Home Ambiente Scempio ambientale Campania. Teverola non deve morire, il corteo per non arrendersi

Scempio ambientale Campania. Teverola non deve morire, il corteo per non arrendersi

di Alessandra D'Agostino (presidente del Comitato "Teverola non deve morire") - TEVEROLA. 13 ottobre 2013 e' una data da ricordare. Una giornata che racconterò a mio figlio quando crescerà e capirà l'importanza di essere vivi nelle nostre terre. Si, perché vivere a Teverola come nelle altre città vicine non è' affatto scontato. Svegliarsi la mattina e accorgersi che il funerale a cui andrai oggi non è' quello di tuo figlio o di tuomarito o di uno dei tuoi genitori, e' addirittura una fortuna. Oggi la nostra città e' scesa in piazza e noi con lei. Con l'aiuto di tutte le associazioni del territorio e di tutti i cittadini di buon cuore, con il sostegno dei comitati che lottano contro le cause e gli effetti della devastazione ambientale, siamo qui riuniti per dare un messaggio. Solo uno e con una sola voce. Non di morte. Non di sconfitta. Ma di speranza. La speranza che la barriera di omertà sia caduta in frantumi e che finalmente si possa guardare dritto negli occhi al problema. Vogliamo che si intervenga sulle nostre terre, sin da subito. Prima si inizia e prima si potrà avere la percezione che il fuoco si stia spegnendo. Per anni abbiamo tollerato le colonne di fumo nelle nostre vite, al massimo limitandoci a chiudere le finestre delle nostre case. Oggi qualcosa è' cambiato. Quando si vedono fuochi, anche a lunghe distanze, le finestre non ci bastano e si scende in piazza! Questo perché il problema finalmente si sta affrontando. Ma non dobbiamo fermarci: il percorso e' appena iniziato. Io rappresento il comitato cittadino "Teverola non deve morire", che oggi ha voluto dare un messaggio di speranza con una marcia che è partita da un luogo di morte ed è giunta nel cuore della città, nella vita. Una marcia guidata dal Vescovo Mons Angelo Spinillo, simbolo di luce, con l'indispensabile supporto di Padre Maurizio Patriciello e di tutti i cittadini che a gran voce vogliono riprendersi la loro vita. Ma questa marcia, come le tante che si stanno susseguendo, da sole non bastano. Ci vuole un intervento concreto di bonifica, che salvaguardi la salute di tutti. E non diteci che è' troppo tardi o che ci vorrà molto tempo. Altrimenti ci vergogneremo di vivere in uno Stato che abbandona i propri cittadini a se stessi e si ricorda di loro solo per riscuotere. Uno Stato che sembra addirittura infastidito da chi chiede aiuto e dai simboli di queste battaglie. Quasi come se tutti i cittadini dei nostri territori fossero collusi con la criminalità, senza fare alcuna differenza tra le vittime e i carnefici. Noi reagiamo, con la speranza e con la preghiera, sotto la guida spirituale del nostro vescovo mons Angelo Spinillo.

(Ph Alessandro Scarano fonte rete internet)

Ultimo aggiornamento (Domenica 13 Ottobre 2013 19:51)

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