome del giovane oggi allo stadio Giraud.
L’iniziativa è stata promossa dal sindaco e dall’amministrazione locale e gode del beneplacito della vedova, Carmela Sermino, e degli altri familiari.
“La manifestazione di oggi- sottolinea la Sermino- vuole richiamare l’attenzione di tutti sull’aspetto educativo. Come adulti abbiamo il dovere di offrire ai nostri ragazzi esempi positivi. Lo sport è lo strumento più adatto per trasmettere i valori del rispetto delle regole, della convivenza pacifica e della non violenza”.
Tra le organizzazioni che hanno aderito al Memorial il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, presieduto da Alfredo Avella, alcuni componenti della squadra dell’associazione Libera contro le mafie e la Fondazione “Silvia Ruotolo”.
 

Confermato l'arresto del funzionario coinvolto nella tangente sulla raccolta dei rifiuti

Gli avvocati difensori giudicano inutilizzabili gli indizi raccolti per la custodia cautelare

SANT'ANASTASIA – Confermata dal tribunale del Riesame l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Luigi Terracciano, l’ex funzionario del Comune arrestato il 18 dicembre scorso per “tentata concussione per induzione”. L'arresto del funzionario, cui erano state affidate negli ultimi tempi le responsabilità di ragioneria e ufficio tecnico, seguì quello del sindaco Carmine Esposito, accusato di aver preso una tangente di 15mila euro dal titolare della GPN, ditta che si è aggiudicata l'appalto per la raccolta dei rifiuti. La differenza tra le due posizioni penali sta nel fatto che il dirigente Terracciano non ha mai intascato la somma chiesta, a differenza del Primo Cittadino fermato dai Carabinieri in fragranza di reato, con la somma di 15mila euro presenti nella propria vettura. Gli inquirenti riferiscono che avrebbero tra le mani intercettazioni ambientali con le pressioni effettuate dal funzionario sull'imprenditore. Sulla tesi della tentata concussione concordano dunque anche i giudici del Riesame che hanno confermato quanto era stato già deciso dal Gip 20 giorni fa. Nel corso dell’udienza di martedì gli avvocati della difesa, Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio, avevano depositato una dettagliata memoria, professando l'inutilizzabilità degli indizi raccolti, cioè le registrazioni realizzate dallo stesso imprenditore che ha denunciato prima il dirigente e poi l'ex sindaco. Il titolare della ditta si recò a sporgere denuncia dai carabinieri il 9 dicembre scorso, sostenendo che già un mese prima il dirigente Terracciano gli aveva chiesto una «mazzetta» sull'appalto per «farlo lavorare in pace». Da quel momento in poi registrerà i colloqui con il funzionario, gli stessi che i suoi legali giudicano inammissibili come prove del reato. Gli avvocati hanno già annunciato la volontà di ricorrere in Cassazione dopo che saranno, tra 20 giorni, depositate dal Tribunale del Riesame le motivazioni della decisione di confermare la custodia cautelare.

 

Crispano si differenzia...

E' stato inaugurato un nuovo servizio raccolta degli oli esausti

 

di Biagio Mellone

A Crispano la differenziata fa passi da gigante e continua a pieno ritmo, rispettando gli standard europei, infatti pochi giorni or sono, è stato inaugurato il nuovo servizio raccolta degli oli esausti, ovviamente di provenienza domestica, stiamo parlando di oli ad uso alimentare, oltre che industriale. Il compito è stato affidato alla ditta Papa srl, situata in via Carlo della Gatta di Napoli.

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:53)

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Contrabbando di sigarette a Frattaminore, due fratelli denunciati dai carabinieri

La crisi, il costo delle sigarette alle stelle e l'aumento delle tasse sul tabacco, stanno favorendo i nuovi contrabbandieri

 

di Biagio Mellone

Durante un giro di perlustrazione, da parte di una pattuglia dei carabinieri di Frattamaggiore, agli ordini dei maresciallo Antonio Femiano, è stato individuato uno dei punti di vendita più fiorente del contrabbando di sigarette locale. I carabinieri che si trovavano a pattugliare la zona nei pressi di via Roma, al fine di fare da deterrente contro la criminalità organizzata, sono passati di fronte al luogo dove venivano smerciate le sigarette illegali. Alla vista dei militari i due fratelli contrabbandieri si sono dati alle gambe ma inutile è stata la loro fuga, siccome sono stati subito sopragiunti dai carabinieri che li hanno fermati e portati in caserma per identificarli. I due trafficanti, già noti alle forze dell'ordine, sono stati poi denunciati dalle stesse autorità e sono in attesa di processo; come si sa, la giustizia italiana va per le lunghe.

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2014 23:53)

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Il bosco di Portici riapre

Alla presenza del sindaco Marrone, i porticesi si “riprendono” il bosco.
di Valentina Ferrante
Dopo petizioni popolari e flash mob e mille difficoltà, è stato riaperto dalla Provincia il Bosco di Portici. La cerimonia di apertura si è svolta sabato 14 dicembre alle 9:30 nello storico e celebre polmone verde vesuviano, alla presenza del Sindaco di Portici Nicola Marrone e dell’assessore provinciale Massimo Lanfranco. “Possiamo finalmente ritenerci soddisfatti, - dichiarano Franco Santomartino,  capogruppo dei Verdi al comune di Portici e il membro dell’esecutivo nazionale del “Sole che Ride” Francesco Emilio Borrelli- abbiamo combattuto a lungo per ottenere la riapertura del Bosco con varie iniziative: flash mob, petizione, marce, biciclettate e notti bianche. Oggi possiamo quindi festeggiare una grande vittoria del popolo ambientalista ottenuta con l’aiuto di tanti comitati e associazioni e infine, ma non ultimi, migliaia di cittadini”.
Anche il Consigliere Provinciale e Sindaco di San Giorgio a Cremano, Mimmo Giorgiano, si dichiara soddisfatto. “Appena mi sono insediato in Provincia, quello del Bosco di Portici è stato subito uno dei primi problemi per cui mi sono impegnato di affrontare. Insieme al Sindaco Marrone, abbiamo realizzato anche un evento pubblico per ottenere la riapertura di questo sito che serve un vasto comprensorio che va da San Giovanni a Teduccio fino a San Giorgio ed Ercolano”.
 

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