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Parlando e sparlando

Un film ‘indipendente’ del 1996 scritto e diretto da Nicole Holofcener. Con Catherine Keener, Anne Heche, Liev Schreiber, Todd Field, Allison Janney Titolo originale Walking and Talking

di Roberta Valeriani

Stordire la gente baciando, soffiando o sparlando nell’orecchio non è un’ipotesi lesiva ma un dato di fatto fisicamente nocivo e scientificamente provato.

Parlando e sparlando (Titolo originale Walking and Talking) è la storia dell’amicizia tra due donne trentenni di New York (Queens): Laura (Heche), che fa il tirocinio di psicologa terapista, sta per sposarsi con Frank (Field), ma si sente sempre più infastidita da lui e sempre più attratta da altri; Amelia (Keener) ha il complesso dell’abbandono, litiga più spesso con l’amica e perde l’amata gatta che, malata di cancro, si butta dalla finestra.

Esordiente nel lungometraggio, Nicole Holofcener della Columbia University ha impiegato 5 anni per fare questa commedia fuori dagli schemi hollywoodiani in cui i personaggi contano più dell’intrigo.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 30 Settembre 2011 13:51)

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I PROTAGONISTI DI NANO TV. L'ATTRICE CAROLINA CRESCENTINI

Ultimo aggiornamento (Venerdì 29 Luglio 2011 00:07)

 

Uno alla volta. Intervista a Gigi Proietti. Il "mattatore, novello 70enne, svela il suo sogno: Fare il regista

Gigi Proietti, l'attore romano amatissimo dal pubblico, ha da poco compiuto 70 anni e nel fare un veloce bilancio della sua vita, dice di non aver nostalgia.

di Roberta Valeriani

Di cosa non ha nostalgia? "Del passato, anzi secondo me non è vero per forza che i tempi passati siano migliori di quelli attuali".

Un desiderio mancato? "Si, svelo un piccolo segreto. Da sempre avrei voluto realizzare e fare una regia tutta mia, per questo devo affrettare i tempi".

Il popolare attore arriva alla sua bella età dopo una lunga carriera costellata di successi. Come si descrive l'attore che è in lei?  "L'attore che è in me dice che nel suo mestiere è quasi sempre obiettivo e cerca di vedere i vari spettacoli comici anche del passato, sotto l'occhio di varie generazioni, ma per esempio i film di Totò, vengono apprezzati ed amati ancora oggi da moltissimi ragazzi malgrado il passare degli anni. Ma nel sociale, nella comunicazione si sono avuti invece tantissimi cambiamenti generazionali". Parlando di comunicazione e, nello specifico, di televisione, riferendosi ai fatti mediatici di cronaca nera recenti, cosa ne pensa? "Tengo a puntualizzare che si parla di terrore e scandalo, ma così come se ne parla, subito dopo si dimentica e si esaurisce tutto in un breve istante. Quindi con la televisione non si cresce non si va avanti"

Ultimo aggiornamento (Lunedì 15 Novembre 2010 09:18)

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Riflettori puntati sul cinema italiano: dal 9 al 20 novembre si sbarca a Los Angeles

di Rita De Angelis

 

Tappeto rosso all'insegna di Hollywood, a Los Angeles dal 9 al 20 novembre , partito L'Italian Style presso l'Egyptian Theatre, l'edizione 2010 di Cinema Italian Style. A tagliare il nastro ufficiale della manifestazione, con la collaborazione dell'American Film Market, ci sarà Paolo Vinzì e Micaela Ramazzotti con il film "La prima cosa bella", con i produttori italiani del film, Medusa Film, Indiana Production, e Motorino Amaranto. A seguire Gabriele Muccino, con il Presidente di Cinecittà Luce Roberto Cicutto. In Programma tra i film: "La prima cosa bella" di Paolo Virzi; "Baciami ancora" di Gabriele Muccino, "La nostra vita" di Daniele Lucchetti, e ancora "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti; "l'Amore buio" di Antonio Capuano; "Passione" di John Tuturro; "I Malavoglia" di Pasquale Scimeca; "La doppia ora" di Giuseppe Capotondi; "Io, loro e Lara" di Carlo Verdone; e "Una sconfinata giovinezza" di Pupi Avati.  Verranno presentati anche molti corti tra i quali: "Il gioco" di Adriano Giannini, "Niente orchidee" di Leonardo e Simone Godano, "Come un soffio" di Michela Cescon, "Come si deve" di Davide Minnella, per finire con "Madre" di Valeria Golino. Tra i documentari due tra quelli di spicco, "Vittorio Gassman" di Giancarlo Scarchilli, "Ritratto di mio padre" – "Ugo Tognazzi" di Maria Sole Tognazzi. Per festeggiare la ricorrenza e i cinquanta anni del film italiano più conosciuto di tutti i tempi " La Dolce Vita " di Federico Fellini, che continua a far sognare ed incantare il pubblico di tutto il mondo, malgrado gli anni trascorsi, dalla sua prima proiezione.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Novembre 2010 07:42)

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"La Ballata del Re Capovolto" di Antonio Iavazzo sul palco di Galleria Toledo dal 2 al 7 novembre.

di Teresa Petrellese
Liberamente ispirato all'Escuriale di Michel De Ghelderode, il teatro dell'assurdo rivive ancora una volta nell'adattamento del regista napoletano e nella sua passione per il drammaturgo belga. Per la messinscena, Iavazzo si è affidato alla versatilità di Carmine Losanno, Marco Serra, Giuseppe De Nubbio, Cecilia Arzano, Vincenzo Nappi, Rosanna Pezzella, Aniello Garofalo, Francesca Saladino e Caterina Perretta. Nove attori, protagonisti di uno spettacolo complesso e istintivo, dividono la scena con i movimenti di Laura Santucci, Giovanni Greco, Matthew Totaro, Salvatore Caruso e Mariano Riccio nelle coreografie di Raffaele Lembo e della Knef Crew di Napoli. La storia è quella raccontata da De Ghelderode con sbuffi e sberleffi di corte in un palazzo in piena decadenza. In quest'atmosfera privata e grottesca, un re spagnolo del '500 scambia continuamente il suo trono col buffone Folial innamorato della regina moribonda e compie il "capovolgimento" delle parti che nel 1927 l'autore formulò come j'accuse alla società corrotta e alla precarietà dei ruoli. Repulsione, morte, amore e inquietudine sono i tratti tipici del drammaturgo belga che Antonio Iavazzo recupera con forza e risalta sapientemente nelle fantasmagorie e nell'eccesso.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 20:24)

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E dopo il ciak del cinema a Roma! Va in scena la protesta del settore audiovisivo e cinematografico

di Rita De Angelis

 

Il tappeto rosso della quinta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, giovedì sera ha avuto un inizio diverso dalle prime cinematografiche: è stato invaso da centinaia di manifestanti del mondo del cinema. Una forza inusuale a partire dagli artisti ai tecnici, che ha coinvolto il mondo dello spettacolo tutto, con un vigore ed una forza che non si erano mai visti prima in questo settore. Al posto delle star centinaia di persone in protesta. Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi delle forze dell'ordine, che per gentile concessione non sono intervenute a causa delle numerose personalità e star presenti all'evento. Aumentano si i network, mentre sono in sofferenza il cinema e la fiction, che invece di essere il al primo posto nella produzione, aimè vengono del tutto ignorati. Si tende così a non investire neppure un euro a favore della cultura, che dovrebbe essere la punta di diamante nel mondo. Ma tornando alla manifestazione, possiamo dire che tutto si è svolto in maniera, pacata e civile, ma nello stesso tempo non indifferente grazie alla direzione del Festival che ha tenuto conto, della protesta di tutti gli addetti al comparto.

Ultimo aggiornamento (Sabato 30 Ottobre 2010 09:26)

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Cinema da Cinecittà a Livorno

Al via il 5 ottobre
di Rita De Angelis
Con la nuova stagione teatrale, si riapre il centro culturale Vertigo a Livorno, con sede nel quartiere Venezia, cuore della città labronica,. Ma la novità di quest'anno è la creazione di "Vertigo Cinema", una vera e propria scuola di arte cinematografica, con particolare interesse per tutti gli appassionati del mondo delle fictions e di tutti gli altri formati tv. Il teatro infatti si occuperà di una nuova area dedicata ad appuntamenti cinematografici e corsi di regia tenuti dal regista Luca dal Canto, molteplice autore di documentari, videoclip, corsi di recitazione, tenuti da Marco Conte, e, per finire, corsi di sceneggiatura, tenuti dallo scrittore e sceneggiatore Sergio Consani. Il corso sulla sceneggiatura, in particolare, affronterà le diverse tecniche televisive e cinematografiche, la differenza tra un "corto" ed un lungometraggio e verranno analizzati i principali film del panorama cinematografico italiano e straniero, nella sala "Vertighino" la stessa dove si terranno le lezioni ogni giovedì sera per due ore.

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Uno alla volta: intervista a Riccardo Scamarcio


Cosa c'è dietro un destino da tombeur des femmes

di Roberta Valeriani

Riccardo Scamarcio, bello, occhi azzurro ghiaccio, aria da "bad boy" e, inevitabilmente, un destino da tombeur des femmes. Le ragazze vanno in tilt per lui; ma non c'è niente da fare, è felicemente fidanzato con una nota e attraente attrice italiana e il loro legame è a prova di gossip. E' nelle sale dove vengono proiettati i film in cui ha recitato come "Italians", che racconta con leggerezza le turbative di alcuni nostri connazionali all'estero, che l'attore viene apprezzato al meglio. Scamarcio ne è interprete assieme a Sergio Castellitto e a Carlo Verdone, con la regia di Giovanni Veronesi. Un cast formidabile per un giovane attore. Scamarcio appartiene alla generazione di Brando De Sica, Laura Chiatti, Cristina Capotondi, tutti ormai affermati.

Raccontaci di te

"Non sono proprio alle prime armi, a sedici anni ho lasciato Trani, dove sono nato, e mi sono trasferito a Roma per seguire il Corso di Recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia".

Hai incontrato difficoltà agli inizi della carriera?

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Un pessimista sorridente. Intervista a Woody Allen

di Roberta Valeriani

Rilassato, sereno, felice, per quanto possa esserlo un pessimista nato, anche per il successo del film "Vichy, Cristina, Barcellona".

Woody Allen esprimi un tuo desiderio?

"Ho girato film a Hollywood, Londra, Barcellona, Parigi, quasi in tutto il mondo ma Roma....."

Che tipo di film avresti ancora desiderio di realizzare, nonostante il tuo curriculum colmo?

"Ovviamente una commedia ma nel mio stile, con un fondo di tristezza. Come sempre una storia d'amore perché è sempre di questo che si tratta. Per chi legge Cechov , Tolstoj, o Stendhal ci troverà dei grandi problemi esistenziali, politici e via via. Ma il tema che più ci conquista, che commuove è sempre una storia d'amore, quella che intercorre tra un uomo e una donna".

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Intervista a Valeria Golino. La" Charlie Chaplin" del 2000

di Roberta Valeriani

Un'attrice per vocazione e, nel suo mestiere, un'assassina recidiva per professione. Napoletana, Valeria Golino si dichiara attrice internazionale per vocazione.
"Mio padre - spiega - era italiano, mia madre greca. Ho vissuto dieci anni a Hollywood e sono rientrata in Italia nel 1991. Jean Paul Sartre diceva "è la forza delle circostanze che muove i nostri passi". Nel mio caso è andato tutto al di là della mia volontà, o quasi".
Lavori quasi da sempre e hai una sessantina di film all'attivo. Non è poco!
"E' una buona media credo. In America mi considerano un'attrice straniera, in Italia pure. Forse perché non sono il classico tipo italiano, ho un viso che somiglia un po' a Charlie Chaplin, fatte le debite distanze con il geniale artista. Sarà per questo che mi affidano sempre parti di donne ai margini un po' indecifrabili".

Perché non esci mai la sera?
"Non amo la mondanità. Ma credo ti riferisca al titolo del mio film "Giulia non esce la sera", di Giuseppe Piccioni, dove ricopro il ruolo di una assassina che, per buona condotta, ha il permesso di lavorare fuori dal carcere, ma la sera deve rientrare in cella".

Un film in costume da bagno a quanto pare!

"Infatti sono un'insegnante di nuoto e impartisco lezioni a una bambina. Ma sarà suo padre Guido, interpretato da Valerio Mastrandrea, uno scrittore dall'indefinibile personalità, ad essere coinvolto da sentimenti inattesi. Immersi nell'elemento acqua i due si liberano da una zavorra di impedimenti".

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