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Ritorna il cinema muto!

In scena a Pordenone la 30^. edizione delle Giornate del Cinema Muto

di Roberta Valeriani

In foto una scena del film The White Shadow di Graham Cutts, considerato un ‘Hitchcock riscoperto’.

Livio Jacob (regista, produttore), e David Robinson (Dal 1997 Direttore delle Giornate del cinema muto di Pordenone) riferiscono, in un reportage, che: “Siamo dunque arrivati alla trentesima edizione delle Giornate del Cinema Muto, un traguardo che certo non immaginavamo nel settembre del 1982 quando, con il sostegno della Provincia, del Comune di Pordenone e della Regione, organizzammo una rassegna di tre giorni destinata a un piccolo gruppo di amici. La star di quella prima edizione era Max Linder ed è con un pizzico di nostalgia che riportiamo quest’anno sullo schermo del Verdi alcuni dei comprimari di allora – da Cretinetti e Polidor a Charlot che ammireremo in The Circus con partitura orchestrale dal vivo e in due cortometraggi Mutual accompagnati dall’eccellente gruppo musicale friulano degli SpilimBrass. Il film inaugurale è stato La Nuova Babilonia di Kozintsev e Trauberg, con il restauro della geniale ma difficile partitura di Shostakovich, innalzata a nuove vette da Mark Fitz-Gerald che ha diretto anche la prima esecuzione in concerto della partitura scritta da Shostakovich per un finale più lungo, concepito e mai realizzato. Mentre concluderemo il festival con la ripresentazione della maestosa partitura scritta da Carl Davis per The Wind, che avevamo ascoltato per la prima volta a Pordenone nel 1986. Maud Nelissen eseguirà il suo accompagnamento per quartetto a Il cappotto di Kozintsev e Trauberg; Touve Ratovondrahety si esibirà per El Dorado di Marcel L’Herbier in una trascrizione per pianoforte della musica originale per orchestra, raramente eseguita, del giovane Marius-François Gaillard. Per ‘A colpi di note’, l’ormai tradizionale appuntamento della domenica pomeriggio, le piccole orchestre delle scuole pordenonesi hanno eseguito le musiche per una comica di Buster Keaton e un cartoon di Walt Disney, mentre i nostri pianisti si sono prodotti nei consueti prodigi musicali quotidiani che caratterizzano le Giornate. Quest’anno Pordenone è ricchissima di scoperte, la più sensazionale delle quali è certamente rappresentata dalla ricomparsa, dopo circa 115 anni, di uno dei primi film a soggetto girati in Gran Bretagna (e uno dei primi nel mondo intero), The Soldier’s Courtship di Robert Paul (1896). Noto finora solo grazie ad alcuni fotogrammi superstiti e a un estratto di flip-book, il film è stato ritrovato dalla Cineteca Nazionale di Roma e verrà svelato, quasi completo e meticolosamente restaurato, nel corso delle Giornate. Ma vedremo anche Greta Garbo baciare Lars Hansen (il coprotagonista di Il vento) in un breve frammento dell’ancora perduto The Divine Woman. E tra le numerose riscoperte italiane segnaliamo Santarellina di Mario Caserini, celebrato come primo esempio di commedia sofisticata italiana. È stato trovato di recente anche un rullo imbibito con inquadrature ‘perdute’ di La grande ruota di Kozintsev e Trauberg – un film che l’accanimento della censura e le ingiurie del tempo hanno ridotto di metà della lunghezza originale. L’unico provino superstite conosciuto del cinema muto sovietico riguarda il ruolo femminile principale per La Nuova Babilonia. La diciassettenne candidata, Raisa Garshnek, non ottenne la parte, ma ora, a 101 anni di età, è felice che la sua apparizione di un minuto venga proiettata in prima assoluta sullo schermo del Verdi. La prima serie di cartoni animati di Walt Disney, quelli della serie Laugh-O-grams, vengono presentati nella versione più completa mai proiettata finora, che comprende due cartoon ritenuti fino a oggi perduti e un terzo di cui si ignorava persino che fosse stato prodotto. Due i programmi dedicati ai pionieri delle Anime giapponesi che ci fanno scoprire altri grandi cartoonist mai approdati sugli schermi occidentali. È stata ritrovata, a cent’anni esatti dalla realizzazione, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, in una copia pressoché perfetta, la prima versione cinematografica di David Copperfield, che costituisce l’elemento centrale di un omaggio agli straordinari esiti ottenuti in campo narrativo, intorno al 1910, dalla Thanhouser Company (e rappresenta altresì un invitante anticipazione dell’omaggio che le Giornate dedicheranno l’anno prossimo al bicentenario dickensiano). Tra le nostre riscoperte, quella che ha ricevuto il maggior risalto sul piano internazionale riguarda i tre rulli superstiti di The White Shadow di Graham Cutts, ritrovati dal New Zealand Film Archive, ‘rimpatriati’ (anche se in realtà si tratta di una produzione britannica) e restaurati dalla National Film Preservation Foundation americana. Prima ancora di essere proiettato, questo film è stato definito un ‘Hitchcock riscoperto’. Infatti Alfred – che era all’epoca un ventitreenne traboccante di entusiasmo – vi collaborò come assistente alla regia, cosceneggiatore e costumista, recando in generale – a quanto sembra – un contributo così rilevante che dopo il film successivo Cutts chiese che gli togliessero di torno quel molesto impiccione. L’intero festival scruterà con ansia lo schermo nella speranza di scorgere la mano del futuro maestro. Le Voyage dans la lune di Georges Méliès non si può certo definire una novità; ma questo capolavoro viene presentato come mai si era potuto ammirare in precedenza, nella copia originale colorata a mano ritrovata dalla Filmoteca de Catalunya e restaurata con un lavoro decennale i cui costi senza precedenti sono stati sostenuti, nelle ultime fasi, dalle fondazioni Gan e Technicolor. Serge Bromberg e Eric Lange, i creatori della Lobster Films, che hanno avviato il progetto seguendone poi lo sviluppo, terranno la Jonathan Dennis Memorial Lecture 2011. Non potevamo rinunciare a celebrare l’Italia, nella doppia ricorrenza della nostra trentesima edizione e del centocinquantesimo anniversario dell’Unità: ne è scaturita una selezione di vecchie conferme e nuove scoperte, imperniata su alcune delle figure che ci sono più care – Francesca Bertini, Pina Menichelli, Febo Mari, Gigetta Morano – ma tesa anche a celebrare alcuni anonimi maestri dei primi anni della Cines. “Shostakovich & FEKS” indaga i rapporti tra la fluviale produzione per il cinema del compositore e il gruppo di esuberanti giovanotti che nel 1922 fondarono la Fabbrica dell’attore eccentrico (FEKS) e poi, cresciuti, divennero registi di grande rilievo internazionale, mentre ‘Kertész prima di Curtiz’ offre una sintetica antologia della vasta produzione realizzata dal regista nella natia Ungheria e in Austria prima di emigrare a Hollywood di cui sarebbe diventato, con il nome di Michael Curtiz, uno dei registi più longevi. Sulla scia della scoperta, presentata l’anno scorso, di Mikhail Kalatozov e del dimenticato Lev Push, presentiamo un’ulteriore selezione di film della Georgia sovietica, in cui compaiono due titoli che completano la rassegna dell’opera tragicamente stroncata di Push. Alcuni programmi di documentari commemorano la corsa internazionale al Polo Sud che esplose tra il 1910 e il 1912, mentre tre western eccezionali – The Lady of the Dugout, Mantrap e Salomy Jane – saranno proiettati in omaggio alla nuova uscita in DVD della serie Treasures from American Film Archives, prodotta dalla National Film Preservation Foundation e dedicata al genere cinematografico americano per eccellenza. Passiamo poi ai consueti appuntamenti: la terza selezione annuale del ‘Canone rivisitato’; ‘Riscoperte e restauri’, che comprende Das Spreewaldmädel, la parte conclusiva del progetto Steinhoff; The Canadian di William Beaudine, presentato per le analogie della trama con quella di Il vento; i ‘Ritratti’, costituiti da nuovi documentari su cineasti dell’epoca del muto; e infine ‘Muti del XXI secolo’, in cui giovani cineasti contemporanei si cimentano con il linguaggio del cinema delle origini. I nostri musicisti si esibiranno quotidianamente insieme a due pianisti ospiti di grande talento nelle Pordenone Masterclass che si segnalano come un interessante e approfondito esercizio di interpretazione cinematografica. Il Collegium porta a Pordenone dodici nuovi giovani studiosi appassionati di cinema muto; a uno dei collegians del 2010 sarà attribuito l’annuale premio della Banca Popolare FriulAdria per il miglior saggio. Il Collegium dedicherà una lezione alla presentazione del progetto Davide Turconi, rendendo così anche omaggio, nel centenario della nascita, al grande studioso e primo direttore delle Giornate. Quest’anno siamo senz’altro orgogliosi di un festival che non reca i segni delle restrizioni economiche inflitte alla cultura: di questo siamo profondamente grati ai nostri ospiti che con generosità affrontano una parte delle spese del festival. Se la nostra trentesima edizione si distingue per la ricca varietà delle proposte, il merito infatti non va a noi organizzatori, ma ai nostri indispensabili amici e sostenitori: gli archivi cinematografici di tutto il mondo che hanno generosamente condiviso i frutti delle loro ricerche e i film stessi, rendendo così possibile il festival, e accanto a loro i curatori delle tante sezioni e gli autori dei contributi raccolti in questo catalogo. Fra gli archivi che ci sostengono, sicuramente merita una menzione speciale l’EYE Film Institute di Amsterdam, la cui collezione Jean Desmet è stata inserita nel programma ‘Memoria del mondo’ dall’UNESCO. È la prima collezione cui viene attribuito questo riconoscimento: inutile dire che fra le scoperte del 2011 gli ospiti potranno ammirare molti film Desmet”.

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 03 Ottobre 2011 19:22)

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