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BRRR… Arriva il freddo: 80mila a letto la prossima settimana

Virologo, forme simil-influenzali, stima 30mila bimbi colpiti

di Roberta Valeriani

Ultime ore per il caldo agostano fuori stagione. Dal prossimo fine settimana, assicurano i meteorologi, arriverà il freddo e l’Autunno farà il suo ingresso ufficiale. Ma il previsto brusco calo di temperature porterà anche una prima e ben poco gradita conseguenza: “Saranno almeno 80.000, secondo le stime - afferma il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università di Milano - gli italiani che rimarranno a letto la prossima settimana, colpiti da varie forme simil-influenzali”. “Già le scorse settimane - sottolinea l’esperto - sono stati circa 60.000 gli italiani che si sono ammalati, colpiti da forme simili all’influenza, ma con l’arrivo delle temperature più fredde è prevedibile un consistente aumento per tali patologie. Si stima infatti che saranno almeno 80.000 - rileva Pregliasco - gli italiani che si ammaleranno nella prossima settimana, e di questi oltre un terzo, pari a poco più di 30.000, saranno bambini'”.A colpire, però, non saranno ancora i virus dell’influenza stagionale.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Ottobre 2011 14:48)

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Energia: italiani amano il solare, ma pochi installano il fotovoltaico

Il 92 per cento degli italiani a settembre 2011 riconoscono che il "solare" è la fonte di energia "su cui l'Italia, pensando al futuro, dovrebbe maggiormente puntare". Il rapporto di Ipr Marketing e fondazione Univerde parla chiaro, anche se l'italiano ancora non ha iniziato a installarlo davvero

di Roberta Valeriani

Tra dire il fare c'è di mezzo il mare, e questo è un po’ il vizio dell’italiano medio, quello che a parole ama la natura ma poi scorrazza con il diesel che sembra un fumogeno. Al convegno della fondazione Univerde tenuto la settimana scorsa si è parlato di un tema molto ‘caldo’, soprattutto nell’immaginario collettivo post Fukushima: “Le città solari: rinnovabili, bioedilizia e smart cities, la sfide della nuova economia” dove, oltre a intervenire Alfonso Pecorario Scanio (presidente della fondazione Univerde ed ex Ministro dell’Ambiente) ed altri relatori moderati da Elisabetta Guidobaldi dell’ANSA, Antonio Noto presidente dell’ipr Marketing ha presentato l’interessante rapporto “Gli Italiani e il solare con focus su Città e Bioedilizia” giunto alla quinta edizione. Nel rapporto si evidenzia come l’italiano sia sempre più legato ad un’ottica ecologica soprattutto per quanto riguarda la propria abitazione, a cominciare dai doppi vetri ‘per non disperdere calore e rinfrescamento’ (scelti dal 66%) e in primis con l’acquisto di elettrodomestici di classe A, per risparmiare energia, acqua (presenti nel 70% delle case). Ma il vero sogno dell’italiano è usufruire di energia elettrica dal sole (favorevole il 92% degli italiani) e dal vento (per l’eolico si schiera il 54%).

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Salute: Dallo squalo arriva la squalamina un antivirale a largo spettro contro epatiti e dengue

La squalamina presente nel fegato degli squali è in grado di contrastare le infezioni dovute ai virus della febbre gialla, della febbre dengue e di alcuni tipi di epatiti come la B e la D, che possono causare insufficienza epatica e cancro

È quanto emerge da uno studio pubblicato su Pnas da un gruppo di studiosi della della Georgetown University (Stati Uniti) guidati da Michael Zasloff che hanno condotto esperimenti in laboratorio su colture cellulari e su modelli animali. La sostanza, scoperta nel 1993 dallo stesso Zasloff, è già nota per gli effetti antitumorali e antibiotici e per non avere effetti collaterali se utilizzata sull’uomo. Una versione sintetica di un composto presente negli squali potrebbe avere ampie implicazioni per la prevenzione e il trattamento delle infezioni virali. E’ quello che ha scoperto il dottor Michael Zasloff, che ha sintetizzato un composto presente originariamente negli squali, scoprendo che è efficace nel trattamento dei patogeni umani. Gli antibiotici ad ampio spettro sono stati prescritti da decenni, ma gli scienziati dicono che lo sviluppo di un buon farmaco antivirale è un risultato ancora ben lontano da raggiungere.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:03)

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Fulmini, ogni anno ne cadono 1,5 milioni sull’Italia

Uno è sufficiente per tenere accese le luci di un grattacielo per un mese. Nord Italia bersagliato da oltre 80.000 fulmini nelle ultime ventiquattro ore. Una quantità notevolissima che corrisponde a quasi un sesto di quanti ne cadono mediamente nell’arco di un anno

di Roberta Valeriani

80.000 filmini nelle ultime 24 ore. Questi i dati rilevati dalla Rete Nazionale di Rilevamento Fulmini del “Cesi”(Centro elettrotecnico sperimentale italiano). La maggior parte di essi si è concentrata sull’Italia settentrionale e buona parte della Toscana, con fenomeni che si sono poi gradualmente estesi anche al medio e basso versante tirrenico. L’intensa attività elettrica provocata da violenti temporali, si è accanita fin verso i litorali di Campania, Basilicata e Calabria tirrenica. I dati ci indicano come sia stato superato anche il precedente primato risalente all’Estate del 2004 allorquando si verificò la caduta di ben 40.000 fulmini nell’arco di 24 ore. Le cause di tale anomalia vanno certamente ricercate nei violenti contrasti verificatisi tra l’aria caldo-umida accumulatasi al suolo nelle ultime settimane, ed il fresco intenso giunto dal nord Atlantico che ha fatto da miccia nell’attivazione di intensi nuclei temporaleschi.

Ultimo aggiornamento (Martedì 20 Settembre 2011 15:23)

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Ambiente: qualità alimentare anche nelle confezioni

Non solo cibo. Per la Commissione Ue il dossier sullo sperpero alimentare presentato in occasione del Food Safety Day é stato l’occasione per parlare di tutto quello che riguarda contenitori, confezioni e imballaggi

di Roberta Valeriani

Non si tratta di una questione marginale: ridurre l’imballaggio aiuta l’ambiente e abbatte lo spreco, perché favorisce il risparmio alimentare, mediante porzioni più piccole e un maggiore
ricambio con merce fresca. Inoltre la Commissione sollecita a ricorrere a soluzioni innovative: come le bioplastiche (prodotte da risorse rinnovabili e biodegradabili) e gli imballaggi attivi e intelligenti. Le bioplastiche sono un esempio concreto di imballaggio innovativo e sostenibile perché sono suscettibili di proteggere gli alimenti in maniera adeguata. E’ però necessario che loro produzione sia sostenibile, a partire dagli scarti agricoli e da altri tipi di rifiuti e che i sistemi di raccolta specifica dei rifiuti degli imballaggi con bioplastiche siano messi in atto. Un altro aspetto rilevante riguarda la riduzione della dimensione delle confezioni e la progettazione di imballaggi ben concepiti in modo da aiutare il consumatore a prolungare i tempi di durata di conservazione del prodotto in condizioni ottimali.

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La Banana è Radioattiva? Banana Equivalent Dose (BED). Banane a gogò o banane out?

La radioattività è sempre nociva per l’uomo? Per l’organismo umano, non esistono livelli sicuri di radiazioni?

di Roberta Valeriani

La radioattività è sempre nociva per l’uomo? Per l’organismo umano, non esistono livelli sicuri di radiazioni? “Tutto questo – a detta dei nuclearisti - è assolutamente falso! La radioattività è un fenomeno naturale e anche il corpo umano ha la sua dose di radioattività visto che è costituito anche da elementi radioattivi come il potassio, il carbonio e l’idrogeno3 (il famigerato trizio)”. “A proposito di potassio - affermano - non vi viene in mente un frutto che il dietista raccomanda sempre di mangiare perché fa bene alla salute in quanto ricco di potassio? Esatto, avete indovinato! Stiamo parlando della banana, che contiene l’isotopo del Potassio-40, emettitore di radiazioni beta. Una banana media contiene circa 520 pico-curies di radioattività e, che ci crediate o no, questo frutto viene utilizzato come unità di misura non ufficiale della radioattività”. Il termine specifico Banana Equivalent Dose (BED) descrive la quantità di radioattività di un materiale in rapporto a quella di una singola banana. “Mangiare una banana – affermano i fautori del nucleare - è ovviamente una cosa di per sé del tutto innocua, tuttavia la mancanza di informazioni rende le persone facilmente spaventabili alle leggende metropolitane degli ambientalisti.

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Vivere o sopravvivere con le radiazioni, perché? Siamo tutte cavie allo sbaraglio?

Nell’immaginario collettivo oggi incombe una realtà che apparentemente sembra virtuale, ma è vera, lontana e vicina al contempo più di quanto si possa immaginare: il nucleare. A volte la convinzione radicata, nella sua discutibile, tangibile materialità, da chi è stato educato o meglio ammaestrato, influenzato sul fatto che qualunque tipo di radiazione uccida, provochi il cancro e mutazioni spaventose negli uomini, negli animali, nelle piante, incute scetticismo verso quel qualcosa di ancora ‘ignoto’ ma spesso utilizzato con quieta accondiscendenza come una Tac. La domanda che imperversa è: cosa sono in realtà le radiazioni emesse dai materiali radioattivi e quanto sono pericolose? Secondo il Dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare, docente, direttore della rivista Fusione Scienza e Tecnologia, poco e addirittura non hanno una significativa influenza sulla salute umana. La parola ora è ai competenti tra i nostri lettori.

di Roberta Valeriani

“Le radiazioni dette ionizzanti - come afferma il Dott. Giuseppe Filipponi - consistono in diversi tipi di particelle subatomiche: raggi gamma, raggi x, raggi beta (elettroni), neutroni, e particelle alfa. Queste particelle attraversano lo spazio ad alta velocità,160.000 Km al secondo, penetrano nel corpo umano in profondità e danneggiano le cellule di cui il corpo è composto. Questo danneggiamento può causare un cancro o può causare difetti genetici nella successiva generazione di cellule. Spiegando in questo modo gli effetti delle radiazioni sembra che il pericolo sia molto grave e che una persona colpita da una di queste particelle rischia parecchio.

Ultimo aggiornamento (Sabato 17 Settembre 2011 17:12)

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Ottenuti gatti transgenici

Aiuteranno a studiare l’Aids modificati col gene anti hiv dei machachi

di Roberta Valeriani

Sono amici dell’uomo da 9.000 anni, dividono con l’uomo oltre 250 malattie ereditarie e d’ora in poi i gatti diventeranno uno dei più validi aiuti nella ricerca contro l’Aids, ma anche contro numerose altre malattie, in primo luogo quelle neurologiche. Lo testimoniano le immagini dei primi gatti transgenici, resi fluorescenti dal gene di una medusa se osservati alla luce blu e nel cui Dna è stato introdotto il gene che rende i Macachi Rhesus resistenti al virus dell’Aids. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Methods, è stata condotta nell’americana Mayo Clinic di Rochester. E’ un risultato senza precedenti perché è per la prima volta viene prodotta questa modificazione genetica in un carnivoro. In questo modo diventa possibile eseguire nei gatti esperimenti finora impossibili su topi e scimmie e si apre la strada alla comprensione di numerose malattie.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 12 Settembre 2011 11:46)

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Cancro: Un iniezione di un batterio potrà uccidere i tumori?

Virus contro cancro un braccio di ferro forse all’ultima resa

di Roberta Valeriani

Con l’evolversi delle scoperte mediche spesso ciò che è creduto come un dogma o una certezza incrollabile può venir sovvertito aprendo alla ricerca sentieri prima inusitati. Ad esempio fino ad oggi abbiamo accostato alla parola virus un qualcosa di negativo, così tanto da riprodurre il suo utilizzo anche in altri ambiti come quello tecnologico ad esempio, ma da una ricerca di un gruppo di ricercatori canadesi pubblicata sulla rivista Nature emerge che in un futuro non troppo lontano i virus potranno esser usati per curare i tumori. Come? La ricerca ha dimostrato che in alcuni virus vi sono delle proprietà in grado di uccidere i tumori, si tratta di virus “oncolitici” (varianti attenuate, modificate del virus di origine ma ancora capaci di moltiplicarsi ed attaccare le cellule) che in questo caso sarebbero in grado di attaccare solo le cellule malate lasciando intatte quelle sane.

Ultimo aggiornamento (Sabato 03 Settembre 2011 15:37)

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Valigie nucleari e fragole marziane

Centrali nucleari su Luna e Marte, nuovo progetto della NASA

di Roberta Valeriani

Centrali nucleari costruite sulla Luna e su Marte per alimentare l’equipaggiamento e le infrastrutture utilizzati dagli astronuati durante le missioni interplanetarie. Fantascienza? A quanto pare no. Questa ipotesi è stata infatti recentemente esposta, in occasione del National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society, da James E.Werner, lo scienziato a capo del progetto, a cui collaborano lo U.S. Department of Energy e la NASA. Naturalmente è impensabile costruire una centrale nucleare come quelle presenti sulla Terra, su un altro pianeta o satellite. L’impianto nucleare, di cui un prototipo potrebbe essere realizzato sulla Terra già entro la fine del 2012, pur basandosi sugli stessi principi fisici di quelli già realizzati in molti Paesi del globo, avrebbe caratteristiche ben diverse da loro. I vertici della NASA pensano ad un piccolo reattore a fissione da preferire all’energia solare per gli ambienti più ostici di Marte. E gli astronauti potranno coltivare verdura e frutta nello spazio. Hanno unito i rispettivi sforzi progettuali, al lavoro su un reattore nucleare delle dimensioni di una comune valigia.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Settembre 2011 13:46)

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