di Dario Cerbone - In una Los Angeles  ambientata in un futuro non lontano, Theodore (Joaquin Phoenix) scrive lettere personali per persone che glielo richiedono. È un uomo solo, prossimo al divorzio,  fino a quando, casualmente, decide di acquistare un avanzato sistema informatico, il cui compito consiste nel soddisfare le esigenze dell'utente.  Il nome del sistema è Samantha (a cui Scarlett Johansson, che peraltro non compare mai nel film, presta la sua sensuale voce). Tra i due nascerà dapprima una forte complicità che successivamente sboccerà in un vero e proprio Amore.
Nella direzione di Her, il regista Spike Jonze tocca uno dei temi più  attuali e scottanti,  quello della solitudine che,  in un'epoca in cui il costante utilizzo del virtuale dovrebbe favorire i rapporti umani, ebbene questi ultimi vengono sostanzialmente a mancare, facendoci perdere il confine (sempre più labile) tra realtà e fantasia. La stessa distinzione a cui dovrá far fronte Theodor che, innamoratosi di Samantha, gioverà di un miglioramento del suo  stato d'animo,  palesato non solo tramite  la stupenda e indovinata colonna sonora, ma soprattutto dallo scenario di Los Angeles che, magicamente, si "colora".
Her si presenta come molto più di una commedia sentimentale. Her è un opera che,  attraverso le prove attoriali- su tutte quella di Joaquin Phoenix - la regia  elegante e la ricchezza di dettagli,  può essere considerato pienamente uno di migliori film dell'anno.  5/5