Home Ambiente CAIVANO. GLI AGRICOLTORI CONTESTANO I SEQUESTRI. SBAGLIATA LA VALUTAZIONE. PARLA L'AGRONOMO CRISPINO

CAIVANO. GLI AGRICOLTORI CONTESTANO I SEQUESTRI. SBAGLIATA LA VALUTAZIONE. PARLA L'AGRONOMO CRISPINO

di Pasquale Crispino* - Capisco la preoccupazione della gente, e da padre di famiglia è giusto che sia così, ma il problema di fondo è che il corpo forestale dello stato nel caso specifico delle acque di falda ha commesso un errore grande quanto una casa, e la mia affermazione deriva da uno studio approfondito del  problema e da esperto del settore, essendo un dottore agronomo. I sequestri in questione, di cui solo il 5% sono stati effettuati per il  ritrovamento di una discarica mentre il restante 95% per il problema delle acque,  scontano diversi errori metodologici e normativi, e precisamente:
-il d.lgs 152/06  alla tab 2 non indica i valori oltre i quali le acque non possono essere utilizzate le acque per l'irrigazione ma semplicemente dei valori superati i quali è necessario la caratterizzazione e l'analisi del rischio, discendere se tali valori sono di origine naturale oppure da apporti antropici e nel caso di specie effettuare le analisi del rischio;
- i sequestri sono stati effettuati senza alcuna analisi sugli ortaggi, senza alcuna prova che gli stessi non fossero salubri, senza appunto l'analisi del rischio per i consumatori, ma solo sulla presunzione peraltro infondata, che acque non a norma di una legge capestre e non specifica, produca  ortaggi non buoni ;
- se il dlgs 152/06 rappresenta la norma discriminante sulle acque irrigue ( e non lo è) significa che si dovrebbero chiudere il 70% dei pozzi in Italia, in quanto nel 90% dei casi dei pozzi sequestrati , essi sono risultati fuori norma per il solo manganese e  floruri , con valori se confrontati alla DM 29/12/2003 (acque minerali) si potrebbero utilizzare per uso umano;
- le autorità competenti, analizzati i risultati delle analisi che riportavano valori elevati di floruri e manganese, si sono preoccupate di eseguire immediatamente i sequestri dei pozzi “incriminati” certi dell’origine antropica di tali parametri, non ipotizzando che tali valori potessero derivare dalla matrice litologica del territorio vulcanico in cui stavano operando e pertanto valori soglia di fondo naturale, verifica che impone la stessa norma;
- nei pozzi di Caivano non sono mai stati rilevati valori fuori norma per piombo, mercurio, cadmio, cromo, arsenico,  ecc, , al contrario delle acque rinvenute nel bresciano e nel viterbese ove si irriga tranquillamente senza alcun precauzione, grazie a deroghe ottenute rispetto ai parametri fissati dal Dlgs152/0;
-risulta inverosimile che il  limite del contenuto dell’arsenico sia stato derogato per l’uso umano in alcuni comune laziali, ove le popolazioni possono bere acque con 20 mmg /litro di arsenico litro e in Campania non si possa utilizzare acque con un contenuto in arsenico  superiori a 10 mmg/litro.
- l'istituto superiore della sanità,  con parere n. 54750 IA del 7/11/2003 ,e nota inviata il 15/04/2011 prot 0015517,  invitava il Commissariato al Governo per le bonifiche e quindi  gli enti preposti al controllo delle acque di falda, a riferirsi quali limiti di riferimento per discriminare la bontà dell'acqua  a quelli dettati dal d.lgs 185/2003 e non il d.lgs 152/2003, con la conseguenza che se confrontati a tale normativa i pozzi sarebbero stati quasi tutti a norma.
- il decreto ministeriale del 23/03/2000  pubblicato sul supplemento  Ordinario  alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2000,  elenca i limiti nelle acque irrigue per le colture di serre e in pieno campo, per le quali tali pozzi risulterebbero addirittura di prima classe , prevedendo contenuti di arsenico, floruri e manganesi più del doppio di quelli rinvenuti nei pozzi di Caivano ;
- risulta incredibile che il decreto del 29 dicembre 2003 , che disciplina le acque minerali, all’art 2  consente l’utilizzo per l’alimentazione umana , acque con contenuto di floruri pari a 5 mg/litri e di manganese paria 0,5 mg/litro e le acque dei pozzi di Caivano con valori sempre al disotto di 3 mg/l di floruri e di 0,5 mg/lt per l’utilizzo in agricoltura ( e non per bere) siano chiusi.
Tutto quanto esposto sopra, non a dire i nostri prodotti agricoli sono meno inquinati degli altri o le nostre acque sono meno inquinate delle altre, ma semplicemente , i nostri prodotti sono buoni come quelli prodotti in altre parti di Italia e la genuinità delle nostre produzioni è quantomeno pari agli altri ortaggi che le massai possono acquistare e portare sulle loro tavole in tutti Italia.
Non è accettabile come consumatore che pozzi pressoché potabili sono interdetti all'uso  e per l'Italia si produca quasi ovunque con acque molto più carica di metalli rispetto a quelli caivanese, così non si fa un servizio ai consumatori ma solo esclusivamente a quanti hanno interesse alle successivi paventate bonifiche e a quanti vogliono mettersi in mostra guadagnando qualche stelletta sulla divisa.
*dottore agronomo - consigliere ordine agronomi Napoli

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