Home Cinema Intervista a Valeria Golino. La" Charlie Chaplin" del 2000

Intervista a Valeria Golino. La" Charlie Chaplin" del 2000

di Roberta Valeriani

Un'attrice per vocazione e, nel suo mestiere, un'assassina recidiva per professione. Napoletana, Valeria Golino si dichiara attrice internazionale per vocazione.
"Mio padre - spiega - era italiano, mia madre greca. Ho vissuto dieci anni a Hollywood e sono rientrata in Italia nel 1991. Jean Paul Sartre diceva "è la forza delle circostanze che muove i nostri passi". Nel mio caso è andato tutto al di là della mia volontà, o quasi".
Lavori quasi da sempre e hai una sessantina di film all'attivo. Non è poco!
"E' una buona media credo. In America mi considerano un'attrice straniera, in Italia pure. Forse perché non sono il classico tipo italiano, ho un viso che somiglia un po' a Charlie Chaplin, fatte le debite distanze con il geniale artista. Sarà per questo che mi affidano sempre parti di donne ai margini un po' indecifrabili".

Perché non esci mai la sera?
"Non amo la mondanità. Ma credo ti riferisca al titolo del mio film "Giulia non esce la sera", di Giuseppe Piccioni, dove ricopro il ruolo di una assassina che, per buona condotta, ha il permesso di lavorare fuori dal carcere, ma la sera deve rientrare in cella".

Un film in costume da bagno a quanto pare!

"Infatti sono un'insegnante di nuoto e impartisco lezioni a una bambina. Ma sarà suo padre Guido, interpretato da Valerio Mastrandrea, uno scrittore dall'indefinibile personalità, ad essere coinvolto da sentimenti inattesi. Immersi nell'elemento acqua i due si liberano da una zavorra di impedimenti". Anche nel film "Il sole nero" di Krzystof Zanussi eri un'assassina. Sei recidiva?
"Pare sia il mio destino professionale. In realtà a me piace cantare e recluderei volentieri i ruoli brillanti, anche se, in certe mie foto, ho l'aria di quella che ha i piedi a bagno in una pozzanghera".

"Giulia non esce la sera" sei però riuscita a cantare una canzone.
"Si, una canzone bellissima di Francesco Bianconi, "Piangi Roma", ma non credo che mi chiameranno a Sanremo".

Come era vivere a Hollywood?
"L'atmosfera era di grande creatività, pulsante e continua. C'era tanto da imparare. Ho conosciuto persone di notevole spessore sia professionale che umano. Jack Lemmon e Walter Matthau mi avevano introdotta negli ambienti dell'Accademy Aword, il Premio Oscar. Avevo anche fatto un provino per il film Pretty woman, che poi è stato interpretato da Julia Robert, e avevo comprato casa a Los Angeles, che ho, in seguito, venduto".

Minuta e fragile, in apparenza, la Golino è determinata quando vuole ottenere ciò che le interessa. Alla domanda se ha in programma di lavorare in teatro, pubblicità o televisione, risponde precisa:
"Teatro devo pensarci. Ho fatto uno spot pubblicitario che viene proiettato nelle scuole a sostegno dell'AIRC, per la lotta contro il cancro. Gratis naturalmente. Ognuno nel proprio ambito deve fare qualcosa a questo scopo. Televisione? Si vedrà".

Tutti sanno del tuo legame con Riccardo Scamarcio, 29 anni, l'Alain Delon del Duemila, come qualcuno lo definisce. Siete, eravate, sarete la coppia dagli incredibili occhi cerulei, di ghiaccio e dalla ribelle capigliatura a ricci tendenti all'anarchia?. Riuscite a vedervi visto che siete continuamente in luoghi diversi per impegni di lavoro?
"Ci vediamo al cinema, nel senso che io vado a vedere i suoi film e lui i miei. Incontri virtuali. E, a proposito, i suoi occhi sono verdi non azzurri".

Non sarà sempre così vero?
"Fortunatamente no, però non è facile fare coincidere i momenti di pausa. Ma è talmente bello poi ritrovarsi".

Che programmi hai per il prossimo futuro?
"Qualunque cosa sia voglio farla con consapevolezza, perché col passare del tempo si cambia senza però perdere di vista quella certa leggerezza e lievità nella quale ho vissuto serenamente sino ad oggi".

E si allontana con una massa di capelli al vento, agile e un po' misteriosa come una dea italo greca.

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