Home Ambiente

Ambiente

L’Italia è a rischio tsunami? Vulcano Marsili, il gigante sommerso nel Tirreno

L’allarme lanciato dall’Ingv sul possibile ‘risveglio’ del vulcano sommerso preoccupa non solo i geologi. Settantadue maremoti, in 2000 anni, hanno già colpito le coste italiane ma finora nessuna precauzione è stata presa

E’ vero che le coste italiane potrebbero essere colpite da tsunami?

“Di certo c’è che in qualunque istante potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire”. Queste le parole pronunciate dal presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, in relazione a possibili eventi franosi lungo i versanti del vulcano sommerso Marsili. La montagna che svetta per 3000 metri dai fondali al largo delle isole Eolie non manca di preoccupare geologi e sismologi: difficile fare previsioni, ma l’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sostiene che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso. Il problema sono le possibili frane lungo i versanti: il cedimento delle pareti, infatti, muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, che sarebbe capace di generare un’onda di grande potenza. Con i suoi 70 km in lunghezza e 30 km in larghezza, il Marsili è il più grande vulcano d’Europa ed eventuali smottamenti lungo le sue falde, innescati da movimenti sismici, potrebbero causare un maremoto che si abbatterebbe sulle coste del basso Tirreno, a soli 140 chilometri a nord della Sicilia e a 150 della Calabria. “Il dato preoccupante - sostiene il prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del territorio dell’Università di Napoli di didattica e protezione civile - è che le aree costiere italiane a rischio da tsunami, già individuate con vari studi, ancora non sono tutelate da interventi strutturali preventivi né da attive misure di monitoraggio”.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:00)

Leggi tutto...

 

Asma: Smog, inquinamento, microclima degli ambienti chiusi e fumo fra i principali indiziati nello sviluppo della sintomatologia

Secondo una indagine svolta da Doxopharma a soffrirne sono all’incirca il 5-7% degli italiani, ma a farne le spese maggiori sono soprattutto i 30enni e i 40enni a causa di poca accortezze nei riguardi della malattia o non regolarità delle cure

In aumento le crisi asmatiche nella fascia più giovane della popolazione. Le cause: scarsa conoscenza e poca attenzione ai fattori di rischio. Smog, inquinamento, microclima degli ambienti chiusi e fumo fra i principali indiziati nello sviluppo della sintomatologia. GINA (Global iniziative for asthma) ridefinisce la classificazione della malattia secondo nuovi criteri. Passata in secondo piano l’intensità della malattia (lieve, media e grave), maggiore attenzione viene oggi posta ai sintomi e alla loro durata, alle ripercussioni sulle attività quotidiane, alle limitazioni della funzionalità respiratoria e alla necessità di assumere broncodilatatori. Poca conoscenza dei fattori di rischio e di sviluppo dell’asma, mancata adesione alle cure, o limitata al bisogno, scarsa attenzione alla prevenzione: sono queste le ragioni che hanno portato ad un incremento dei casi di asma fra la popolazione. Secondo una indagine svolta da Doxopharma a soffrirne sono all’incirca il 5-7% degli italiani, ma a farne le spese maggiori sono soprattutto i 30enni e i 40enni a causa di poca accortezze nei riguardi della malattia o non regolarità delle cure. La conseguenza inevitabile è a detrimento della qualità della vita: sonno “cattivo” per difficoltà respiratorie, respiro sibilante, crisi più accentuate.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:00)

Leggi tutto...

 

Biocarburanti: alghe, urina cioccolato e acqua sporca

Le auto a biocarburante sono una delle soluzioni che il mercato sta valutando per il futuro. Le alghe, in grado di produrre 30 volte più energia per ettaro rispetto al mais e della soia, sono una delle novità più interessanti del momento

C’è un solo prodotto al mondo che si può ottenere sia dal mais che dalla soia che dalle alghe che dal cioccolato. Il carburante per auto. Messa così sembra una storia a metà tra la fiaba e la barzelletta, eppure non esiste nulla di più serio, fattibile e conveniente, sia dal punto di vista economico che ecologico. Le auto a biocarburante sono una delle soluzioni che il mercato sta valutando per superare la crisi del caro-petrolio, alla luce del fatto che questa risorsa non solo inquina, ma è destinata a esaurirsi. Le alghe, in grado di produrre 30 volte più energia per ettaro rispetto al mais e alla soia, sono una delle novità più interessanti del momento, e diverse start up hanno cominciato a tastare il mercato riempiendo i serbatoi con soluzioni a base vegetale. In occasione dell’ultimo Sundance Film Festival, ad esempio, la Solazyme si è fatta notare facendo sfilare una Mercedes C320 alimentata ad alghe: “L’obiettivo era trovare una soluzione a breve termine - ha detto il presidente CTO Harryson Dillon - economicamente possibile ed efficacemente sostenibile.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:00)

Leggi tutto...

 

Alla scoperta del gene della siccità

 

Genetisti milanesi, guidati dalla professoressa Chiara Tonelli, stanno studiando i mezzi per un’agricoltura sostenibile che aiuterà a combattere la fame nel mondo. “Bastano, a volte, periodi brevi di carenza d’acqua per causare rilevanti diminuzioni nella produzione di sementi e biomasse ogni anno”

La genetica, scienza che si è sviluppata prodigiosamente con la decifrazione del DNA, può aiutare a trovare una soluzione al drammatico problema della fame nel mondo? Certamente se l’obiettivo dei genetisti è accrescere la produttività agricola, cioè scoprire mezzi e modi per aumentare i raccolti dei campi. E nel mondo l’agricoltura consuma il 70% dell’acqua ma ne restituisce all’ambiente soltanto il 30%. In un pianeta su cui incombono cambiamenti climatici globali oltre a un continuo aumento della popolazione, costituisce una grave minaccia proprio la siccità. La professoressa Chiara Tonelli, docente di Genetica all’Università di Milano, e il suo assistente universitario, Massimo Galbiati, da anni stanno studiando questo pressante problema e grazie al sostegno della Fondazione Veronesi hanno elaborato il Progetto Agrisost, un programma che come la sigla stessa suggerisce, si occupa di rendere “sostenibile” l’agricoltura,“Anche nelle aree più fertili - spiega il professor Galbiati - bastano a volte periodi brevi di carenza d’acqua per causare rilevanti diminuzioni nella produzione di sementi e biomasse ogni anno.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:01)

Leggi tutto...

 

Psoriasi realmente quasi invisibile: come non restare impigliati nella Rete delle cure alternative

Chi ne soffre cerca informazioni e terapie in internet. Gli esperti avvertono: il web è un aiuto importante, ma anche una fonte di informazioni inattendibili e cure fai-da-te che fanno perdere tempo e denaro

Difficile resistere a Dottor Internet per chi è alle prese con un disturbo cronico, che non sempre risponde alle cure e che di tanto in tanto si riaccende condizionando la vita in ogni suo aspetto, spesso in maniera pesante che a differenza di un ‘gratta e vinci’ è un ‘gratta distruttivo’ spesso anche psicologicamente. Difficile anche orientarsi nel mare magnum virtuale di proposte terapeutiche più o meno ortodosse che promettono molto e nella maggior parte dei casi si risolvono in una perdita di tempo e di denaro. E’ quanto emerso da uno studio condotto su web relativamente alla psoriasi, che ha gettato luce su un fenomeno sempre più frequente. L’indagine, realizzata da Demoskopea e Boto, ha coperto i primi sei mesi del 2011 e ha analizzato siti internet, blog, social network e forum, rilevando 760mila risultati in Google e 29 milioni di pagine visitate.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:01)

Leggi tutto...

 

Salute: Fumo o non fumo? Sigarette autoestinguenti: è Knock-out per i fumatori

Match round: Siamo solo alla prima tranche del 2000 affermano gli accaniti: “Non respirare o aspirare fa bene o fa riflettere?”

Per prevenire i rischi di incendio, lo Stato di New York ha reso obbligatoria la vendita di sigarette autoestinguenti, prodotte con carta speciale: se non aspirate si spengono. Negli Stati Uniti - affermano dagli Usa - muoiono circa 900 persone per incendi accidentali dovuti a sigarette accese che quasi irrimediabilmente provocano incendi durante il sonno di persone lese da effetti variegati (come alcol, droga, stanchezza) derivanti da molteplici situazioni. I problemi in tal senso anche in Europa si sono moltiplicati negli anni e gli Stati Uniti hanno pensato ‘bene’ di creare qualcosa, come le sigarette che si spengono se non si aspirano. La prima tranche del 2000 sul fronte delle sigarette ‘autospegnibili’ si sta facendo leva contro un mondo già di suo inquinato, un tour de force intenso e prolungato come un ‘braccio di ferro’ dove non si sa mai chi vincerà. Mentre i cittadini di mezza Europa, indignati, scendono in piazza, le istituzioni comunitarie si preparano ad affrontare il futuro con profonde riforme, “riforme strutturali”, dicono ‘gli indignati’ in tutti i sensi, la gente comune si pone il problema anche della riaccensione delle sigarette, una sigaretta riaccesa fa 100 volte, se non di più, male di una accesa o del fumo passivo di una sigaretta accesa accanto e non fumata!

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:02)

Leggi tutto...

 

I mostri del 2000. Tracce di petrolio nell’acqua e la collina dei veleni

I primi sospetti dalle macchie apparse dopo il bucato e da agnelli nati deformi

Acqua liscia, gassata o corretta al petrolio? Sono in atto dei controlli da parte dell’Aca (Azienda Comprensionale Acquedottistica) sulla rete acquedotti di Pescara in quanto, per segnalazioni su probabili infiltrazioni per lavori sul manto stradale, è scattato un allarme sin dalla fine di agosto. In seguito alle denunce di alcuni cittadini residenti in via Lago di Varano, che hanno riscontrato macchie sospette sui panni dopo aver fatto il bucato, altri abitanti della zona, nelle vicinanze di via Tirino, hanno notato addensamenti di colore nerastro nella vaschetta della lavastoviglie. Le prime analisi effettuate dall’Aca hanno confermato la presenza di ‘idrocarburi totali nell’acqua’. I valori emersi nel corso del primo prelievo, che risale al 29 agosto, sono risultati agghiaccianti, evidenziando una concentrazione di 757 microgrammi per litro, a fronte di una soglia di inquinamento che è di 10 grammi per litro. Immediatamente è scattato il divieto di utilizzare l’acqua a scopo potabile per 20 utenze di via Lago di Varano, ma – dicono - non per i cittadini che vivono nelle vicinanze.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:02)

Leggi tutto...

 

Neuroni da cellule del fegato riprogrammati con tre proteine

Risultato ottenuto con un cocktail di geni. Le cellule del fegato possono essere ‘convinte’ a trasformarsi in neuroni perfettamente funzionanti. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato da Cell Stem Cell che ha come prima firma il ricercatore italiano dell’università di Stanford Samuele Marro

Cellule del fegato trasformate in neuroni perfettamente funzionali, praticamente indistinguibili dagli altri. Il passaggio diretto fra due tipi di cellule così distanti fra loro, saltando a piè pari lo stadio intermedio di cellule pluripotenti indotte, è riuscito ad un gruppo di ricercatori dell’università di Stanford, che hanno pubblicato il loro studio su Cell Stem Cell. Un nuovo successo per la tecnologia della riprogrammazione cellulare che ha preso il via dagli esperimenti di Yamanaka nel 2006 con la generazione di staminali riprogrammate (iPS), che, tornando bambine, acquisiscono nuovamente la pluripotenza. Con la differenza che in questi ultimi sviluppi non si generano staminali, ma si converte direttamente un tipo di cellula in un altro, evitando al tempo stesso il rischio di cancro. Proseguendo la strada già battuta dallo stesso gruppo di ricerca (che fa capo a Marius Wernig) sui fibroblasti, Samuele Marro, primo autore dello studio, e i suoi colleghi hanno usato un ‘cocktail’ di sole tre proteine - Ascl1, Brn2 e Myt1l - che, veicolate negli epatociti di topo tramite vettori virali sono entrate nel nucleo, hanno legato il Dna e attivato l’espressione dei geni neuronali, ‘spegnendo’ quelli epatici. 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:03)

Leggi tutto...

 

L’acqua terrestre arriva dalle comete più lontane

L’osservatorio spaziale Herschel ha scoperto acqua simile a quelle degli oceani in una cometa nata oltre l’orbita di Plutone

La Terra, come si sa, è coperta per due terzi dall’acqua. Il problema, a lungo dibattuto, è capire da dove essa venga dato che l’eventuale acqua primordiale, presente nel momento dell’origine del nostro pianeta, sarebbe sicuramente evaporata per via delle altissime temperature. Il ghiaccio che compone parte delle comete è sempre sembrato un buon candidato a fornire una spiegazione plausibile. Quando si è cominciato ad analizzare le comete, però, è emersa una nuova difficoltà: l’acqua presente in loro sotto forma di ghiaccio contiene circa il doppio del deuterio (isotopo dell’idrogeno) dell’acqua presente sulla Terra (dove c’è un atomo di deuterio ogni 6.200 atomi di idrogeno circa). Come dire: non è lo stesso tipo di acqua. Grazie alle osservazioni dell’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA (The European Space Agency. L’Agenzia Spaziale Europea) la teoria che vuole l’acqua terrestre proveniente dalle comete ha ultimamente ritrovato forza.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 09:03)

Leggi tutto...

 

80.000 italiani con la febbre, ma la vera influenza non è ancora arrivata

Le sindromi para-influenzali, con tosse, febbre e mal di gola, in aumento col freddo

di Roberta Valeriani

C’è chi si è ritrovato a dover rimanere a letto con la febbre anche in queste calde giornate di un anomalo inizio d’autunno. Ma dalla prossima settimana, con il precipitare delle temperature e l’inizio del vero autunno, si prevede che ben 80mila saranno gli italiani che verranno colpiti da vari tipi di sindromi simil-influenzali. Già le scorse settimane erano stati circa 60mila i primi a incappare in febbri, mal di gola e nei sintomi tipici dell’influenza. “Ora - secondo il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università di Milano - saranno almeno 80.000, secondo le stime gli italiani che si ammaleranno nella prossima settimana, e di questi oltre un terzo, pari a poco più di 30.000, saranno bambini”. “Con l’arrivo delle temperature più fredde è prevedibile - prosegue il virologo - un consistente aumento per tali patologie. L’influenza invernale attesa con tre ceppi.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 07 Ottobre 2011 18:07)

Leggi tutto...

 

nano-tv